La figura storica e pastorale di monsignor Gennaro Portanova sarà al centro di un incontro culturale previsto per giovedì 19 marzo a Reggio Calabria. L’evento, inserito in una rassegna dedicata agli arcivescovi della diocesi reggina, vedrà come relatore principale il professore Alfredo Focà, il quale ripercorrerà i vent’anni di episcopato del prelato napoletano, divenuto cardinale nel 1899. La conferenza si prefigge di analizzare l’impatto delle iniziative di Portanova sul tessuto ecclesiale, civile e architettonico della città dello Stretto, attraverso una ricostruzione puntuale del suo operato prima e durante il ministero a Reggio.
Il ciclo di incontri sulla storia della diocesi
Giovedì 19 marzo, alle ore 17, nella Sala Giuffrè della Villetta De Nava, il prof. Alfredo Focà, già ordinario di Storia della Medicina all’Università Magna Grecia di Catanzaro e deputato di Storia Patria per la Calabria, terrà una conferenza dedicata a monsignor Gennaro Portanova, arcivescovo metropolita di Reggio Calabria dal 1888 al 1908. L’appuntamento si inserisce nel ciclo di incontri «Gli Arcivescovi e la Chiesa reggina in Età moderna e contemporanea», promosso dalla Deputazione di Storia Patria per la Calabria in collaborazione con l’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova e l’Associazione culturale Anassilaos, con il patrocinio del Comune di Reggio Calabria e il contributo della Biblioteca Pietro De Nava. Si tratta di un percorso avviato nel novembre 2025 che ha attraversato quasi tre secoli di storia diocesana, partito da monsignor Damiano Polou fino al Venerabile Giovanni Ferro, finalizzato a ricostruire di volta in volta il profilo umano e pastorale dei presuli che hanno segnato la vita ecclesiale e civile della città dello Stretto.
Il profilo e l’opera di Gennaro Portanova
Gennaro Portanova, napoletano di nascita, arrivò a Reggio Calabria a quarantatré anni, dopo un percorso intellettuale di particolare rilievo: figlio del medico chirurgo Camillo Portanova e di Mariangela Califano, si è formato presso il collegio dei Gesuiti di Napoli, è stato ordinato presbitero nel 1869 dal cardinale Sisto Riario Sforza e ha maturato una preparazione multidisciplinare, le sue conoscenze, infatti, spaziavano dalla teologia tomistica alla filosofia, dalla matematica alla fisica. Prima di giungere sulle rive dello Stretto era stato vescovo di Ischia, dove si era distinto nell’assistenza alle popolazioni colpite dal terremoto del 1883. A Reggio restò per vent’anni, fino alla morte avvenuta il 25 aprile 1908, pochi mesi prima del catastrofico sisma del 28 dicembre; nel giugno del 1899, papa Leone XIII lo aveva elevato alla porpora cardinalizia: primo e, ad oggi, unico presule reggino a ricevere tale onore da vescovo della città. Il suo episcopato fu carico di iniziative: Portanova riordinò a proprie spese la Biblioteca del Seminario, promosse l’unificazione dei Seminari calabresi in un unico Seminario Regionale, organizzò nel 1893 il primo Congresso Cattolico della Calabria – dal quale scaturì un rinnovato impegno dei laici nella vita ecclesiale – e commissionò allo scultore Francesco Jerace il monumentale pergamo della Cattedrale reggina, con le scene della predicazione di San Paolo. Per il Giubileo del 1900 fece erigere, sempre ad opera di Jerace, il monumento al Redentore sulla collina di Montalto, che ancora oggi domina il panorama della città. Il prof. Focà, che a Portanova ha dedicato anni di ricerca, conosce bene la complessità del personaggio.
I saluti istituzionali
A portare i saluti istituzionali saranno il prof. Giuseppe Caridi, presidente della Deputazione di Storia Patria per la Calabria; la dott.ssa Daniela Neri, responsabile della Biblioteca De Nava; padre Pasquale Triulcio, direttore dell’Archivio Diocesano di Reggio Calabria; e il dott. Stefano Iorfida, presidente dell’Associazione Anassilaos.
L’articolo La figura del Cardinale Portanova a Reggio Calabria nella conferenza di Alfredo Focà proviene da Avvenire di Calabria.















