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Amoris Laetitia, la presentazione del libro di Don Simone Gatto apre un dialogo ecclesiale sulle sfide pastorali della famiglia

La presentazione dell’opera ha rappresentato un momento di confronto e approfondimento sulle questioni pastorali relative alla fragilità familiare, mettendo in dialogo teologia, vita concreta e sensibilità ecclesiale.

Un evento di significativa risonanza ecclesiale e culturale

L’Aula Magna del Seminario Arcivescovile Pio XI di Reggio Calabria ha ospitato ieri sera un evento di importante risonanza ecclesiale e culturale: la presentazione del volume L’arte di accompagnare, discernere e integrare la fragilità della famiglia di don Simone Vittorio Gatto. La presentazione della pubblicazione, frutto del suo dottorato all’Accademia Alfonsiana di Roma, ha offerto l’occasione per un «momento ecclesiale» per confrontarsi sulle sfide pastorali aperte dal Capitolo Ottavo dell’Amoris Laetitia di papa Francesco. La serata, moderata da Don Antonino Ventura, si è aperta con il saluto dell’Arcivescovo metropolita di Reggio Calabria-Bova, Monsignor Fortunato Morrone, che ha subito inquadrato la ricerca di don Simone come una «restituzione alla comunità di un lavoro che nasce da tante storie ascoltate, da tante relazioni, da tante ferite condivise». L’Arcivescovo ha evidenziato come la vera teologia sia quella «che non si interessa dell’astratto», ma si concentra sul «vissuto a livello ecclesiale» e sui «figli degli uomini», recuperando l’ispirazione morale di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, fondatore della congregazione dei Redentoristi e riferimento centrale per la riflessione morale.

L’analisi dei docenti dell’Accademia Alfonsiana

Il dibattito, di alto livello teologico, ha visto la partecipazione dei professori Padre Krzysztof Bieliński e Padre Antonio Gerardo Fidalgo, entrambi docenti all’Accademia Alfonsiana di Roma e formatori nell’ambito della Teologia Morale.
Padre Bieliński ha apprezzato la ricerca di don Simone definendola «uno studio dal punto di vista metodologico esperto e affidabile, scritto in modo comunicativo e preciso», e ha sottolineato come l’autore proponga una «metodologia dell’incontro e del dialogo» e un «principio di misericordia» che pone al centro le persone e le loro situazioni, tenendo conto della «dignitas infinita che spetta a ciascuna persona umana».
Padre Bieliński ha insistito sull’importanza di non cadere nel «relativismo etico» e di affrontare le fragilità familiari con un linguaggio di «rispetto fondamentale» come quello usato dall’autore con espressioni quali «famiglie ferite» e «matrimoni naufragati».
Padre Fidalgo ha completato l’analisi, evidenziando come l’originalità del testo stia «nell’aver articolato i temi essenziali, certamente noti, di una morale del discernimento», realizzando una «lettura antropologico-esistenziale e storico-morale» che supera la contrapposizione tra norma e libertà. Il professore ha sottolineato la proposta di «una morale in dialogo con il diritto» che mira a promuovere un processo «teologico-pastorale che interroghi la vita delle persone» e che non sia «fredda, da scrivania».
L’approccio di Don Simone, ha detto Padre Fidalgo, colloca la sua ricerca nella «continuità ecclesiale e nell’innovazione evangelica», recuperando la via della caritas come criterio primario.

Le motivazioni profonde dell’autore

Visibilmente emozionato, don Simone ha voluto condividere il senso più profondo che ha mosso la sua ricerca: «non è soltanto la presentazione di un libro», ma il desiderio di dare voce alle persone che «sono entrate in sacrestia dopo anni e a voce bassa dicono: “Padre, io vorrei tornare, ma non so se posso”».
L’autore ha insistito sul fatto che la sua opera sia un «tentativo di riportare la teologia alla vita concreta», ispirato dalle icone del Samaritano e dei discepoli di Emmaus, e si propone di offrire un contributo per una pastorale che «non sia né cieca alla verità né sorda alla fragilità». Ha concluso con un messaggio di speranza: «La verità senza misericordia ferisce, la misericordia senza verità illude. Il discernimento è il luogo in cui le due realtà si abbracciano».

Un invito ecclesiale all’accompagnamento

La serata si è chiusa con l’augurio di don Ventura affinché tutti i presenti, preti e laici, possano essere «protagonisti, attori di quest’arte di accompagnamento, discernimento e accoglienza», trasformando l’ammirazione per l’opera in un impegno di apostolato ed evangelizzazione nella vita della Chiesa locale.
Il libro di Don Simone Vittorio Gatto si configura, dunque, come un prezioso strumento per la «teologia in uscita» voluta da papa Francesco, un invito a «guardare le fragilità con occhi nuovi» e a riconoscere che «ogni vita è un terreno sacro».

L’articolo Amoris Laetitia, la presentazione del libro di Don Simone Gatto apre un dialogo ecclesiale sulle sfide pastorali della famiglia proviene da Avvenire di Calabria.