All’anagrafe Lentini Lina, nella sua vita da religiosa delle Suore di Santa Giovanna Antida Thouret e per tutti gli amici della Caritas Diocesana, Suor Maria Speranza; sabato pomeriggio, 30 agosto, è tornata alla Casa del Padre dopo tanti anni di sofferenze.
È tornata alla Casa del Padre Suor Maria Speranza Lentini, figura storica della Caritas Diocesana
Sabato 30 agosto è tornata alla Casa del Padre Suor Maria Speranza Lentini, collaboratrice della prima ora di Don Italo Calabrò e per tanti anni instancabile presenza nella Caritas Diocesana di Reggio Calabria, dove ha operato con dedizione a favore delle persone più fragili e in difficoltà.
Nel corso della sua lunga missione, è stata Responsabile del Centro di Ascolto Diocesano e, per alcuni anni, Superiora presso la Casa Cassibile di Villa San Giovanni, testimoniando con discrezione e umiltà un’autentica vocazione alla carità, all’accoglienza e al servizio.
Per ricordare il suo esempio e la sua testimonianza, la Caritas Diocesana e la Piccola Opera Papa Giovanni hanno promosso una Celebrazione Eucaristica che si terrà martedì 9 settembre alle ore 18, presso la Cappella del Centro Polivalente Giovanni Paolo II, in via Ferraris n. 3, Reggio Calabria.
Di seguito, il ricordo personale del segretario della Caritas reggina Alfonso Canale, che con Suor Maria Speranza ha condiviso un tratto significativo del suo cammino umano e spirituale.
In ricordo di Suor Maria Speranza Lentini, testimone di fede e amore incondizionato
Era il 14 maggio del 1983 quando Don Italo Calabrò e Don Iachino, nei vecchi locali della Caritas Diocesana (cortile Curia) mi presentarono Suor Maria Speranza Lentini e Piero Cipriani (collaboratori della prima ora di Don Italo) per l’inizio della mia esperienza di volontariato in Caritas.
Nella mia mente è vivo, chiaro e luminoso quell’incontro: gli occhi azzurri, lo sguardo luminoso, il suo sorriso sincero e genuino che ti trasmetteva tanta serenità. Da quel giorno Suor Maria Speranza, insieme ad altri grandi maestri e testimoni della nostra Diocesi, ha contribuito in modo inaspettato e speciale nelle scelte della mia vita, tra queste anche quella di rimanere, dopo il servizio civile in qualità di obiettore, a lavorare nella Diocesi reggina.
Ha colorato, da creativa insegnate di Storia dell’Arte e anche brava pittrice presso Istituto San Vicenzo di Reggio Calabria, i momenti tristi e non belli del mio servizio di volontariato, mi ha trasmesso l’entusiasmo e il senso vero e profondo dell’incontro con gli altri, la riscoperta dell’essere umile e non sentirsi mai arrivati di fronte al comandamento del Signore: «Amatevi tra di voi come vi ho amato io».
Di Suor Maria Speranza ho sempre apprezzato, cogliendo i tratti e le sfumature, la grande vitalità ed energia nell’affrontare gli eventi di sofferenza, le situazioni critiche, le emergenze, le richieste di aiuto di tante persone in difficoltà. Rispondeva a tutto questo con uno stile sereno carico di gioia e tanta felicità, ma deciso e forte. Alla fine del suo servizio mattutino presso il Centro di Ascolto Diocesano, scriveva sempre nella sua agenda personale: «È alla gente di tutti i giorni, che occorre anzitutto offrire una speranza».
Da Don Italo ha ricevuto l’insegnamento più grande, quello «dell’amore incondizionato e preferenziale» per le persone, per coloro che non contavano nulla e che non venivano ascoltate; ma soprattutto l’insegnamento di un nuovo modo di intendere la Carità e il superamento del concetto di carità-elemosina. Mi ripeteva sempre: «Il volontariato che fai non è Dono di cose, ma di sé stessi».
Non bastano queste mie poche righe per parlare, dire, raccontare di Suor Maria Speranza; certamente Lei non avrebbe gradito molto per la sua riservatezza e umiltà discreta. La storia della Caritas Diocesana da una parte si impoverisce, con Suor Speranza si perde un’altra testimone e maestra di carità. Dall’altra siamo molto ricchi, abbiamo avuto in Dono diversi testimoni e maestri (Don Italo, Suor Antonietta Castellini, Roberto Petrolino, Piero Modafferi e Suor Maria Speranza) e tutti noi siamo inviatati a ricordarci di loro e per quanto possibile rendere visibile e concreto il loro impegno e zelo per la testimonianza della carità.
L’articolo Reggio Calabria, addio a Suor Maria Speranza Lentini: suora della carità e della gioia proviene da Avvenire di Calabria.














