Sacramenti e Covid, don Casuscelli: «La fede oltre il virus»

La Chiesa si reinventa, "lo streaming aiuta ma genera solitudine. Il rito è in presenza, la Liturgia è azione di Cristo".

Dopo un anno di dura lotta nei confronti del virus, anche le comunità parrocchiali respirano. Stanno per riprendere le celebrazioni delle prime comunioni, delle cresime e dei matrimoni. Ci siamo confrontati con don Nicola Casuscelli, direttore dell’Ufficio liturgico della diocesi di Reggio Calabria - Bova e parroco di Santa Maria del Buon Consiglio in Ravagnese, a Reggio Calabria, che ci ha parlato di come ha vissuto questo anno di privazioni.

«La risposta è semplice: da parroco - esordisce - L’impegno che ho al Buon Consiglio è di servire i discepoli di Cristo in sua rappresentanza e in sua persona, su mandato del vescovo. Pertanto, alla luce della riflessione dei bisogni della Comunità, seguendo le indicazioni ecclesiali e gli impulsi dello Spirito ho cercato di rendermi prossimo a tutti e ciascuno. La domanda che dall’inizio della pandemia mi pongo è: “Come posso dare la consolazione del Signore al popolo a me affidato”? Con il Consiglio pastorale e gli operatori pastorali parrocchiali ci siamo continuamente dovuti reinventare delle azioni di prossimità per ogni membro della parrocchia, con un’attenzione privilegiata rivolta agli ammalati, ai nuovi poveri, alle persone emarginate e particolarmente oppresse dalla solitudine.


Quali attenzioni ha posto per accompagnare i fedeli in questo anno di celebrazioni “distanziate”?
Innanzitutto mi sono impegnato a “radunare” il gregge. Nel tempo del lockdown ho cercato sin da subito di rendermi presente attraverso l’utilizzo dei social (secondo le indicazioni della Cei): vedere la persona amica e rassicurante del parroco per la catechesi e la preghiera ha certamente contribuito alla pace dei cuori. Ritornando in presenza, tutte le massime cautele sono state adoperate nella sanificazione e aerazione dei locali e delle chiese, nel distanziamento fisico durante le catechesi e le celebrazioni, con un maggior sfruttamento delle piazze parrocchiali. L’indole festosa della Liturgia non è mai venuta meno. Streaming e Liturgia... è utile o fuorviante?
La Liturgia è azione di Cristo e della Chiesa per la glorificazione del Padre nello Spirito Santo. La liturgia, quindi, è azione trinitaria e, insieme, azione della Comunità radunata. È memoriale: attualizzazione dell’evento salvifico nell’oggi. Lo streaming, invece, non ha questo potere. Perché una Liturgia sia autentica, quindi valida, sono necessarie le leggi della sacramentalità. Il rito è la struttura perché il Mistero divino si comunichi. I segni, le parole, i gesti informati (vivificati) dallo Spirito Santo creano la comunione con Cristo. Il linguaggio liturgico è speciale, è performativo, creatore. Lo streaming muove le emozioni, trasmette informazioni, ma lascia soli… la Liturgia coinvolge tutto l’umano, unisce i lontani perché li crea in un solo Corpo. Solo nella celebrazione liturgica siamo la Chiesa visibile del Cristo glorioso. Tuttavia, in maniera straordinaria, la diffusione streaming può aiutare a far pregare devotamente quella parte di fedeli fisicamente impossibilitata a radunarsi, soprattutto i malati (inabili ad esser presenti nelle chiese) favorendo per loro il conforto e la compagnia, con l’intercessione per la Comunità radunata, l’intero Corpo ecclesiale e l’umanità attraverso un’unione spirituale nel segno della partecipazione alle sofferenze di Cristo.


Ci sono tante persone che attendono di poter ricevere dalla Chiesa la Benedizione delle loro nozze, alcune coppie hanno rinviato la data del matrimonio già tre volte. La celebrazione dei matrimoni, delle prime comunioni e delle prime confessioni subirà modiche importanti a causa del Covid anche nel 2021?
Bisogna chiedersi cosa sinceramente vogliono i nubendi che hanno più volte rimandato i loro matrimoni. Le motivazioni che ho ricevuto sono state legate ai banchetti nuziali, ai viaggi di nozze, al numero di parenti ed amici, al coprifuoco. Elementi non essenziali per il sacramento. Questo fa, tristemente, denotare la mancanza di fede della maggior parte dei fidanzati. Per cui il problema è a monte, più grave. Diverso è stato per quei fidanzati consapevoli che il sacramento del matrimonio è nel Signore, i quali hanno messo in second’ordine quegli elementi sopraelencati (seppur importanti, ma non necessari) e si sono sposati lo stesso. Per quanto riguarda le prime comunioni e le prime confessioni dei bambini i loro genitori hanno manifestato grande responsabilità e comprensione. Quasi tutte le Comunità parrocchiali hanno celebrato i sacramenti per i fanciulli nell’autunno scorso e chiamato l’arcivescovo per il conferimento del sacramento della cresima ai ragazzi e agli adulti. Attualmente le restrizioni per evitare il contagio dal virus sono tutte in vigore, per cui, in obbedienza alle leggi dello Stato e alle indicazioni della Cei, ogni Comunità si sta organizzando per le proprie celebrazioni parrocchiali.


Prima confessione e prima comunione sono due momenti importanti dal punto di vista della trasmissione della fede: che tipo di consigli si sente di dare ai genitori?
Essere padri ed essere madri: nella genitorialità e nella fede. Ricordare che la terra di Calabria è terra di tanta santità e laboriosità e loro sono i “co-artefici” della santità, della gioia e del progresso dei figli. Testimoniare e far esercitare al dovere ed al sacrificio per formare coscienze solide, responsabili, mature e sapienti. Indicare la via delle virtù cristiane e umane per la bontà del vivere individuale, fraterno e sociale. Essere padri e madri pii, timorati di Dio, pronti al perdono e testimoni di misericordia.

Copyright © Arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova 2021


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