Giovedì 23 ottobre ha preso avvio il percorso pensato dalla Pastorale Universitaria e dal Seminario Arcivescovile Pio XI, aperto a coloro che, a diverso titolo, operano nel vasto mondo universitario del nostro territorio, con particolare riguardo agli studenti dei diversi Atenei.
Riscoprire le vocazioni sulle orme di Abramo, Giuseppe e Mosè
Un discreto numero di partecipanti ha deciso di capire in cosa consistesse questo «speciale cammino» di tre incontri che, nelle intenzioni, intende porsi quale occasione di riflessione e dialogo sugli interrogativi profondi e sulle grandi domande di senso che da sempre accompagnano l’uomo.
Una struttura solo in apparenza esile e, proprio per questo, facilmente percorribile: tre appuntamenti dal titolo “Le radici bibliche della vocazione” per avviare la scoperta, attraverso le figure di Abramo, Giuseppe e Mosè, del significato autentico della chiamata di Dio nella vita di ciascuno.
Un invito alla riflessione e al dialogo universitario
Presenti don Tonino Sgrò, responsabile del servizio di Pastorale Universitaria dell’Arcidiocesi, e don Simone Gatto, rettore del Seminario Arcivescovile Pio XI. Don Simone, nel dare il benvenuto ai partecipanti, si è detto sinceramente entusiasta per la felice intuizione del cammino, sottolineando l’alto profilo della proposta: un contributo a gettare un seme nel percorso di vita degli studenti universitari che non possono, certamente, restare insensibili dinnanzi a interrogativi che appartengono a tutti.
I tre incontri intendono porsi quale occasione per riflettere, confrontarsi e, in definitiva, crescere insieme, guidati dalla Parola di Dio che mai delude. Così la parola è poi passata a don Tonino Sgrò che ha commentato il capitolo 11 del Libro della Genesi.
Abramo: uscire per scoprire il proprio cammino
La vocazione di Abramo – ha evidenziato don Tonino – è un evento centrale nella storia della salvezza: Abramo ascolta la chiamata del Signore, Abramo decide di fidarsi e così si mette in cammino. La storia di Abramo parla alla nostra storia; l’eco intensa della sua vicenda interessa tutti i credenti e i giovani in particolare. Abramo, a un certo punto della sua esistenza, viene raggiunto dalla Parola di Dio, una parola tanto esigente quanto liberante. Dio ordina ad Abramo di uscire dalla sua terra, dalla casa di suo padre per andare verso la terra che Dio stesso gli indicherà. Il Signore invita Abramo ad andarsene e lo fa in maniera forte e vigorosa, dicendogli: «Vattene dalla tua terra».
Questa parola, apparentemente severa, deve essere letta nel suo significato più autentico, nella sua genuina interpretazione: «Vai per te; vai verso te». Il Signore, in altri termini, invita Abramo a uscire dalla sua terra perché questa partenza è ciò gli serve ma soprattutto perché Abramo deve imparare a camminare sulle proprie gambe. Non può restare bloccato, fermo e immobile, sotto lo scorrere incessante dei giorni, sotto l’influenza della figura paterna: deve uscire da tutto ciò che sembra irrevocabilmente stabilito. Abramo deve decidersi, Abramo deve fidarsi della Parola che gli è rivolta.
Colui che diverrà “Padre di molti popoli” è chiamato a uscire da un destino che appare già tracciato, da una vita decisa dagli altri per poter assaporare il gusto intenso della libertà — prima e autentica vocazione di ogni uomo. Abramo è chiamato a dare fiducia alla Parola del Signore e a farsi compagno di viaggio di questa Parola liberante che intende il desiderio nascosto che alberga nel suo cuore. Dio sembra dire ad Abramo di ascoltare l’anelito di vita che porta dentro; lo esorta a decidersi e lo invita a partire a settantacinque anni, perché davvero speciale è la Parola che lo raggiunge. Abramo si fida e scoprirà che la vocazione è un cammino che richiede coraggio e fiducia; che esige orecchi attenti alla Parola del Signore: una voce che muove la vita.
Dialoghi, gruppi e attese per i prossimi incontri
L’esegesi del brano è stata corredata da diverse domande che, in maniera puntuale, hanno raggiunto i partecipanti suscitando riflessioni nei successivi gruppi di condivisione: «Tu, giovane, sai decidere? Forse qualcun altro sta decidendo per te? Sai gestire il ritardo della realizzazione delle promesse? Sai attendere la Parola? In definitiva: verso dove la voce di Dio sta conducendo la tua vita in questo momento?». Dopo la catechesi, i partecipanti si sono suddivisi in tre gruppi di confronto, all’interno dei quali hanno condiviso impressioni, sentimenti e suggestioni emerse dai tanti spunti.
Sono poi seguiti i ringraziamenti del rettore e la benedizione finale, con l’invito a non mancare il secondo appuntamento, il 27 novembre alle 19.30, sempre in Seminario. Un grazie speciale è stato rivolto ai seminaristi che, con la loro presenza e il loro status di “uomini in ricerca”, hanno impreziosito le riflessioni e le condivisioni via via emerse.
L’articolo “Le radici bibliche della vocazione”: in cammino con Abramo, Giuseppe e Mosè proviene da Avvenire di Calabria.














