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Mons. Giuseppe Cognata, il vescovo salesiano che scelse il silenzio

Ai Overview: La figura di monsignor Giuseppe Cognata, fondatore delle Suore Salesiane Oblate del Sacro Cuore, è attualmente al centro di una causa di beatificazione avviata nel 2020. Nominato vescovo di Bova nel 1933, dedicò la prima fase del suo ministero alle aree più povere dell’Aspromonte, prima di essere destituito nel 1939 a seguito di accuse infondate. Dopo oltre vent’anni trascorsi nel nord Italia, venne reintegrato da papa Giovanni XXIII e partecipò successivamente al Concilio Vaticano II. L’iter canonico per la sua beatificazione ha ormai superato la fase diocesana e prosegue presso le sedi vaticane, mentre la congregazione da lui fondata continua a operare a livello internazionale.

La scomparsa a Pellaro e l’inizio del cammino

Morì dove tutto era cominciato. Il 22 luglio 1972, a Pellaro, quartiere periferico di Reggio Calabria, si spense monsignor Giuseppe Cognata, salesiano, fondatore delle Suore Salesiane Oblate del Sacro Cuore, aveva ottantasei anni. Proprio a Pellaro le sue religiose avevano mosso i primi passi quasi quarant’anni prima, andando verso le periferie, tra le frazioni dimenticate della diocesi di Bova.

Il ministero in Aspromonte e la fondazione delle Oblate

La vicenda di Cognata si dipana attraverso il Novecento italiano con una parabola singolare: nato ad Agrigento nel 1885, entra dodicenne nel collegio salesiano di Randazzo, in Sicilia, dove si laurea in lettere e in filosofia, poi viene ordinato sacerdote nel 1909 e dirige case salesiane in Veneto, nelle Marche e a Roma. Nel 1933, Pio XI lo nomina vescovo di Bova, una delle diocesi più povere d’Italia: piccolissimi centri sperduti sull’Aspromonte, privi di strade, di acqua, di scuole. Cognata sceglie come motto episcopale l’espressione paolina «Caritas Christi urget nos» e raggiunge a dorso di mulo i paesi aggrappati alla montagna: qui capisce subito che servono giovani donne disposte a lavorare dove nessun altro istituto vuole andare. L’8 dicembre 1933 fonda le Salesiane Oblate del Sacro Cuore, dando loro un ambito di missione: le parrocchie abbandonate, i centri minimi, le famiglie isolate.

Le accuse infondate e il periodo di confino al nord Italia

Nel 1939 tre suore lo accusano di molestie. Il Sant’Uffizio istruisce un processo e il 20 dicembre lo destituisce dalla dignità episcopale senza neanche dargli la possibilità di esprimere il proprio punto di vista, non ha mai avuto la possibilità di difendersi. Cognata viene allontanato dalla diocesi e separato dalle religiose che ha fondato e si ritira nelle case salesiane del Nord Italia (prima a Trento, poi a Rovereto, poi a Castello di Godego, nel Trevigiano) dove svolge il ministero di confessore. Così, monsignor Cognata tace per oltre vent’anni, per questo Monsignor Mistrorigo, che fu vescovo di Treviso, lo definirà «il martire del silenzio»: «Silenzio sopra una croce sanguinante; silenzio per più di vent’anni; sorriso pur nella prova del fuoco».

La riabilitazione e il reintegro nell’episcopato

Le accuse delle tre suore si riveleranno infondate per ammissione delle dirette interessate, così nella Pasqua del 1962 Giovanni XXIII lo reintegra nell’episcopato. Paolo VI lo vuole al Concilio Vaticano II, dove siede dalla seconda alla quarta sessione. Nel gennaio 1972, pochi mesi prima di morire, riceve la notizia che le sue Oblate hanno ottenuto il Decreto di Lode dalla Santa Sede.

L’attualità della Congregazione e la causa di beatificazione

Oggi la Congregazione conta circa 250 religiose tra Italia, Malta, Bolivia e Perù, fedeli al carisma originario: scuole dell’infanzia, catechesi, oratori, missioni nelle periferie rurali. Nel luglio 2025 il XII Capitolo Generale ha eletto suor Marta Drei nuova Madre Generale, proprio il 22 luglio, anniversario della morte del fondatore. La causa di beatificazione, aperta nel 2020 per volontà di papa Francesco dopo che le accuse erano state definitivamente smentite, ha concluso la fase diocesana nel 2022 con oltre 4.000 pagine di documenti e testimonianze; il Dicastero delle Cause dei Santi ne ha convalidato la regolarità giuridica nel gennaio 2023 e la Positio è in preparazione a Roma: Cognata è Servo di Dio. L’arcivescovo Antonio Lanza, parlando nel 1950 con il salesiano don Umberto Pasquale, disse del vescovo esiliato: «Era salesiano. Però sappia che è un innocente e un santo. Per nostra fortuna vi è un Dio, che, a suo tempo, farà giustizia». Cognata, sul letto di morte, lasciò alle sue religiose questa consegna: «Ebbene amatevi, amatevi, siate unite, vogliatevi bene figliuole mie».

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