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Cinque anni fa l’insediamento di monsignor Fortunato Morrone alla guida dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova

Ai Overview: Domani, 12 giugno, ricorre il quinto anniversario dell’insediamento di monsignor Fortunato Morrone alla guida dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova. Nel corso di questo quinquennio, il ministero dell’arcivescovo si è focalizzato sull’avvio del cammino sinodale diocesano e su un’attiva presenza pastorale sul territorio. L’episcopato è stato finora caratterizzato da una revisione delle prassi, da iniziative concrete rivolte ai giovani e ai detenuti (come il progetto Hub-Porto e i protocolli d’intesa con la casa circondariale) e da un contatto diretto con i cittadini. Un ascolto costante che ha portato anche a sostenere pubblicamente, insieme alla comunità, la causa di beatificazione del predecessore, monsignor Ferro.

L’inizio dell’episcopato e il cammino sinodale

Domani 12 giugno sono cinque anni esatti dall’insediamento di monsignor Fortunato Morrone alla guida dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova. Nato a Isola di Capo Rizzuto il 20 settembre 1958, è stato ordinato sacerdote nel 1983 e ha dedicato gran parte della sua vita all’insegnamento teologico e alla cura pastorale come parroco. Nominato arcivescovo da Papa Francesco nel marzo del 2021, è stato consacrato nel giugno dello stesso anno. Il suo ministero si distingue per una forte vicinanza al territorio, per l’ascolto delle comunità e per il suo costante impegno di testimonianza cristiana nella quotidianità. L’inizio del suo episcopato in riva allo Stretto è stato segnato dall’avvio del cammino sinodale. In questo contesto, il vescovo ha promosso dialogo e ascolto all’interno della comunità diocesana, coinvolgendo tutte le componenti ecclesiali e il laicato, per disegnare un futuro sostenibile e fruttuoso. Linee guida ribadite nella sua prima lettera pastorale: Al passo di Gesù. «Per essere evangelicamente generativi dobbiamo avere il coraggio, dopo aver insieme individuato consuetudini infeconde, di svecchiare la nostra mentalità, le nostre strutture e prassi pastorali, per dedicare più energie alla causa del Vangelo a vantaggio di tutti, specialmente di chi ne ignora la bellezza». Un concetto ribadito con forza anche durante la Visita Pastorale nei territori del reggino, definita opportunità per «ripensare creativamente la nostra presenza».

I progetti per i giovani e la formazione sociale

Un’attenzione particolare da subito l’ha sempre messa in campo per i giovani. Tra i progetti realizzati: il “Job in Progress”, l’Hub-Porto e il protocollo d’intesa per la casa circondariale di Reggio Calabria per la formazione dei detenuti in prospettiva del loro reinserimento sociale. Il lavoro come strumento indispensabile al futuro ma anche riconoscere l’importanza delle radici. Ecco allora la nascita della Scuola Biblica Paolina con l’intento di riscoprire, attraverso l’esperienza di San Paolo, il senso di una fede aperta alla fratellanza universale. Diverse sono le iniziative legate all’Apostolo delle genti che in questo tempo hanno preso forma sulla riva calabrese dello Stretto.

L’incontro con la comunità e la memoria di monsignor Ferro

Certo tanti sono gli impegni anche nell’ambito della Conferenza Episcopale Calabra che presiede, ma quando possibile ama toccare con mano il polso della Diocesi osservando e ascoltando la gente con la scusa di una camminata. Forse proprio qui ha incontrato quel sentire comune che chiedeva il riconoscimento alla figura di monsignor Ferro. E così mentre gli uffici competenti hanno fatto il loro, lui ha chiesto ai fedeli una goccia per bucare la pietra con la perseveranza della fede: un Gloria da recitare una volta la settimana per la sua beatificazione. O come quando la comunità dei più piccoli si è raccolta sulla scalinata della Cattedrale con lui per un piccolo gesto simbolico da consegnare ai bambini di Gaza. Preghiera che si fa dono.

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