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Don Italo Calabrò e quelle opere segno di speranza

Ai Overview: Sabato 26 settembre ricorre l’anniversario della nascita di Don Italo Calabrò, figura centrale della Diocesi reggina e promotore di numerose realtà attive nel sociale. Il sacerdote, nato nel 1925 e scomparso nel 1990, ha dedicato il suo ministero al supporto delle persone in difficoltà, avviando iniziative concrete contro l’emarginazione e per contrastare l’influenza della criminalità organizzata sul territorio. Dal 2023 è in corso il processo diocesano per la sua beatificazione. Il suo operato si riflette ancora oggi nelle strutture da lui fondate, tra cui la Piccola Opera Papa Giovanni e il Centro Comunitario Agape, oltre che nel suo ruolo di cofondatore e vicepresidente della Caritas Italiana.

La vocazione e i primi passi

Il prossimo sabato 26 settembre si celebra l’anniversario della nascita di Don Italo Calabrò, nato a Reggio Calabria nel 1925. Faro della “Chiesa sociale” calabrese, Don Italo spese la sua intera esistenza accanto agli ultimi, lottando contro l’emarginazione, la povertà e l’oppressione della ‘ndrangheta. Nel 2023 la Chiesa cattolica ha aperto formalmente l’inchiesta diocesana per il suo processo di beatificazione, dichiarandolo Servo di Dio. Nato in una famiglia profondamente cattolica, manifestò il desiderio di farsi prete fin dagli anni del liceo classico “T. Campanella”. Entrò in seminario a 17 anni e fu ordinato sacerdote nel 1948.

Il legame con il territorio

Divenne vicario generale dell’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova nel 1974. Rifiutò per ben due volte la nomina a vescovo per non abbandonare i suoi ragazzi e la sua terra. Dal 1964 fu parroco di San Giovanni di Sambatello che divenne il cuore pulsante delle sue attività solidali e dove scelse di essere sepolto. Don Italo Calabrò non concepiva la fede senza un risvolto sociale concreto. Celebre per la sua frase «i poveri sono i nostri padroni».

Le opere sociali e l’educazione dei giovani

Ha lasciato un’eredità di progetti che continuano a funzionare ancora oggi, come la Piccola Opera Papa Giovanni fondata nel 1968 insieme a un gruppo di giovani studenti dell’istituto industriale “A. Panella”. Un luogo nato originariamente per accogliere i ragazzi con disabilità psichiche, spesso dimenticati o rinchiusi nei manicomi. Fu tra i fondatori della Caritas Italiana quando nel 1971 collaborò attivamente con monsignor Giovanni Nervo alla sua nascita di cui fu a lungo vicepresidente. Il Centro Comunitario Agape è un’altra “opera segno” focalizzata sull’accoglienza, sui diritti civili dei minori e sul contrasto alla subcultura mafiosa. Combatté la mafia non con proclami ideologici, ma offrendo ai giovani: istruzione, senso del lavoro e l’educazione alla libertà come alternativa al condizionamento della criminalità organizzata.

La memoria nella comunità

Morì prematuramente a causa di un tumore nel giugno del 1990, lasciando un segno indelebile nella comunità calabrese. Lo scorso giungo in occasione dei trentasei anni dalla sua morte, è stata organizzata una Marcia della Pace nei luoghi che lui amava da quegli stessi suoi ragazzi ora diventati grandi.

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