Ai Overview: L’Associazione Teologica Calabra si riunisce oggi a Sorbo San Basile, in provincia di Catanzaro, per una giornata di studio dedicata al ruolo della fede in un territorio segnato dallo spopolamento e dalla necessità di riscatto sociale. L’incontro, incentrato sul tema della teologia contestuale, prevede una serie di relazioni mattutine che spaziano dall’esegesi biblica all’ecologia pastorale, seguite da un dibattito pomeridiano e dalla programmazione delle attività per il 2027. L’iniziativa si inserisce nel solco tracciato dall’elezione del nuovo consiglio direttivo guidato da don Roberto Oliva, con lo scopo di calare la riflessione teologica nelle dinamiche concrete della società regionale.
Il convegno a Sorbo San Basile
L’Associazione Teologica Calabra si ritroverà oggi all’Hotel Granaro di Sorbo San Basile (Catanzaro), ai piedi della Sila, per una giornata di riflessione e confronto. Cinque relazioni e una domanda che le riguarda tutte: che cosa significa pensare la fede in una terra che perde abitanti e cerca riscatto?
Gli interventi della sessione mattutina
Il filo conduttore della giornata sarà la teologia contestuale. È prevista una sola sessione mattutina in cui si susseguiranno cinque interventi. Il primo è quello di Giovanni Mazzillo che partirà dal racconto del cieco di Betsaida (Mc 8,22-26) per rileggere le resistenze che frenano il cammino di autopromozione della regione, passaggio necessario per proporre la ripartenza. Anna Vetere indagherà il rapporto tra memoria sinodale e riscatto profetico per chiedersi come il pensiero teologico possa motivare il “re-stare” in Calabria e per prospettare spunti di riflessione utili al cambiamento. Franco Staffa cercherà gli elementi che rendono peculiare l’orizzonte culturale calabrese come spazio di ascolto della Parola da cui può nascere una riflessione teologica specificatamente calabra. Giovanni Amendola affronterà il nodo dell’identità calabra nel pieno di una crisi antropologica e di cambio d’epoca. Gian Franco Belsito proporrà una lettura ecologica e pastorale dal contesto calabro: Nazareth come espressione delle periferie, luogo dove Gesù stesso cresce e viene educato, dove la grazia si annida nelle risorse di un territorio minore.
Il programma pomeridiano
Nel pomeriggio si svolgerà la discussione assembleare sugli interventi del mattino, alle 17:00 si parlerà delle prospettive per il convegno teologico del 2027.
Il nuovo direttivo dell’Associazione
L’associazione ha già attraversato un momento importante in occasione della prima assemblea che si è svolta il 16 maggio al Santuario regionale di San Francesco a Paola: in quella circostanza è stato eletto il consiglio direttivo che vede don Roberto Oliva nel ruolo di presidente e don Antonino Sgrò in quello di vicepresidente: il primo è sacerdote della diocesi di San Marco Argentano – Scalea e docente all’Istituto Teologico Calabro “San Francesco di Paola”; il secondo è sacerdote dell’arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova. Alle spalle c’è il percorso della rassegna “Calabria Teologica”, un ciclo di incontri avviato nel 2022.
Gli obiettivi e la missione sul territorio
L’obiettivo che l’associazione intende perseguire in queste fasi iniziali è stato ben sintetizzato dallo stesso don Oliva in occasione di un’intervista rilasciata al SIR dove ha evidenziato la volontà di privilegiare «la costruzione di una rete di relazioni affidabile, in vista di attività future volte ad accrescere la consapevolezza che il sapere teologico dà anche spessore al nostro abitare una terra bisognosa di religiosità foriera di giustizia e riscatto sociale». Parole che dicono molto sulla missione dell’Associazione: far uscire la teologia dalle aule e portarla dentro le pieghe di un territorio segnato da contraddizioni profonde.
L’articolo Oggi l’Associazione Teologica Calabra si riunisce a Sorbo San Basile per la prima giornata di riflessione, cinque voci su fede e identità in terra di periferia proviene da Avvenire di Calabria.















