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L’eredità di san Gaetano Catanoso nella Calabria di oggi, un antidoto a individualismo e indifferenza

Ai Overview: In occasione della memoria liturgica del 20 settembre, la figura di san Gaetano Catanoso offre uno spunto di riflessione sulle dinamiche sociali e spirituali del territorio. A sessant’anni dalla sua morte, l’approccio pastorale avviato a Pentidattilo nel 1904 si confronta con criticità ancora attuali, come lo spopolamento, l’individualismo e la carenza di opportunità stabili. Il suo invito alla coesione comunitaria, al rifiuto dell’indifferenza e a un uso consapevole del linguaggio, privo di aggressività, fornisce una prospettiva utile per inquadrare e affrontare le vecchie e nuove povertà che caratterizzano la società odierna.

La memoria di padre Gaetano e le sfide di oggi

Dove sono, oggi, gli ultimi di cui si occupava san Gaetano Catanoso? Dove sono, oggi, i giovani che non hanno la possibilità di studiare e lavorare a casa propria? E, soprattutto, come viene vissuta la fede in un periodo storico profondamente influenzato dall’individualismo? Oggi, 20 settembre, è il giorno in cui viene celebrata la memoria di padre Gaetano e queste domande, se vogliamo, possono essere viste come un invito a riscoprire il suo messaggio a oltre sessant’anni dalla sua morte.

Il contrasto allo spopolamento e l’impegno per le vocazioni

Quando, nel 1904, arrivò a Pentidattilo trovò un paese che viveva un momento di abbandono spirituale e che, di lì a poco, si sarebbe confrontato con la piaga dello spopolamento: a ben vedere, nulla di molto diverso rispetto alla realtà odierna, condizionata, da un lato, dalla desertificazione e dalla povertà spirituale e materiale, dall’altro, da un forte individualismo e, a tratti, dalla disperazione. La necessità di riscoprire il senso di comunità, per un verso, e la preghiera costante, per altro verso, ci permettono di comprendere bene quanto sia attuale il messaggio di un uomo che era convito che la fede deve essere il fondamento della vita di tutti i giorni e deve orientare ogni scelta poiché non può restare nel chiuso di una stanza né può limitarsi a essere una mera scelta occasionale o di convenienza. Padre Catanoso ha costruito gran parte della sua attività pastorale su queste esigenze, alle quali ha accompagnato il profondo interesse per le vocazioni, tanto da promuovere la fondazione dell’Opera per le vocazioni ecclesiastiche e da contribuire a quella dell’Opera Antoniana delle Calabrie.

L’antidoto all’indifferenza contro le nuove povertà

E che dire, poi, di quel suggerimento a non lasciarci trascinare dall’indifferenza e dal menefreghismo dinnanzi alle difficoltà di un fratello o di una sorella, soprattutto se si vergognano di chiedere aiuto? O se la loro dignità viene calpesta dalla mancanza di lavoro o da un terremoto che priva delle case e dei familiari e lascia soli e, purtroppo, anche orfani e indifesi? L’unico antidoto a tutto questo è riscoprire i valori dell’interesse sincero al bene altrui e del servizio gratuito, che non si aspetta nulla in cambio, perché le povertà, spirituali e materiali, non sono scomparse ma hanno solo cambiato nome e, oggi, si chiamano “rischio dispersione”, “abbandono degli studi”, “precariato”, “disperazione” e “bestemmia”.

L’educazione al linguaggio e la devozione al Volto Santo

C’è, poi, l’attenzione all’uso responsabile e attento delle parole, al punto che San Gaetano Catanoso organizzò una dura opposizione alla bestemmia, quasi a voler evidenziare l’urgenza di educare il linguaggio e mettere un freno all’aggressività oggi molto diffusa, soprattutto nei social. C’è ancora l’importanza della confessione in un mondo che tende a essere giudice di sé stesso e ad autoassolversi senza colpo ferire. Ma soprattutto c’è la devozione al Volto Santo, quella preghiera che padre Gaetano rivolge a tutti, anche oggi, di fondare la propria vita e la propria forza sul Volto di Cristo nella certezza che questo è il modo più efficace di correggere gli sbagli e di riconciliarsi con Dio.

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