Appena entrati nella chiesa di sant’Agostino, dalle enormi e austere colonne di stile romanico, una ventata di musica vi sommerge… Dolce, intensa, polifonica, vi conquista come un abbraccio. È un vero invito alla preghiera e all’incontro con Dio. La chiesa ben aperta attende i fedeli, impaziente, lungo tutto il giorno. Alla festa dell’Immacolata, poi, da mattina a sera, instancabile, un violino non smetteva di cantare l’Ave Maria di Schubert. Commosso omaggio alla Vergine.
E così, si arriva alle domeniche di Avvento: in ognuna i ragazzi della catechesi animano la celebrazione delle 11.00. Il loro è un viaggio verso Betlemme, lungo le quattro tappe domenicali. Un gruppo porterà la bussola. Un altro lo zaino. Un altro ancora i sandali e infine, un ultimo, la lampada con il buon formaggio dei pastori. Di questo, ce n’è abbastanza per tutti: ognuno dei fedeli, alla fine, se ne va con un pezzo di provola tra i denti. Originale modo di sentirsi dei pastori, incamminati verso Betlemme… Erano tutti questi, infatti, i simboli del viaggio. Ma anche del cammino spirituale, che ognuno dovrà compiere, per incontrare il Signore. Orientarsi. Avanzare. Convertirsi. Lasciarsi illuminare. Lasciarsi stupire.
Il viaggio di Pina e delle nonne della parrocchia, invece, è durato un anno. Il risultato – una moltitudine di lavoretti di ricamo – lo espongono in un sorprendente mercatino domenicale : una meraviglia dai colori rosso-sangue, argento e oro ! Il ricavato di oltre mille euro andrà alla solidarietà parrocchiale per i poveri del quartiere. Anche se quasi ottantenni, è vero, questa maratona le fa sentire ancora giovani…
Così a metà mese, nella terza domenica di Avvento – quella della gioia, – esplode il Natale multietnico. Alle ore 19.00 la chiesa è colma fino all’inverosimile. Come ogni anno, scendono in campo le corali di comunità straniere: Ucraina, Georgia, Filippine, Romania e… Reggio Calabria. Si intreccia, allora, il canto con poesia e preghiera, per narrare il Natale del mondo. Tutti ne sembrano coscienti: in questo tempo di guerra, si canta la pace. In giorni di violenza come i nostri, si invoca la bontà. Natale è vivere contro-corrente. E la pace è una lotta e una danza, allo stesso tempo.
Ognuno, infatti, si sente un ambasciatore del principe della Pace. Da quando un neonato, in un’oscura notte di Betlemme, ha acceso la speranza degli uomini e i suoi occhi brillano come nessuno al mondo… Ecco il nostro “Natale a colori,” dove diversità è ricchezza. Interculturalità è comunione. Alla fine, all’unisono, sulla bocca di tutti spontaneamente esce un “Tu scendi dalle stelle”. La melodia si fa, allora, preghiera corale. E la tavola imbandita sul sagrato, poi, un mix di tradizioni, profumi e sapori.
Qualche giorno prima di Natale, infine, sarà la zampogna di fronte alla chiesa a invitarvi ad entrare nella magia di un racconto… Domenica 21 dicembre, infatti, è prevista la tradizionale sacra Rappresentazione del Natale. Occasione preziosa per la comunità di riscoprirsi famiglia, con la regia di Francesca e Rita. Così, in una chiesa stracolma uscirà una quindicina di attori del quartiere per trasportare ognuno dei presenti per le vie di Betlemme. Ed entrare in una storia di rifiuto, di dolore, di stupore, di sorpresa e di gioia. Una notte mai vista al mondo, inedito incontro tra il cielo e la terra.
Fuori della chiesa, la nostra zampogna sotto le stelle, allora, offrirà con le sue note, panettone e “vin brûlé”. Sì, vi sembrerà, in fondo, di avere un cuore grande come il mondo e le sue immense speranze. E sarà, finalmente, Natale.
L’articolo Reggio Calabria, Sant’Agostino si veste a festa: dalla musica polifonica alla rappresentazione sacra, un mese di eventi per riscoprirsi comunità proviene da Avvenire di Calabria.














