Cerca
Chiudi questo box di ricerca.

I martiri d’Algeria, «le nostre vite sono già donate»: la testimonianza cristiana nella mostra di Reggio Calabria

Ai Overview: L’esposizione intitolata «Chiamati due volte. I martiri d’Algeria» giunge a Reggio Calabria dopo le presentazioni di Rimini e Milano. La mostra documenta le vicende di diciannove religiosi cattolici uccisi in Algeria tra il 1994 e il 1996, durante la guerra civile nota come «decennio nero». Attraverso un percorso storico e cronologico, l’iniziativa ripercorre gli attentati che hanno colpito le diverse comunità religiose, tra cui i monaci di Tibhirine e il vescovo di Orano, culminati nella loro beatificazione avvenuta nel 2018. L’allestimento cittadino coinvolgerà gli spazi della chiesa di Sant’Agostino e della Basilica Cattedrale, con un evento inaugurale previsto per il 13 novembre alla presenza del curatore Claudio Fontana.

L’arrivo della mostra a Reggio Calabria

Dopo il debutto al Meeting di Rimini nell’agosto 2025 e la tappa milanese della scorsa primavera, la mostra «Chiamati due volte. I martiri d’Algeria» arriva a Reggio Calabria. L’inaugurazione è in programma venerdì 13 novembre, alle 18:30, nella Sala Monsignor Ferro di via Tommaso Campanella 63. Interverrà Claudio Fontana, della Fondazione Oasis di Milano, tra i curatori dell’esposizione.

Organizzata dalla Fondazione Migrantes e dal Centro di Solidarietà Alberto Marvelli ODV, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, la mostra sarà visitabile dal 7 al 9 novembre nella chiesa di Sant’Agostino e dal 10 al 15 novembre nella Basilica Cattedrale, in piazza Duomo.

Il decennio nero e le storie delle vittime

Al centro del percorso espositivo ci sono le storie dei 19 martiri d’Algeria, religiosi e religiose uccisi tra il 1994 e il 1996, durante il cosiddetto «decennio nero», una stagione di violenze che provocò oltre 150mila morti nel conflitto tra l’esercito algerino e i gruppi armati islamisti.

Tra le vicende più note ci sono quelle dei sette monaci trappisti di Tibhirine (Christian de Chergé, priore della comunità, Luc Dochier, Christophe Lebreton, Michel Fleury, Bruno Lemarchand, Célestin Ringeard, Paul Favre-Miville) e del vescovo di Orano, Pierre Claverie, ucciso in un attentato insieme al giovane amico musulmano Mohamed Bouchikhi. Le prime vittime furono suor Paul-Hélène Saint-Raymond, delle Piccole Suore dell’Assunzione, e il religioso marista Henri Vergès, assassinati l’8 maggio 1994 nella biblioteca per ragazzi della Casbah di Algeri. Di fronte alle preoccupazioni del vescovo Henri Teissier, che invitava le comunità a riflettere sui pericoli, suor Paul-Hélène aveva risposto: «Padre, le nostre vite sono già donate».

Gli agguati alle comunità religiose

Il 23 ottobre toccò a due agostiniane missionarie spagnole, Esther Paniagua Alonso e Caridad Álvarez Martín, colpite a Bab el-Oued mentre andavano a Messa. Due mesi dopo, il 27 dicembre, un commando fece irruzione nella casa dei Padri Bianchi a Tizi Ouzou, in Cabilia, e uccise quattro missionari: Jean Chevillard e Alain Dieulangard, con loro Charles Deckers e Christian Chessel.

Il 3 settembre 1995, nel quartiere algerino di Belcourt, suor Bibiane Leclercq e suor Angèle-Marie Littlejohn, delle Missionarie di Nostra Signora degli Apostoli, furono uccise di ritorno dalla Messa. Il 10 novembre fu la volta di suor Odette Prévost, delle Piccole Sorelle del Sacro Cuore, raggiunta dai colpi di un terrorista mentre anche lei si recava a Messa.

La beatificazione e le informazioni utili

Il 31 marzo 2007 la Santa Sede concesse il nulla osta alla causa collettiva di beatificazione, la cui inchiesta diocesana prese avvio il successivo 5 ottobre. Nel gennaio 2018 papa Francesco autorizzò il decreto sul martirio. L’8 dicembre dello stesso anno, a Orano, i 19 religiosi furono proclamati beati durante una celebrazione presieduta dal cardinale Giovanni Angelo Becciu.

Promossa dalla Fondazione Oasis e dalla Libreria Editrice Vaticana, la mostra è stata realizzata per la 46ª edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli. A Reggio Calabria sarà visitabile dalle 7:30 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 19:00. Per prenotare le visite guidate sarà possibile contattare Lisa Malaspina o padre Renato.

L’articolo I martiri d’Algeria, «le nostre vite sono già donate»: la testimonianza cristiana nella mostra di Reggio Calabria proviene da Avvenire di Calabria.