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La Scuola Biblica Paolina approfondisce il pensiero di Sant’Agostino

Il recente incontro di lettura spirituale dei Padri della Chiesa ha rappresentato un momento di approfondimento teologico e storico per la comunità diocesana. Promosso dal Movimento Ecclesiale di Impegno culturale (Meic) in sinergia con la Biblioteca Diocesana “D. Farias”, l’evento ha visto la Scuola Biblica Paolina allargare il proprio orizzonte di studio ai primi esegeti delle lettere dell’Apostolo. Ospitata presso il Santuario di San Paolo alla Rotonda il 9 e 10 maggio, la due giorni di lavori ha permesso di analizzare con approccio analitico e pastorale il pensiero di Sant’Agostino, grazie all’intervento della professoressa Francesca Cocchini. Attraverso l’esame incrociato dei testi agostiniani e paolini, il convegno ha tracciato un quadro storico e metodologico che unisce le due figure del cristianesimo antico, focalizzandosi in particolare sullo studio delle fonti, sull’antropologia cristiana e sul ruolo della Grazia di fronte alle controversie storiche del tempo, come quella con i Manichei.

L’allargamento degli orizzonti di studio e il legame con la tradizione

La Scuola Biblica Paolina, inserendo nella sua programmazione il recente XLIV Incontro di lettura spirituale dei Padri della Chiesa, promosso dal Movimento Ecclesiale di Impegno culturale (Meic) e dalla Biblioteca Diocesana “D. Farias”, ha allargato il suo interesse ai primi commentatori dell’epistolario paolino. Ponendosi nel solco della sollecitazione del Concilio Vaticano II di favorire un più largo accesso alla S. Scrittura e ai suoi primi interpreti e divulgatori, i Padri della Chiesa, l’iniziativa è stata una preziosa occasione di studio e di lettura sapienziale di alcune pagine di S. Agostino, qualificandosi anche come contributo alla conoscenza delle radici spirituali di papa Leone XIV, presentatosi come “figlio di Agostino” fin dal giorno della sua elezione di cui in questi giorni si è celebrato il primo anniversario.

La relazione della professoressa Cocchini al Santuario alla Rotonda

Il Convegno, ospitato il 9 e 10 maggio nel salone del Santuario di San Paolo alla Rotonda, ha avuto come relatrice la prof.ssa Francesca Cocchini, già docente di Storia del Cristianesimo all’Università La Sapienza e all’Istituto Patristico Augustinianum di Roma, membro ordinario della Pontificia Accademia Teologica, studiosa dell’esegesi biblica dei Padri e soprattutto della presenza e utilizzazione degli scritti paolini nelle comunità cristiane dei primi secoli. Con la sua competenza ha guidato i partecipanti in una puntuale lettura dei testi agostiniani, facendo gustare la profondità del pensiero del Vescovo di Ippona, sempre radicato nella Scrittura, la finezza della sua antropologia e spiritualità, la lettura attenta, mai superficiale, delle pagine bibliche.

Il parallelismo tra l’Apostolo e il Vescovo di Ippona sulle Lettere ai Romani

Il tema è stato introdotto con il parallelismo tra le figure di Paolo e di Agostino, segnate entrambe dall’incontro personale con Cristo, per l’uno nella rivelazione del Figlio di Dio “in me” (Gal 1,15) e per l’altro nella lettura appassionata delle lettere dell’Apostolo, e in particolare di Rom 13,13, versetto che gli cambiò la vita facendogli superare le ultime incertezze per abbracciare la vocazione ascetica. Incontro da cui è scaturita la missione di Paolo evangelizzatore delle genti e di Agostino pastore e difensore della fede cattolica. Ci si è inoltrati quindi nella lettura di alcune “Questioni”, ossia passi problematici, tratti dalle 83 Questioni e dal Commento di alcune questioni tratte dalla Lettera ai Romani, opere scritte dopo la consacrazione presbiterale, tempo vissuto nell’intenso studio esegetico per prepararsi al ministero pastorale e nella lettura comunitaria coi fratelli che condividevano con lui la scelta contemplativa.

Sullo sfondo della polemica con i Manichei e dell’esigenza di correggerne la lettura riduttiva e le interpretazioni radicali di Paolo, soprattutto riguardo alla svalutazione della creazione e alla contrapposizione tra Antico e Nuovo Testamento, si collocano i testi esaminati nelle due relazioni, L’attesa della creazione e Il Tempo della storia (Rom 7-8). Per Agostino la creatura che geme e soffre è la stessa creatura umana che, nelle sue dimensioni di corpo e anima e nella dinamica del già e non ancora, attende con speranza la risurrezione e la piena rivelazione dei figli di Dio. E il tempo della storia si svolge in quattro tappe – prima della legge, sotto la legge, sotto la Grazia, nella pace – che rappresentano la storia del mondo e nello stesso tempo di ogni persona umana nella sua relazione con Dio e nel suo cammino verso la salvezza. La legge, ribadisce Agostino con Paolo e contro i Manichei, è buona e santa, ma solo la Grazia di Dio supera la presunzione della superbia dell’uomo e lo apre a una relazione di amore, come egli stesso ha sperimentato nel suo itinerario esistenziale.

L’approccio metodologico ai testi e gli spunti di riflessione finali

Particolarmente significative sono state le indicazioni di metodo con l’invito a prendere esempio dai Padri nella lettura della Scrittura fatta con diligenza e amore, nella consapevolezza della inesauribilità della Parola. Gli interventi dei partecipanti – spaziando dai rapporti con l’Ebraismo, ai temi della speranza, della lettura luterana di Agostino, della visione della donna nei Padri – hanno ampliato e arricchito la riflessione e confermato la significatività di questa iniziativa di conoscenza delle fonti del cristianesimo antico per nutrire la fede e la vita cristiana.

L’articolo La Scuola Biblica Paolina approfondisce il pensiero di Sant’Agostino proviene da Avvenire di Calabria.