Nel contesto dell’Area Grecanica, dove le sfide sociali ed educative richiedono risposte concrete e costanti, il mondo del volontariato continua a tessere reti di supporto fondamentali per la tenuta della comunità. L’impegno gratuito verso le fragilità, che spazia dall’assistenza materiale alla promozione culturale, rappresenta un segno tangibile di speranza in un territorio che cerca riscatto anche attraverso la valorizzazione della legalità. È in questo scenario che si inseriscono le attività portate avanti a Melito Porto Salvo, recentemente al centro di un momento di confronto e condivisione con la guida della diocesi, volta a confermare il valore di un cammino che unisce fede e opere di prossimità.
Un presidio di servizio nell’Area Grecanica
C’è una piccola grande realtà nel cuore dell’Area Grecanica che opera da anni donando servizi e sorrisi. Nel silenzio, senza clamore alcuno, la Comunità di Sant’Egidio guarda alle fragilità con spirito di servizio e gratuità, rappresentando, in una terra dove la povertà educativa ed economica è sempre più forte, un segnale di speranza. I pasti distribuiti gratuitamente la domenica mattina alle persone bisognose con la «Mensa dei poveri», ospitata nei locali della parrocchia di San Giuseppe, e con la vicinanza del parroco don Gaetano Nalesso; i giovani e i bambini accompagnati lungo percorsi di pace, fratellanza, accettazione degli altri; le donne migranti aiutate a imparare l’italiano; i laboratori di «Ricamiamo la pace» per la realizzazione di oggetti da vendere per autofinanziare le attività programmate.
Educare alla pace attraverso il teatro
Tra queste c’è la rappresentazione «I giovani raccontano Francesco e Chiara», uno spettacolo artistico che, avendo come riferimento il celebre musical «Forza venite gente», presenta l’attualità dell’insegnamento di due straordinarie figure: san Francesco e santa Chiara. Proprio ai giovani è affidato il compito di spiegare tutto ciò. Si tratta di un’iniziativa fortemente inclusiva, aperta alla collaborazione di associazioni, Scout e scuola. La composizione del cast, costituito da persone di tutte le età, è tra le particolarità di un’iniziativa la cui messa in scena è stata programmata per il 25 aprile prossimo, a Melito Porto Salvo.
La legalità concreta e il bene confiscato
L’esperienza della Comunità di Sant’Egidio Calabria, i cui primi passi risalgono al 2018, sta continuando a crescere sotto forma di adesioni, attività e impegno; è perfettamente inserita nel contesto sociale ed è in continua interazione con le istituzioni locali. Tra gli elementi distintivi e dal forte valore simbolico figura l’assegnazione di un bene confiscato alla criminalità organizzata, da parte del Comune di Melito Porto Salvo. Ubicato in pieno centro abitato, il locale è adesso la sede operativa della Comunità.
L’incontro con l’arcivescovo Morrone
La visita ricevuta nei giorni scorsi dall’arcivescovo di Reggio Calabria – Bova è stata motivo di gioia per tutti. monsignor Fortunato Morrone ha voluto conoscere da vicino l’esperienza, incontrando l’intero gruppo di volontari. Giuseppe Toscano e la referente per la Calabria Antonella Surfaro hanno presentato le attività e l’impegno sul territorio della Comunità di Sant’Egidio, mentre Filippo, Antonino e Vincenzo, alcuni dei giovani presenti, hanno spiegato il senso e il perché della loro scelta di prendere parte alle attività del progetto. L’arcivescovo ha poi esortato tutti quanti a proseguire con entusiasmo nel cammino intrapreso, senza mai accontentarsi di un eventuale traguardo tagliato.
L’articolo L’arcivescovo Fortunato Morrone in visita alla sede della Comunità di Sant’Egidio a Melito Porto Salvo proviene da Avvenire di Calabria.















