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Veglia di Pentecoste: a Reggio Calabria il fuoco dello Spirito accende la speranza

«In cammino come testimoni di unità e costruttori di pace» è stata la cifra spirituale che ha segnato la veglia diocesana di Pentecoste 2025, vissuta sabato 7 giugno come un pellegrinaggio urbano e comunitario. Tre le tappe significative che hanno visto coinvolti famiglie, giovani e realtà ecumeniche, confluite poi in una Cattedrale gremita per invocare insieme lo Spirito con le parole: “Vieni, Spirito di pace!”.

A Reggio Calabria una Pentecoste vissuta in uscita: il cammino e l’incontro

a cura della Consulta diocesana delle aggregazioni laicali

In cammino come testimoni di unità e costruttori di pace, pellegrini di quella speranza che nasce dai doni dello Spirito. Anche quest’anno la veglia diocesana di Pentecoste è stata vissuta «in uscita», con alcuni momenti di confronto tra gruppi e movimenti laicali, famiglie, giovani in punti diversi della città, confluiti poi in Cattedrale nella preghiera che i vescovi italiani hanno voluto centrata sul tema «Vieni, Spirito di pace!».

In questo Anno Santo della Misericordia, la diocesi ha scelto la prospettiva del cammino di san Paolo, riunendosi nel pomeriggio di sabato in tre luoghi del trekking paolino: la pastorale familiare al Tempietto, luogo tradizionalmente indicato come approdo dell’apostolo; le diverse confessioni religiose alla chiesa evangelica battista con Focolari, Meic, Sae e «GOD is ONE»; i giovani coordinati dall’Agesci zona Fata Morgana alla piazzetta «monsignor Lembo» alla Giudecca. In questi tre luoghi si sono intrecciate testimonianze e canti, in un’atmosfera gioiosa e di comunione.

I tre gruppi sono poi arrivati in pellegrinaggio a piazza Duomo, accolti dall’arcivescovo Fortunato, per condividere l’esperienza vissuta nel pomeriggio e con il canto entrare in una Cattedrale gremita. Qui le parole del presule, nell’omelia, hanno voluto invitare tutti a rilanciare l’annuncio del Vangelo anche «ad intra», riscoprendone la bellezza, e a custodire nel proprio cuore, tempio dello Spirito Santo, quello che quest’esperienza ha donato.

Pentecoste è la festa della Chiesa, e per la Consulta animare la veglia è manifestare la docilità allo Spirito che ci unisce e ci rende Chiesa, capaci di parlare le lingue del mondo e di essere compresi, per essere costruttori di bene comune e di pace.

Famiglie, una comunità che accoglie e costruisce speranza

di Dominella e Giuseppe Fortugno

Sulle note dell’inno del Giubileo, il momento di condivisione animato dall’Ufficio diocesano di pastorale familiare si è svolto nell’area Tempietto della città, dove incontrando le famiglie è stato possibile fare tesoro di alcune testimonianze familiari, tratte dal contatto diretto con il territorio attraverso i membri della Consulta familiare, a cui afferiscono referenti di zone pastorali, associazioni, movimenti, consultori e centri di aiuto alla vita.

L’evento trascorso assieme si è dimostrato essere un riflesso di una vita familiare capace di accogliere, accompagnare, promettere, curare e custodire la speranza nel quotidiano, tra le mura della chiesa domestica e secondo le «stagioni della vita», mettendo al centro la persona. Preziose riflessioni sulle tematiche di vita nascente, figli, affido, adozioni, fidanzati, sposi, nonni ed anziani, sono state un’opportunità di incontro e di confronto allo scopo di comunicarsi reciprocamente sensibilità, esperienze che, per i diversi ambiti, hanno permesso di condividere storie rafforzate dalla prossimità di Dio, dal suo Spirito che unisce le nostre storie a quella di Gesù, alternate a frammenti del magistero della Chiesa, in nome di quell’annuncio del «Vangelo del matrimonio e della famiglia» che diventa condivisione della fede con gli altri, portando in giro la Parola e invitando le persone a conoscere Cristo.

A sintesi della tappa e come segno visivo frutto dell’incontro, è stata realizzata una rappresentazione del fuoco, simbolo dell’energia trasformatrice dello Spirito Santo nelle nostre vite, componibile di tante parti per quante sono state le diverse testimonianze avute in dono, secondo il significato sempre attuale del «costruire insieme» e, in modo artigianale, un futuro di pace e di speranza. Tale finalità ha voluto fortemente incoraggiare e sostenere quanto tutto ciò è sempre possibile quando, oltre le prove e le difficoltà, le famiglie e le persone guardano e confidano nella promessa di salvezza, orientando la propria esistenza verso Dio e la santità.

Lo spostamento a piedi, dall’area Tempietto verso piazza Duomo, seppur nel breve tratto compiuto, ha voluto rievocare l’atteggiamento del pellegrino che si mette in cammino alla sequela di Cristo, passo dopo passo, tra le più svariate situazioni contrastanti di speranza, sofferenza, gioia, confusione, ringraziamento, preoccupazione, incertezza o fragilità che lo attraversano, ma sempre consapevole di ricercare, in quella meta da raggiungere, un Dio che consola, risana e fortifica.

Giovani: insieme per remare nella direzione della speranza

di Rosy Zito e Alberto Pizzonia – Agesci zona Fata Morgana

Durante il nostro cammino verso la veglia di Pentecoste, abbiamo vissuto un momento molto significativo nella tappa dedicata ai giovani, dove abbiamo avuto la possibilità di ascoltare la testimonianza di Gianni e Vittoria, responsabili, tra le altre cose, di una casa famiglia. Ci hanno raccontato la loro esperienza di vita condivisa e di servizio, e lo hanno fatto con parole semplici ma profonde, piene di gioia autentica.

È stato un racconto che ci ha parlato di speranza, quella che nasce quando si sceglie di non vivere solo per sé, ma insieme agli altri, in una comunità che sostiene, accoglie e cammina unita. Il simbolo che ci ha accompagnato in questo incontro è stato un remo. Un oggetto semplice, ma potentissimo nel suo significato. Il remo ci ricorda che per andare avanti bisogna remare insieme: serve forza, costanza e fiducia.

Non si va lontano da soli, e soprattutto non si può restare fermi. Alla Pentecoste, lo Spirito Santo ha spinto la Chiesa nascente a uscire, a mettersi in movimento, proprio come un vento che gonfia le vele e spinge la barca. E noi giovani, con questo remo simbolico tra le mani, vogliamo rispondere alla chiamata dello Spirito: metterci in cammino, in ascolto, al servizio degli altri, come hanno fatto coloro che ci hanno testimoniato la bellezza del dono di sé. Il remo, allora, diventa il segno di una fede che non si ferma, che non è spettatrice, ma che rema con coraggio nella direzione della speranza.

Ecumenismo: uniti dallo Spirito nella preghiera

di Giuseppe Diana

Il momento ecumenico di preghiera ha visto la partecipazione del pastore battista Ugo Anderson, che ringraziamo per la fraterna accoglienza; del pastore Pasquale Focà, della chiesa della Riconciliazione, e di Mario Casile, responsabile dell’Ufficio per il dialogo ecumenico e interreligioso dell’arcidiocesi di Reggio Calabria, insieme ad alcuni rappresentanti del Movimento dei Focolari, Meic, Sae, Associazione Dialogo Interreligioso «GOD is ONE».

L’incontro di preghiera, preparato insieme precedentemente, si è svolto in un clima di fraternità e amicizia, nella gioia di ritrovarsi insieme e per il desiderio di esprimere la comune fede in Gesù e nel suo Santo Spirito. Il rispetto e la carità reciproca hanno reso intangibili le differenti appartenenze poiché, riuniti nel suo nome e fatti uno in Gesù, vi era un clima di pace fra noi, la sua pace. Questo sentire comune lo si è colto dai diversi contributi che sono stati offerti. Insieme è stato invocato e pregato lo Spirito Santo con gioiosi canti. Il tema di quest’anno della Pentecoste, «Vieni Spirito di pace», ci ha aiutato a rimettere in luce la potenza della Parola di Dio, linfa vitale del nostro cammino di comunione e parte centrale del nostro incontro di preghiera, dove ogni rappresentante ha fatto dono a tutti di un commento su un brano della Sacra Scrittura in riferimento alla pace.

Lo Spirito di pace si è sentito anche attraverso le esperienze che, spontaneamente, sono state raccontate alla fine della riunione di preghiera. Ancora una volta si è avuta la possibilità di sperimentare che l’unità è possibile se ci si ama senza pregiudizi e nella Verità, pronti ad accogliersi e ad ascoltarsi come figli di un unico Padre e come fratelli.

Papa Francesco, in un intervento il 26 ottobre scorso, diceva: «Uniti nell’amore di Dio diffuso nei nostri cuori, possiamo non solo sognare la pace ma impegnarci con tutte le nostre forze perché, magari senza parlare tanto di sinodalità, la pace si realizzi attraverso processi di ascolto, dialogo e riconciliazione. La Chiesa sinodale per la missione, ora, ha bisogno che le parole condivise siano accompagnate dai fatti. E questo è il cammino».

L’articolo Veglia di Pentecoste: a Reggio Calabria il fuoco dello Spirito accende la speranza proviene da Avvenire di Calabria.