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Nuovi Orizzonti della Legislazione Scolastica: la presentazione del volume di don Paolo Ielo diventa un confronto sulla missione educativa

La presentazione del volume si è trasformata in un dialogo corale sulla scuola, sul senso delle norme e sulla responsabilità educativa condivisa che unisce docenti, dirigenti e studenti.

Una serata che supera la presentazione di un libro

«E quando perdiamo un ragazzo è come se si spezzasse un filo del tessuto che ogni giorno cerchiamo di costruire con le nostre mani». È in questa frase che si condensa il senso dell’evento svoltosi ieri sera presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Reggio Calabria. Quella che sulla carta si presentava come la presentazione di un manuale, il volume Nuovi Orizzonti della Legislazione Scolastica del sacerdote e docente Paolo Antonio Ielo, si è trasformata in una riflessione corale sulla missione educativa, dove la norma giuridica fa da argine necessario per custodire la vita e la crescita delle nuove generazioni.

L’Aula Magna dell’ISSR “Monsignor Vincenzo Zoccali” si è rivelata troppo piccola per accogliere l’assemblea di dirigenti scolastici, docenti, avvocati e studenti accorsi per l’occasione, un colpo d’occhio che ha sorpreso lo stesso autore e che ha testimoniato l’urgenza di fare chiarezza in un mondo, quello della scuola, che naviga spesso a vista tra riforme e incertezze. A fare gli onori di casa è stata la professoressa Anna Rita Ferrato, direttrice dell’Istituto, che ha tracciato la parabola storica dell’istruzione italiana, dalla classista Legge Casati fino ai principi inclusivi e pluralisti della Costituzione repubblicana, definendo il testo di don Ielo come uno strumento capace di leggere la complessità attuale attraverso la lente del diritto.

La legge come custodia della libertà educativa

L’arcivescovo Fortunato Morrone, intervenuto in apertura, ha voluto sgombrare il campo dall’idea che la legge sia nemica della libertà. Con il suo stile diretto, il presule ha osservato come «gli aspetti giuridici, le relazioni che ci sono, devono essere in qualche modo normati, sennò è un caos», riconoscendo nel corposo volume non solo una fatica accademica, ma un sussidio prezioso per ordinare la «complessità della vita scolastica». Un concetto ripreso e ampliato dall’avvocato Francesco Praticò, dirigente del Liceo “T. Gulli”, che ha evidenziato la natura ibrida del testo, utile tanto agli operatori del diritto quanto a chi vive la scuola quotidianamente. Praticò non ha nascosto le insidie del sistema, citando un passaggio cruciale del libro in cui l’autore avverte che «affinché l’autonomia sia efficace è necessario garantire equità nell’accesso alle risorse per evitare disparità tra scuole ricche e povere», toccando così uno dei nervi scoperti del dibattito sull’autonomia differenziata.

Il ruolo dell’IRC e il profilo del docente di religione

Un focus specifico è stato dedicato all’Insegnamento della Religione Cattolica, tema affrontato dal professor Paolo Benoci, direttore dell’Ufficio Scuola diocesano. Benoci ha ricordato come l’IRC, lungi dall’essere una forma di catechesi, rappresenti una «palestra di conoscenze per i giovani» e un laboratorio culturale sancito dallo stesso Stato con la revisione del Concordato. È emersa la figura complessa del docente di religione, chiamato a un doppio mandato, civile ed ecclesiastico, e a navigare in quel mare agitato che sta tra l’identità confessionale e il rispetto del pluralismo laico.

La voce dell’autore: scuola tra burocrazia e formazione umana

Don Paolo Ielo, dalla sua prospettiva di autore, ha spiegato la genesi del titolo, ispirato alla società liquida di Zygmunt Bauman, descrivendo una scuola che si trova a un bivio tra la gestione della burocrazia e la necessità di formare cittadini capaci di adattarsi all’imprevisto. Il momento di più alta intensità si è toccato quando il sacerdote ha dedicato il lavoro alla memoria di sua madre, insegnante “di altri tempi” che non temeva le sedi disagiate, e soprattutto a Giovanna Brancati, una sua giovane studentessa prematuramente scomparsa. «Il ricordo di Giovanna Brancati è stato per me una bussola», ha confessato l’autore, aggiungendo che proprio quel dolore gli ha ricordato che «la scuola esiste per prendersi cura delle persone, delle vite» e per proteggerle attraverso la conoscenza dei propri diritti e doveri.

Un appello agli studenti: pensare per non perdere l’anima

La conclusione è stata affidata nuovamente all’arcivescovo Morrone che, rivolgendosi direttamente ai numerosi studenti presenti in sala, ha lanciato un monito sull’uso delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale, temi trattati nel libro. Distinguendo nettamente tra la semplice accumulazione di “byte” e la vera formazione umana, monsignor Morrone ha esortato i ragazzi a non lasciarsi espropriare della propria capacità critica: «Chi non vi insegna a pensare… vi sta rubando l’anima», ha ammonito, chiudendo l’incontro con un imperativo che suona come un augurio per il futuro di ogni studente: «La testa non si dà a nessuno!».

L’articolo Nuovi Orizzonti della Legislazione Scolastica: la presentazione del volume di don Paolo Ielo diventa un confronto sulla missione educativa proviene da Avvenire di Calabria.