È il racconto di una vita spesa per gli altri, un viaggio lungo sei decenni che dalla Sicilia ha portato un giovane presbitero a diventare un punto di riferimento per la comunità reggina. Tra momenti di intensa preghiera, ricordi di missione e la solennità della celebrazione liturgica presieduta dall’arcivescovo Morrone, Pellaro ha reso omaggio al suo parroco: ecco la cronaca di una festa che ha unito generazioni diverse sotto il segno della gratitudine.
Un traguardo di storia e fedeltà
Ci sono dei momenti che superano il valore del tempo per farsi storia viva, impressa nel cuore di una comunità. Sessant’anni di sacerdozio sono una perla preziosa di fedeltà, dedizione e servizio che Don Giuseppe Caruso, Parroco di San Giovanni Battista in Pellaro, ha festeggiato, circondato dall’affetto di tanti che hanno partecipato a questo evento. Era il 18 dicembre 1965 quando Don Giuseppe pronunciava il suo “Eccomi”, dando inizio al suo cammino.
La preparazione spirituale della comunità
Per celebrare degnamente questo anniversario, la comunità parrocchiale ha lavorato intensamente e predisposto un programma di preghiera, riflessione e festa popolare. Un Cammino di preparazione, il Triduo, un percorso di preparazione spirituale, curato da Don Nicola Casuscelli. Ogni pomeriggio la comunità si è ritrovata per meditare sul valore del ministero ordinato e per ringraziare il Signore del dono ricevuto attraverso la figura di Don Giuseppe. Momento di particolare intensità è stato l’Adorazione Eucaristica, un tempo di silenzio e contemplazione per riflettere sulla “chiamata”, lo stesso che sessant’anni fa accompagnava i primi passi di Don Giuseppe nel suo ministero.
La celebrazione solenne con l’Arcivescovo
Il momento più atteso e partecipato è stato giovedì 18 dicembre con la Santa Messa Solenne, presieduta dall’Arcivescovo, segno della gratitudine al Signore della Chiesa reggina per il dono di un ministero sacerdotale che ha attraversato oltre mezzo secolo – dal post-Concilio ai giorni nostri –: una parola di Dio, un padre per molte generazioni che in lui, nei diversi luoghi dove ha svolto il suo ministero, hanno trovato un punto di riferimento saldo, una guida, un conforto, una speranza.
Le radici e la vocazione
Molti i punti trattati e i ricordi condivisi da Don Giuseppe nel suo discorso. Nato a Paternò, ha intrapreso i suoi studi liceali, filosofici e teologici presso l’ordine dei Domenicani di Acireale. L’ordinazione presbiterale, nella Cattedrale di Acireale, da parte dell’allora vescovo Mons. Pasquale Bacile e la prima Messa solenne a Paternò, nel Santuario della Consolazione.
Una vita in missione tra opere e servizio
Difficile sintetizzare i lunghi anni di esperienze vissute. Indelebili i ricordi dei genitori, Felice e Sara, il loro affetto e la loro vicinanza. Poi il trasferimento dalla Sicilia a Reggio Calabria, come vice-parroco, prima alla parrocchia di San Domenico e poi, nominato dall’ora venerabile Mons. Giovanni Ferro, al Sacro Cuore di Gesù. Successivamente ha esercitato il suo ministero da parroco a Chorio di San Lorenzo, a S. Leo e a San Giovanni Battista. Emozionanti i racconti dei suoi viaggi in Terra Santa, nei luoghi dove ha vissuto Gesù, e poi in Africa. Notevoli le opere compiute in comunione con i fedeli: la costruzione di una chiesa, una scuola e due pozzi in Tanzania e, in ultimo, il rifacimento in tempo record del tetto della chiesa parrocchiale.
Il senso dell’essere Chiesa oggi
Parole quelle di Don Giuseppe ricche di affetto per tutti, in sintonia con quelle del presule, Mons. Morrone, che ha sottolineato il valore dell’essere chiesa, comunità in cammino, un dono gli uni per gli altri. Sacerdozio Ministeriale e Sacerdozio Comune dei Fedeli, due modi di partecipare all’unico Sacerdozio di Cristo, distinti ma correlati, l’uno per l’altro, guidati dall’unica luce che è Gesù Cristo, Buon Pastore, unico maestro e Signore, in un reciproco scambio di doni, poiché siamo tutti discepoli e discepole, fratelli e sorelle, figli di un unico Padre, a volte fragili e peccatori ma sempre amati da Lui, in special modo attraverso i volti che hanno accompagnato la nostra esistenza.
L’articolo Sessant’anni di “Eccomi”, a San Giovanni di Pellaro festa grande per i sessant’anni di sacerdozio di Don Giuseppe Caruso proviene da Avvenire di Calabria.














