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Il Venerabile Ferro nel Giardino dei Giusti per aver salvato un giovane ebreo durante la guerra

L’11 marzo 2026, il Giardino dei Giusti di Milano ha accolto tra le sue fila il Venerabile monsignor Giovanni Ferro, figura centrale nella storia della Chiesa reggina e già arcivescovo di Reggio Calabria – Bova. Il riconoscimento di Giusto per l’Umanità giunge come tributo a un’esistenza spesa nel segno del coraggio silenzioso, in particolare per l’opera di salvataggio compiuta tra il 1943 e il 1945 presso il Collegio Gallio di Como. Qui, l’allora rettore somasco offrì rifugio a Roberto Furcht, un giovane ebreo di quattordici anni, sottraendolo alle persecuzioni razziali nazifasciste. La cerimonia, svoltasi al Monte Stella davanti a una numerosa platea di studenti, ha visto la partecipazione dei figli di Furcht e delle autorità civili e religiose, legando indissolubilmente la memoria milanese alla testimonianza di carità del presule somasco.

Il conferimento del titolo di Giusto nel Giardino di Milano

Piena gioia viene espressa da Andrea Furcht docente a Milano, e dalla sorella Elisabetta docente a Torino, per il conferimento l’11 marzo 2026 scorso, nel Giardino dei Giusti di Milano, al Monte Stella, al Venerabile Servo di Dio monsignor Giovanni Ferro, del titolo di Giusto per l’Umanità indicato dalla società civile per il 2026. Padre Ferro, prima di essere nominato arcivescovo di Reggio Calabria, nella qualità di rettore del Collegio cattolico Gallio di Como, dall’intensificarsi delle persecuzioni razziali, settembre 1943, fino al termine della guerra mondiale, giugno 1945, ha salvato la vita nascondendolo all’interno dell’istituto educativo, un ragazzino ebreo di 14 anni, Roberto Furcht che negli anni successivi è diventato padre di Andrea ed Elisabetta.

Con monsignor Ferro, il titolo di Giusto 2026 è stato assegnato ad altre 12 personalità italiane e internazionali tra i quali sono annoverati Piero Calamandrei, padre costituente e difensore della Costituzione; Martin Luther King, simbolo della nonviolenza e dei diritti civili; Vivian Silver, attivista israeliana per il dialogo uccisa negli attacchi del 7 ottobre 2023; Reem Al-Hajajreh, attivista palestinese e fondatrice di Women of the Sun; e Aleksandra Skochilenko, artista e attivista russa perseguitata per il suo dissenso contro la guerra all’Ucraina. Personalità cioè, che con il loro operato si sono distinte come Giusti della democrazia, del dialogo e della nonviolenza, e per queste ragioni indicati forti simboli di impegno e eroismo, dall’assemblea dell’Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano, composta da Fondazione Gariwo, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e Comune di Milano.

La cerimonia e la partecipazione della comunità reggina

La cerimonia di consegna delle pergamene di Giusti dell’umanità si è svolta nel Giardino dei Giusti di Milano (realizzato circa venti anni fa dalla Fondazione Gariwo Giusti dell’Umanità), davanti ad un numeroso pubblico, la maggior parte studenti delle scuole milanesi scelti per tramandare in essi la memoria di questi Giusti della società civile. A ritirare la prestigiosa pergamena del titolo di Giusto assegnato al padre somasco Giovanni Ferro, beneamato arcivescovo della diocesi di Reggio Calabria dal 1950 al 1977 e deceduto in riva allo stretto nel 1992, è stato il postulatore avvocato Giuseppe Carlo Rotilio, di Reggio Calabria, che a partire dal 2008 ha seguito la Causa di Beatificazione e Canonizzazione conclusa nel luglio 2019 con la proclamazione del presule reggino a Venerabile Servo di Dio.

Lo stato della causa di canonizzazione in Vaticano

La causa di canonizzazione di padre Ferro sta continuando ancora e si trova nella c.d. “fase romana”, cioè si sta svolgendo davanti al Dicastero per le Cause dei Santi che ha sede nella Città del Vaticano, mirata ad accertare il verificarsi o no di uno o più miracoli, e su incarico dell’arcivescovo metropolita di Reggio-Bova monsignor Fortunato Morrone, continua ad essere seguita dal postulatore avvocato Rotilio.

Il legame con i padri somaschi e il segreto svelato

Alla cerimonia nel Giardino dei Giusti di Milano, tra il numeroso pubblico oltre alla partecipazione gioiosa di Andrea Furcht che con la sorella Elisabetta hanno avanzato la proposta di onorare padre Ferro col titolo di Giusto, ha presenziato una qualificata delegazione di padri somaschi ed ex alunni del Collegio Gallio di Como. L’ha guidata padre Luigi Amigoni, attuale superiore del Santuario dedicato a San Girolamo Emiliani (1467-1537), nel 1767 proclamato patrono della gioventù abbandonata, e fondatore dell’Ordine dei padri Somaschi, i quali nella località di Somasca alle porte di Lecco, hanno fatto erigere la propria casa madre. Padre Amigoni, che è pure direttore della rivista “Vita Somasca”, tra i diversi incarichi rivestiti nel tempo, è stato anche rettore del Gallio di Como ed ha il merito di avere promosso domenica 10 maggio 2009, all’interno del collegio, un riuscitissimo concerto di pianoforti durante il quale l’imprenditore musicale Roberto Furcht ebbe a rivelare in pubblico la vicenda fino ad allora rimasta segreta, del rifugio trovato nel collegio nel settembre 1943, sfuggendo ad una pattuglia di nazisti, grazie all’intervento salvifico del rettore padre Giovanni Ferro.

L’accoglienza dei profughi e la protezione dei perseguitati

Durante la Seconda guerra mondiale, oltre a salvare la vita al ragazzo ebreo Furcht, il rettore somasco Giovanni Ferro, nell’estate 1944 per mesi ospitò nel Collegio decine e decine di profughi italiani in fuga verso la Svizzera; e nascose, dal 25 aprile 1945 al 15 novembre 1945, in fuga dai partigiani, salvando loro la vita e venendo così sottratti alla giustizia sommaria, Vittorio Mussolini figlio del Duce, e altri due familiari dei Mussolini.

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