Ai Overview: Il percorso che ha portato alla nascita e all’insediamento dell’Ordine dei Frati Cappuccini a Reggio Calabria è stato preceduto da ostacoli e trattative complesse. Le tensioni interne all’Osservanza francescana, legate alla rapida espansione del gruppo dei Colletti, generarono inizialmente la reazione avversa del Ministro Provinciale, che tentò di bloccare la spinta riformatrice attraverso severe restrizioni e la revoca di precedenti concessioni. La determinazione dei religiosi, guidati da figure come padre Ludovico e padre Bernardino Giorgio, sfociò tuttavia in una missione a Roma che garantì una prima tutela pontificia. Questo passaggio si rivelò propedeutico allo storico incontro del 16 agosto 1529, durante il quale i rappresentanti calabresi e marchigiani formalizzarono l’unificazione del movimento. Tale patto pose le basi amministrative per la presenza autonoma dei Cappuccini sul territorio reggino, una condizione successivamente ratificata anche dalle autorità civili napoletane.
Le prime resistenze alla riforma
Il progetto di riforma iniziò a creare qualche preoccupazione e la reazione del Ministro Provinciale non si fece attendere, impensierito dalla rapida crescita dei Colletti a danno della sua famiglia religiosa: revocò i tre conventi concessi ai Colletti, impose il precetto obbedienziale e attuò restrizioni e prevaricazioni molto dure. L’obiettivo, per nulla nascosto, era quello di costringerli ad abbandonare la riforma e in buona parte ci riuscì tanto che venti dei trentadue Colletti tornarono nei conventi d’origine e ripresero la vita tradizionale dell’Osservanza.
Ma Padre Ludovico e gli altri compagni non rimasero con le mani in mano ad attendere passivamente l’evolversi degli eventi a loro sfavorevoli. Si affidarono alla Vergine Maria e, «dopo molte preghiere, lacrime e sospiri», padre Bernardino Giorgio fu ispirato dal Signore a partire in direzione di Roma per affrontare direttamente la questione della riforma. Il risultato del viaggio fu la consegna di un Breve papale che autorizzava i riformati calabresi a separarsi e a ritirarsi nell’eremitorio di Sant’Angelo o, secondo altre fonti, di San Michele Arcangelo nella diocesi di Reggio, liberi dall’obbedienza dell’Ordine per osservare la loro Regola.
L’accordo del 16 agosto 1529
Veniamo quindi al 16 agosto 1529, quando Padre Bernardino Molizzi e fra Antonio de Randolis si incontrarono con padre Ludovico da Fossombrone nella casa del protonotario apostolico don Berardo Ruta e stipularono la Convenzione di unificazione dei due movimenti, quello reggino e quello marchigiano: Padre Bernardino Molizzi e fra Antonio de Randolis esibirono il Breve calabrese e padre Ludovico da Fossombrone mostrò la propria Bolla.
Con la stipula della Convenzione, Ludovico da Fossombrone divenne Vicario Generale dell’intero Ordine e nominò padre Ludovico da Reggio Commissario per la Calabria, con piena autorità di ricevere frati, di edificare eremi e di moltiplicare i luoghi. Il testo registra l’atto con cui Padre Bernardino Molizzi e fra Antonio de Randolis chiesero di essere ricevuti nella famiglia dell’Ordine de’ Minori della vita eremitica. Fra Lodovico, vicario generale, accolse i calabresi e i dieci o dodici religiosi già ricevuti o da ricevere.
Il riconoscimento civile e l’approvazione definitiva
Sulla via del ritorno, padre Bernardino si fermò a Napoli e il 26 settembre 1529 ottenne dalla Cancelleria vicereale un diploma di separazione dei riformati calabresi dagli Osservanti: la regolarizzazione ufficiale anche di fronte all’autorità civile. Quando padre Molizzi mostrò la Convenzione ai confratelli, dapprima sui loro volti lesse disappunto (allo stesso padre Ludovico da Reggio non sarebbe piaciuto vivere la riforma al di fuori della famiglia Osservante), poi il sollievo. Una clausola, infatti, prevedeva l’approvazione di tutti i riformati calabresi. Arriverà il 28 maggio 1532 e, con essa, anche la tanto sperata serenità.
Ispirato a “”La Madonna della Consolazione, i Frati Cappuccini e il popolo reggino” di Padre Giuseppe Sinopoli
L’articolo Reggio Calabria, storia della devozione alla Madonna della Consolazione: le prime persecuzioni e la convenzione dell’unificazione dei movimenti proviene da Avvenire di Calabria.















