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L’arcivescovo Fortunato Morrone presiede in Cattedrale la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri

Con la celebrazione in Cattedrale presieduta dall’arcivescovo metropolita Fortunato Morrone, la comunità diocesana ha dato ufficialmente inizio al periodo liturgico della Quaresima. Durante la funzione, caratterizzata dal rito dell’imposizione delle ceneri, il presule ha proposto ai fedeli presenti una riflessione incentrata sul significato del percorso penitenziale. L’omelia ha toccato temi legati all’introspezione, suggerendo un distacco dalle futilità della comunicazione contemporanea, in particolare sui social network, per favorire un recupero del silenzio interiore e un incontro concreto e privo di autoreferenzialità con il messaggio evangelico.

L’avvio del cammino quaresimale

Le navate della Basilica Cattedrale di Reggio Calabria hanno accolto ieri pomeriggio i fedeli per l’inizio del tempo di Quaresima, segnato dalla tradizionale celebrazione del Mercoledì delle Ceneri presieduta dall’arcivescovo Fortunato Morrone. Un rito che non rappresenta un semplice adempimento formale, ma l’avvio di un percorso profondo che il presule ha
voluto tracciare invitando la comunità a guardare dentro se stessa per ritrovare l’essenza della propria fede.

Durante l’omelia, l’arcivescovo ha riflettuto sul significato del gesto dell’imposizione delle ceneri, spiegando come esso rimandi alla precarietà della condizione umana e alla necessità di un continuo rinnovamento. Morrone ha sottolineato che, se da un lato la cenere ricorda la fragilità dei nostri giorni, dall’altro la mano del sacerdote che la impone rappresenta «la mano del Creatore, il Padre di Gesù, che continuamente ci riplasma perché la nostra esistenza non ricada nell’insignificanza del male da noi commesso». È un tempo
propizio, ha aggiunto, per quello che ha definito un «tuffo nel presente del nostro cuore», riprendendo l’invito biblico a ritornare a Dio con tutto se stessi.

La proposta di un digiuno dalla comunicazione futile

Per compiere questo cammino interiore, il vescovo ha indicato la strada del silenzio, citando sant’Agostino sull’importanza di rientrare nel proprio cuore per non perdersi nel vagabondaggio esteriore. Ha quindi proposto un digiuno calato nella realtà della comunicazione odierna. Ha esortato i fedeli a pregare e a digiunare «da verbosità inutili e futili, a volte arroganti e presuntuose che lasciamo scivolare superficialmente anche sui vari canali social», per fare spazio alla Parola di Dio nel segreto dell’animo, lì dove abita lo Spirito.

Una conversione basata sulla fiducia

Il fulcro del messaggio quaresimale proposto da Morrone risiede in una concezione autentica della conversione. Non si tratta di compiere azioni morali o filantropiche per alimentare il proprio narcisismo o per ricercare l’ammirazione della gente. L’arcivescovo ha messo in guardia contro la tentazione di seguire vangeli dettati da presunti maestri che assecondano una «orgogliosa autoreferenzialità». La conversione richiesta dal Signore è prima di tutto un atto di fiducia profonda: significa credere al Vangelo e confessare il proprio peccato di incredulità, ammettendo che a volte «come freccia non siamo andati a segno» e non abbiamo centrato il bersaglio indicato da Cristo.

Citando un passaggio dell’enciclica Deus Caritas Est di Benedetto XVI, Morrone ha ribadito che l’inizio dell’essere cristiano non deriva da una decisione etica, ma dall’incontro con una Persona capace di dare alla vita un nuovo orizzonte. L’invito finale rivolto all’assemblea è stato dunque quello di accogliere le ceneri come segno di un desiderio sincero di rimettersi in cammino dietro al Salvatore, lasciandosi riconciliare con lui. Un percorso di
ripartenza e di speranza che l’arcivescovo ha affidato alla Vergine Maria, affinché sostenga e aiuti la comunità diocesana in questo tempo di grazia.

L’articolo L’arcivescovo Fortunato Morrone presiede in Cattedrale la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri proviene da Avvenire di Calabria.