In occasione della ricorrenza di san Fortunato, che si celebra oggi 26 febbraio, l’arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova esprime i propri auguri all’arcivescovo Fortunato Morrone per il suo onomastico. Alla guida della metropolia reggina dal 2021, monsignor Morrone unisce all’impegno pastorale diocesano anche gli incarichi di presidente della Conferenza episcopale calabra e di membro del Dicastero per le cause dei santi. La data offre lo spunto per ripercorrere le tappe principali della sua biografia e del suo ministero: dagli anni della formazione e l’ordinazione presbiterale a Crotone, fino all’arrivo in riva allo Stretto. In questi primi quattro anni di episcopato, l’azione del presule si è focalizzata sull’avvio del cammino sinodale, sull’incontro con le realtà parrocchiali attraverso la Visita pastorale, sull’impegno nel sociale a sostegno delle categorie più fragili e sulla creazione di percorsi formativi volti a supportare i giovani nell’inserimento lavorativo.
Le origini e i primi incarichi pastorali
È una giornata di festa per l’arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova. Oggi, 26 febbraio, è infatti l’onomastico di monsignor Fortunato Morrone, arcivescovo di Reggio Calabria – Bova, presidente della Conferenza episcopale Calabra e membro del Dicastero per le cause dei santi. Nato a Isola di Capo Rizzuto il 20 settembre 1958, monsignor Fortunato Morrone è stato ordinato presbitero il primo ottobre 1983 nella Cattedrale di Crotone da un arcivescovo di origini reggine: monsignor Giuseppe Agostino. Monsignor Morrone ha vissuto gli anni delle scuole medie e del liceo nel Seminario dei padri Stimmatini a Battipaglia. Dopo l’ordinazione presbiterale, l’arcivescovo Morrone ha esercitato il ministero a Roma, dove si trovava per conseguire la licenza e il dottorato in Teologia presso la Gregoriana. Nell’ottobre del 1986 è stato nominato assistente diocesano dei giovani di Azione Cattolica (incarico che manterrà fino al 25 ottobre 2001). Nello stesso
periodo inizia a insegnare Teologia dogmatica presso l’Istituto di Scienze Religiose “Unus Magister” di Crotone. Nel febbraio 1987 diventa assistente regionale dei giovani di Ac, incarico che ricopre per un triennio. Nell’ottobre del 1994 avvia e segue la Consulta dell’Apostolato dei Laici come assistente, mentre dall’ottobre del 1995 è assistente dei membri dell’Uciim. L’incarico per entrambi i servizi sarà mantenuto fino al primo ottobre 2013. Nel 2002, con monsignor Antonio Staglianò, all’interno del progetto pastorale parrocchiale, dà vita alla Fondazione “Nostra Signora di Guadalupe”, a larga partecipazione
popolare, realizzando tra l’altro, nel 2012, una Casa di spiritualità, riferimento spirituale per laici e sacerdoti.
La guida dell’arcidiocesi e il cammino sinodale
Il 20 marzo 2021 è stato nominato arcivescovo metropolita di Reggio Calabria – Bova da papa Francesco, succedendo a monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, che ha lasciato l’incarico per raggiunti limiti di età. Il 5 giugno è stato consacrato vescovo nella parrocchia Santa Maria Madre della Chiesa in Crotone dall’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta. Il 12 giugno ha preso possesso canonico dell’arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova. Da oltre
quattro anni alla guida dell’arcidiocesi metropolitana di Reggio Calabria – Bova, monsignor Fortunato Morrone ha stabilito un profondo legame con la città che accolse san Paolo Apostolo, fondatore della prima comunità cristiana calabrese. L’inizio dell’episcopato in riva allo Stretto dell’arcivescovo Morrone è stato segnato subito da un primo significativo momento: è coinciso, infatti, con l’avvio del cammino sinodale. In questo contesto, il presule ha promosso dialogo e ascolto all’interno della comunità diocesana, coinvolgendo
tutte le componenti ecclesiali e il laicato.
L’impegno sociale e le Lettere pastorali
La sua cura e attenzione per i giovani e la crescita sana del territorio hanno contribuito alla nascita di progetti dai grandi risvolti sociali e comunitari come “Job in Progress”, l’Hub-Porto e il protocollo d’intesa per la casa circondariale di Reggio Calabria per la formazione dei detenuti in prospettiva del loro reinserimento sociale. La carità, il ruolo delle donne, così come il coinvolgimento del laicato, chiamato a svolgere un ruolo attivo al servizio non solo della comunità diocesana, ma anche cittadina, sono le altre “grandi questioni” affrontate nel corso di questi primi quattro anni di episcopato. Questi, così come altri temi, sono finiti tra le linee programmatiche della prima Lettera pastorale dell’arcivescovo Morrone, dal titolo Al passo di Gesù. Una lettera incentrata sulla sinodalità che ha
trovato, poi, riverbero, nella seconda lettera, “Passiamo all’altra riva”, che è anche un invito al rinnovamento, partendo dal passato ma con uno sguardo proiettato al presente e al futuro.
La Visita pastorale e le iniziative sul territorio
Fra i momenti significativi di questi oltre quattro anni di episcopato, indissolubilmente legato al cammino sinodale, alle lettere pastorali, è stato l’avvio – il 25 gennaio 2024 – della prima Visita pastorale, iniziata con le visite alle zone pastorali. Un’occasione per monsignor Morrone di incontrare direttamente le comunità ecclesiali del vasto territorio della diocesi di Reggio Calabria-Bova, mettersi in ascolto e incoraggiare un comune
cammino di fede e comunitario. Un’occasione vista dallo stesso presule come
opportunità per «ripensare creativamente la nostra presenza».
Tra le iniziative più recenti, poi, la nascita della Scuola Biblica Paolina, avviata con l’intento di approfondire le radici della Chiesa che è in Reggio Calabria – Bova e di riscoprire, attraverso l’esperienza di san Paolo, il senso di una fede aperta alla fratellanza universale. Un percorso voluto dall’arcivescovo metropolita Fortunato Morrone, non in chiave
accademica, ma come un itinerario di crescita umana e spirituale, capace di coinvolgere la comunità nel cammino sinodale e nel ripensamento della missione ecclesiale. Al percorso di approfondimento Paolino si aggiunge la vicinanza concreta al mondo giovanile: con l’avvio operativo dell’Osservatorio “Semi di Futuro”, la Chiesa reggina ha dotato il territorio di un presidio tecnico pensato per trasformare le intuizioni pastorali in progetti concreti.
L’organismo, frutto di una visione che coniuga carità e competenza, si pone come intermediario qualificato tra le esigenze delle realtà ecclesiali e il complesso mondo dei finanziamenti pubblici e privati. Attraverso il lavoro di un team di professionisti, l’iniziativa mira a superare le difficoltà burocratiche che spesso frenano l’accesso ai bandi, offrendo un accompagnamento che va dall’analisi dei requisiti alla strutturazione delle proposte. Un
servizio che, al di là dell’aspetto tecnico, risponde alla chiamata di valorizzare i talenti locali per il bene comune.
L’articolo Oggi ricorre l’onomastico di monsignor Morrone, guida dell’arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova proviene da Avvenire di Calabria.















