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Preti reggini. Memoria e profezia di don Calabrò, don Farias, don Spinelli

Ai Overview: Una recente Celebrazione Eucaristica, tenutasi presso la Chiesa di San Sebastiano al Crocifisso a Reggio Calabria, ha rinnovato la memoria di don Domenico Farias, don Italo Calabrò e don Lillo Spinelli. L’incontro, che ha visto la partecipazione di fedeli, soci del MEIC, rappresentanti dell’Agape e della famiglia Spinelli, è stato presieduto da don Marco Scordo, con il supporto di don Nino Pangallo e del diacono Mario Casile. Il momento di raccoglimento non ha assunto toni nostalgici, ma ha inteso richiamare l’attualità del magistero dei tre sacerdoti, ponendo l’accento sulla continuità dell’impegno pastorale e sociale all’interno della comunità diocesana.

Il ricordo di tre figure nel segno della condivisione

Come già ben anticipato dall’Avvenire (che ne ha documentato i percorsi biografici), nella ricorrenza della scomparsa di don Domenico Farias si è tenuta una Celebrazione Eucaristica nel ricordo comune di don Italo, don Domenico, don Lillo, tre preti che tra loro e con altri confratelli hanno testimoniato profonda amicizia e fraternità sacerdotale, esemplare ancora oggi per l’unità del nostro presbiterio e la familiarità generativa con i laici. Presso la Chiesa S. Sebastiano al Crocifisso numerosi fedeli – tra cui soci del MEIC di oggi e di ieri, una rappresentanza dell’Agape e della famiglia Spinelli – sono stati accolti dalla comunità di don Marco Scordo che, insieme a don Nino Pangallo e col servizio diaconale di Mario Casile, ha presieduto la Liturgia, bene animata dal coro giovanile.

L’omelia di don Pangallo e il simbolo della perla

Don Pangallo nell’omelia ha collegato idealmente i tre “maestri-padri-fratelli”, partendo dalla perla (che aveva accompagnato don Farias fin dall’Ordinazione e donata alle Figlie del Volto Santo) ora incastonata nel tabernacolo del Santuario di san Gaetano Catanoso, nel segno evangelico della “perla preziosa”. Che tutti e tre non hanno smesso di cercare durante la loro esistenza e hanno a loro volta donato alla Chiesa e alla società reggina. Il Signore si è manifestato nella loro biografia, pur nella “fragilità” umana di ciascuno, come la perla “nata dalla fragilità del mollusco”, all’interno della Comunità protesa nella storia alla “ricerca della perla preziosa”.

Valore comunionale e legami territoriali

E’ emerso significativamente il valore comunionale della Chiesa Crocifisso per la vicinanza territoriale con le case abitate dalle famiglie Calabrò e Farias rispetto alla Parrocchia, luogo del Ministero di don Lillo che ne aveva fatto una realtà proiettata a servizio della Diocesi e scuola del Concilio per generazioni di AC e del laicato.

Consegne pastorali e impegno ecclesiale

Da questo ricordo di tre figure (riproposte sentitamente nelle preghiere dei fedeli), legate dall’unica vocazione poliedrica del sacerdozio, tra loro diverse ma tutti “instancabili cercatori della perla preziosa”, ricaviamo consegne forti. Con don Italo (grati dell’avanzamento della “beatificazione”) una lezione di inclusione «nessuno escluso mai» (regola di vita personale e comunitaria non slogan); con don Domenico di “amore dei vicini e dei lontani” incarnati in Calabria ma aperti al mondo intero nel dinamismo di Vangelo e cultura; e con don Lillo di slancio missionario e bisogno di ritorno fortificante allo spirito Conciliare.

Verso una Chiesa sinodale

L’appuntamento, frutto di speranza profetica e non di nostalgia, si è concluso con un segno liturgico e ecclesiale, tramite la colletta delle offerte da destinare quale contributo all’accompagnamento formativo di un Seminarista della Diocesi. La rivisitazione di questi presbiteri mentre attualizza il senso della “comunione dei santi” offre orientamenti vitali sul valore ecclesiale e pedagogico della memoria storica. In una Chiesa particolare che (come è emerso nella recente assemblea diocesana) ancora oggi è chiamata a crescere nel cammino sinodale, senza clericalismi, nella valorizzazione della ministerialità battesimale e specie delle donne, nelle sfide dell’impegno temporale sui segni dei tempi nuovi.

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