Ai Overview: La ricorrenza liturgica di Santa Brigida offre l’opportunità di ripercorrere le tappe salienti della vita di una figura storica articolata, che fu prima moglie e madre, poi fondatrice di un ordine religioso e pellegrina. Attraverso la lettera apostolica «Spes Aedificandi» del 1999, Giovanni Paolo II l’ha proclamata compatrona d’Europa, riconoscendo in lei e in altre figure femminili un riferimento per le dinamiche ecclesiali e sociali contemporanee. Le parole scritte dal pontefice ventisette anni fa mettono in guardia contro lo scetticismo e l’indifferentismo etico, riflessioni che mantengono il loro rilievo di fronte alle attuali crisi demografiche e ai conflitti in corso nel continente. Il percorso di Brigida continua inoltre a fornire spunti concreti sul dialogo ecumenico e sul ruolo direttivo delle donne all’interno della Chiesa.
Una vita tra impegno familiare e vocazione profetica
La Chiesa celebra oggi una donna che scrisse a papi e sovrani con il piglio dei profeti, chiese la fine della Guerra dei Cent’anni, attraversò l’Europa e si imbarcò per Gerusalemme a quasi settant’anni. Prima di tutto questo, Brigida Birgersdotter era stata sposa e madre di otto figli, aveva fondato un ospedale con il marito Ulf e percorso anche il cammino di Santiago.
Il documento di Giovanni Paolo II e le sfide del continente
Il 1° ottobre 1999 Giovanni Paolo II firmò la lettera apostolica «Spes Aedificandi», proclamandola compatrona d’Europa insieme a Caterina da Siena e Teresa Benedetta della Croce; la scelta di tre donne non fu casuale: il Papa la collocò «nel quadro della provvidenziale tendenza che, nella Chiesa e nella società del nostro tempo, è venuta affermandosi con il sempre più chiaro riconoscimento della dignità e dei doni propri della donna». Anche la geografia contava: Brigida rinvia alla Scandinavia, Caterina all’Italia del papato avignonese, Edith Stein all’Europa lacerata dalla Shoah. Rileggiamo il testo di Giovanni Paolo II, perché ventisette anni dopo conserva tematiche di stringente attualità: «Un’Europa che scambiasse il valore della tolleranza e del rispetto universale con l’indifferentismo etico e lo scetticismo sui valori irrinunciabili», scriveva Wojtyła, «si aprirebbe alle più rischiose avventure e vedrebbe prima o poi riapparire sotto nuove forme gli spettri più paurosi della sua storia»…queste parole, oggi, hanno un peso di fronte alla guerra nel cuore del continente, alla crisi demografica che Leone XIV ha definito «sfida urgente» ricevendo i parlamentari europei, al bisogno di senso che il Papa ha colto nel recente viaggio in Spagna.
L’eredità spirituale per la vocazione dei laici
Brigida resta singolarmente vicina al presente, lo è come laica: Giovanni Paolo II volle che «la sentano vicina non soltanto coloro che hanno ricevuto la vocazione ad una vita di speciale consacrazione, ma anche coloro che sono chiamati alle ordinarie occupazioni della vita laicale nel mondo e soprattutto all’alta ed impegnativa vocazione di formare una famiglia cristiana»; ma lo è anche come voce profetica, lei che non risparmiava «ammonizioni severe anche in tema di riforma morale del popolo cristiano e dello stesso clero»; lo è perfino come pellegrina, in un tempo che riscopre i cammini europei come itinerari di ricerca interiore.
Dialogo ecumenico e guida femminile nelle comunità
L’Ordine del Santissimo Salvatore da lei fondato, quasi estinto dopo la Riforma, fu rilanciato dalla svedese Maria Elisabeth Hesselblad, luterana convertitasi al cattolicesimo, canonizzata da Francesco nel 2016: oggi le brigidine vivono in una cinquantina di comunità su tre continenti, con un carisma che è intriso di ospitalità e dialogo ecumenico, da piazza Farnese a Roma fino a Gerusalemme e Betlemme. Per questo, del resto, Wojtyła giudicava la figura di Brigida «un prezioso “legame” ecumenico» con il mondo scandinavo, separatosi da Roma nel Cinquecento. Il rapporto del Gruppo sinodale 5, pubblicato nel marzo scorso, ha affermato che «non c’è nulla, nel solo fatto di essere donna, che impedisca di assumere ruoli di guida nella Chiesa», la festa liturgica di oggi offre l’occasione per tornare a un testo che quella riflessione anticipava: «Cresca, dunque, l’Europa!», concludeva Giovanni Paolo II. «Cresca come Europa dello spirito, sulla scia della sua storia migliore, che ha proprio nella santità la sua espressione più alta». Un invito che, ventisette anni dopo, vale ancora.
L’articolo Santa Brigida compatrona d’Europa: l’attualità del messaggio di Giovanni Paolo II proviene da Avvenire di Calabria.














