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La testimonianza di San Paolo guida la Chiesa reggina

L’anno della Scuola Biblica Paolina della diocesi di Reggio Calabria – Bova si è aperto con un momento di intensa preghiera nel santuario di San Paolo alla Rotonda, dove fedeli e studiosi si sono riuniti per rinnovare l’impegno a vivere la Parola di Dio nella comunione e nel dialogo.

Un cammino di preghiera e di studio nella Parola

«In ogni occasione pregate con ogni sorta di preghiera e suppliche nello Spirito» (Ef 6,18). Quasi volendo rispondere a questo invito, il 4 novembre scorso, nel santuario di San Paolo alla Rotonda, in una gremita sala della chiesa, in tanti abbiamo pregato in occasione dell’incontro di apertura dell’anno della Scuola Biblica Paolina (Sbp). La preghiera ha avviato l’incontro, lo ha accompagnato e l’ha concluso con la benedizione finale dell’arcivescovo Morrone.

È stato monsignor Salvatore Santoro, direttore della Scuola, ad aprire i lavori, illustrando l’ampio programma di quest’anno. L’équipe della Sbp si propone di pregare e approfondire la Parola di Dio offerta da san Paolo con i fratelli separati, nella Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio 2026); di raggiungere il mondo universitario con un convegno di studi il 27 febbraio 2026 e con altre auspicabili iniziative. Verranno coinvolte, in varie date secondo il calendario, personalità di rilievo che offriranno luce su questioni teologiche e sulla mistica di san Paolo.

Incontri aperti e dialogo con il mondo giovanile

Alcune parrocchie della diocesi di Reggio Calabria accoglieranno i «Quattro passi con Paolo», incontri aperti a carattere divulgativo; si tenterà, infine, di raggiungere il mondo giovanile di scuole e associazioni attraverso progetti elaborati con l’Ufficio di Pastorale Giovanile.

Il programma esposto, ampio e variegato, desidera dare ascolto alla preghiera di Ef 6,19: «Ci sia data la parola per far conoscere con franchezza il mistero del Vangelo». San Paolo, una volta sconvolta la sua vita e trasformato il suo cuore, non si è più dato pace: i suoi viaggi furono il seme dell’evangelizzazione nel Mediterraneo e della nascita di comunità cristiane, lasciando discepoli come Tichico ed Epafra, che approfondirono il suo pensiero teologico e contribuirono anche alla Lettera agli Efesini.

Efeso e la Lettera agli Efesini: un nuovo punto di partenza

Dopo l’intervento di don Salvatore Santoro, don Nino Pangallo, di recente in visita a Efeso – nella casa aperta da don Valerio Chiovaro – ha introdotto i presenti alla realtà di Efeso del Nuovo Testamento, città crocevia di traffici e commerci, importante non solo per san Paolo ma anche per san Giovanni e per Maria, madre di Gesù.

Il primo incontro del nuovo anno (2025-2026) della Scuola Biblica Paolina

Il professor Daniele Fortuna ha illustrato la struttura, l’autore e la datazione della Lettera agli Efesini, mentre padre Piero Lamazza sj ha letto e commentato la benedizione iniziale di Ef 1,1-14, che apre la lettura dell’Epistola.

Da Efeso e dalla Lettera agli Efesini si riparte, dunque, così come lo stesso san Paolo ripartì da quella città, suo quartier generale e anche luogo di prigionia per alcuni anni, dopo una vita di viaggi, incontri e predicazione del Vangelo.

Non resta che darci appuntamento alle varie occasioni promosse, con le parole finali di Ef 6,24: «La grazia sia con tutti quelli che amano il Signore nostro Gesù Cristo con amore incorruttibile».

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