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Oggi la processione della Madonna della Consolazione, dall’Eremo alla Cattedrale il racconto di una devozione nata tra le capanne dei frati nel segno di san Francesco

Ai Overview: La comunità di Reggio Calabria si è stretta attorno alla tradizionale festa della Madonna della Consolazione, culminata con la discesa della vara dall’Eremo alla Basilica Cattedrale guidata dall’arcivescovo Fortunato Morrone. Il programma ha unito momenti di veglia giovanile e le celebrazioni religiose, arricchite quest’anno dal richiamo all’ottavo centenario della morte di san Francesco e dalle nuove disposizioni d’ingresso concordate con la Soprintendenza per tutelare l’opera restaurata.

La veglia e le prime celebrazioni liturgiche

È finalmente arrivato il giorno in cui Reggio Calabria si è riunita attorno a Maria e ha celebrato quella che può essere considerata come la festa più importante della città, quella della Madonna della Consolazione, quella per la quale ci siamo preparati a lungo in queste due settimane anche con la lettura di speciali che ci hanno condotti alle origini della nostra devozione. Questo è il giorno in cui la Vergine «decoro dei frati», appare davvero anche e soprattutto come «avvocata del popolo reggino», perché proprio oggi l’intera comunità della città in riva allo Stretto la invoca e la prega, le chiede aiuto e sostegno, le rivolge dubbi e domande, certi della sua “presenza discreta” e della sua “protezione costante”, soprattutto durante le difficoltà, particolarmente durante la burrasca. E di burrasche Reggio ne ha vissute, e ne vive, tante.

La festa è cominciata ieri sera nella Basilica dell’Eremo quando, alle 21, l’arcivescovo Fortunato Morrone ha presieduto la veglia mariana, per poi proseguire con i momenti di adorazione e il toccante spazio lasciato ai giovani che, «sentinelle nella notte», hanno pregato «cuore a cuore con Maria» per l’iniziativa promossa dalla Pastorale giovanile diocesana insieme a quella dei cappuccini calabresi. Poi sono seguite le celebrazioni delle 4.30 e delle 5.30 sino alla Messa presieduta da don Nino Iannò, assistente spirituale dei portatori, delle 6.30 che ha anticipato, come del resto accade ogni anno, la tanto attesta discesa della vara alle 8:00. Alta cinque metri e pesante dodici quintali, porta su il Quadro della Madonna della Consolazione che il nobile Camillo Diano commissionò nel 1547 a Nicolò Andrea Capriolo e che rappresenta la Vergine in trono con il Bambino, affiancata da san Francesco e da sant’Antonio.

L’arrivo in Cattedrale e il legame francescano

Alle 9.30, in piazza della Consegna, i frati hanno affidano la Venerata Effigie all’arcivescovo metropolita, monsignor Morrone, che ha guidato il resto della processione sino al Basilica Cattedrale dove il Quadro rimarrà fino alla domenica successiva alla Presentazione di Maria al Tempio. Da quest’anno l’ingresso ha seguito nuove regole, concordate dall’Arcidiocesi con la Soprintendenza, a causa delle quali nessuno è potuto entrare prima della Vara che, peraltro, è stata recentemente restaurata, mentre il Quadro è stato collocato sull’altare maggiore attraverso un meccanismo realizzato dalla stessa Soprintendenza.

Quest’anno la presenza del Poverello di Assisi ha assunto un significato particolare, sia perché ricorre l’ottavo centenario della sua morte sia perché proprio alla sua figura i frati hanno improntato il cammino dei sette sabati. Del resto, il nostro racconto, di storia passata e fede vissuta, era cominciato proprio attraverso lo sguardo speciale di Francesco e dal ricordo del suo amore «indicibile» per Maria. Un racconto che “inizia” dalla Porziuncola e ci conduce prima all’Eremo, attraverso sette secoli di storia, e poi in Cattedrale, sulle spalle dei reggini, sulle spalle dell’intera città.

L’articolo Oggi la processione della Madonna della Consolazione, dall’Eremo alla Cattedrale il racconto di una devozione nata tra le capanne dei frati nel segno di san Francesco proviene da Avvenire di Calabria.