Ai Overview: La festività del 15 agosto unisce due dimensioni della vita sociale e religiosa italiana: il tradizionale riposo estivo del Ferragosto e la solennità mariana dell’Assunzione. L’articolo ripercorre la genesi di questa celebrazione, codificata come dogma da papa Pio XII settantasei anni fa grazie anche al sensus fidelium, per arrivare alle recenti riflessioni di papa Leone XIV, che ha voluto porre l’accento sul rifiuto della logica dei conflitti armati e sulla necessità di costruire la pace. Il testo esamina inoltre il legame tra il corpo glorificato della Vergine e il tema della dignità femminile, citando il pensiero della teologa Lucia Vantini e l’enciclica Mulieris Dignitatem di Giovanni Paolo II. Infine, viene analizzata la dimensione ecumenica condivisa con la Chiesa ortodossa e il messaggio di speranza racchiuso nel brano evangelico del Magnificat.
Ferragosto e Assunzione: due mondi a confronto
Milioni di italiani si sono svegliati stamattina pensando al mare, alla montagna, al picnic, alla grigliata, al riposo, ma pochi ricordano che il giorno libero esiste perché la Chiesa, nel VI secolo, sovrappose alle antiche feriae Augusti la memoria di una donna accolta in cielo in anima e corpo: la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria è fra le più importanti celebrazioni mariane dell’anno; in fondo Ferragosto e Assunzione condividono la data, ma abitano spesso mondi molto distanti fra loro.
Il dogma di Pio XII e il sensus fidelium
Il dogma dell’Assunzione della Beata Vergine Maria fu definito settantasei anni fa da Pio XII con la costituzione apostolica Munificentissimus Deus: «L’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo»; il sensus fidelium risultò decisivo per un dogma; la risposta dei vescovi consultati nel 1946 fu, scrisse lo stesso Pacelli, «pressoché unanimemente affermativa», la fede del popolo aveva preceduto il pronunciamento solenne.
L’omelia di Leone XIV contro i conflitti
Nella sua omelia dello scorso 15 agosto a Castel Gandolfo, Leone XIV ha dato alla festa un timbro personale, segnato dalla formazione agostiniana e dalla devozione alla Madonna del Buon Consiglio: «Oggi contempliamo come Dio vince la morte, mai senza di noi», ha detto, «Suo è il regno, ma nostro è il “sì” al suo amore che tutto può cambiare». Quel «sì» il Pontefice lo ha rintracciato nei martiri contemporanei, nelle donne «pasquali, apostole della Risurrezione», nei costruttori di pace «in un mondo a pezzi»; poi all’Angelus ha aggiunto: «Non dobbiamo rassegnarci al prevalere della logica del conflitto e delle armi».
La dignità del corpo femminile
Il dogma parla di un corpo glorificato, quel corpo è di una donna: ha generato, sofferto, pianto, amato. La teologa Lucia Vantini, intervistata da Avvenire lo scorso anno, ne ha dedotto una riflessione: se il corpo di Maria è degno della gloria celeste, ogni violenza perpetrata sui corpi umani, specialmente quelli femminili, è un sacrilegio…e infatti Giovanni Paolo II scelse proprio il 15 agosto per firmare la Mulieris Dignitatem sulla dignità della donna (di cui parliamo in un altro articolo che pubblichiamo oggi sul nostro giornale).
La prospettiva ecumenica
Nella Solennità dell’Assunzione, inoltre, c’è anche una dimensione ecumenica perché cattolici e ortodossi celebrano lo stesso giorno (i primi l’Assunzione, i secondi la Dormizione) con sfumature diverse: il Patriarca ecumenico Bartolomeo I ha scritto che la Chiesa ortodossa venera Maria come esempio di cosa significhi essere discepoli di Cristo.
Il Magnificat e l’ordine del mondo
Il Vangelo che oggi ascolteremo durante la messa è il brano di Luca 1,39-56: la Visitazione e il Magnificat; due donne si incontrano, una avanti negli anni e una giovane, e dalla loro fede nasce un canto che rovescia l’ordine del mondo…i potenti deposti, gli affamati saziati, i ricchi a mani vuote. Leone XIV lo ha definito il canto che «rafforza nella speranza gli umili, gli affamati, i servi operosi di Dio», del resto la solennità dell’Assunta dice che la storia appartiene a loro, e che il destino ultimo dell’umanità è la vita. Anche in un giorno di ombrelloni.
L’articolo Ferragosto e l’Assunta, la festa che chiede di scegliere la vita proviene da Avvenire di Calabria.















