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Sulla via dei Santi: il pellegrinaggio del Seminario tra Assisi, Cascia e Gubbio

Il nostro pellegrinaggio, che ha toccato le tappe di Cascia, Gubbio e Assisi, si è concluso come si era aperto: in un clima di gratitudine e di fede, nel desiderio di lasciarci educare dai Santi alla libertà del Vangelo. È stato un itinerario spirituale e formativo, un vero cammino ecclesiale che ha visto insieme il Seminario Arcivescovile Pio XI e l’Associazione Nuova Solidarietà, uniti nella ricerca del volto di Dio che si rivela nella vita dei suoi amici.

Alla scuola della santità

In questi giorni abbiamo riscoperto che ogni pellegrinaggio è una parabola della vita cristiana: ci mette in cammino, ci chiede di lasciare qualcosa e ci invita a guardare oltre. Visitando i luoghi di santa Rita, sant’Ubaldo, san Francesco e santa Chiara, abbiamo contemplato le grandi opere di Dio, che continua a suscitare nella storia uomini e donne capaci di pace, di perdono, di fraternità.

Roccaporena e Cascia ci hanno introdotti nel mistero di una santità vissuta tra le ferite della vita quotidiana. Rita, donna, sposa, madre e poi consacrata, ha saputo trasformare il dolore in offerta, la violenza in perdono, la solitudine in preghiera. A Gubbio, alla scuola del santo vescovo Ubaldo e del giovane Francesco che ammansisce il lupo, abbiamo meditato sulla forza mite del Vangelo, capace di riconciliare l’uomo con se stesso e con il creato.

Assisi: libertà e responsabilità del discepolo

La tappa conclusiva, ad Assisi, ha rappresentato il culmine del nostro cammino. La mattinata si è svolta presso le due basiliche del Sacro Convento, dove la catechesi promossa dalla comunità dei frati conventuali, attraverso la lettura del ciclo di affreschi giotteschi, ci ha condotti a riflettere sull’attualità del messaggio di san Francesco.

La vita del Poverello ci interpella ancora oggi sul senso autentico della libertà e della responsabilità. Francesco non ha scelto un’indipendenza solitaria, ma una libertà che nasce dall’amore: la libertà di lasciarsi possedere da Cristo. In lui, libertà e obbedienza si fondono, perché solo chi accoglie la volontà di Dio diventa veramente libero. La sua scelta radicale, la sua povertà vissuta come spazio di relazione, ci invitano a interrogarci su cosa significhi oggi essere liberi nel dono, responsabili nella fraternità, custodi del mondo come casa comune.

Un cammino di Chiesa

La celebrazione eucaristica conclusiva, presso l’altare di Santa Caterina d’Alessandria nella Basilica Inferiore, è stata il sigillo di questo itinerario: un rendimento di grazie per il cammino compiuto e per la comunione che ci lega. Questo pellegrinaggio non è stato solo un’esperienza personale o comunitaria, ma un segno di Chiesa viva, in cui il laicato e il Seminario camminano insieme, condividendo la gioia della fede e la responsabilità delle vocazioni. La preghiera per i nostri seminaristi e per il dono di nuovi presbiteri è diventata invocazione corale, espressione di una comunità che sa guardare con speranza al proprio futuro.

Il viaggio di ritorno, carico di silenzio e di sorrisi, di canti e di ricordi, ha rinsaldato i legami e acceso nuovi desideri: quello di continuare a crescere insieme, sostenendo il nostro Seminario Arcivescovile e lasciandoci, come Francesco, trasformare dal Vangelo della libertà, mettendo in atto le sue parole: «Cominciamo, fratelli, a servire il Signore Dio, perché finora abbiamo fatto poco o nulla». (San Francesco d’Assisi, FF 155)

L’articolo Sulla via dei Santi: il pellegrinaggio del Seminario tra Assisi, Cascia e Gubbio proviene da Avvenire di Calabria.