Tra il 1978 e il 1983, la parrocchia di Scilla è stata guidata da don Pippo Curatola, un presbitero che ha inciso profondamente sulle dinamiche della comunità locale. Durante i suoi cinque anni di mandato, prima di essere nominato Rettore del Seminario Pio XI, il parroco si è distinto per un approccio pastorale incentrato sulla formazione, la riorganizzazione dei gruppi ecclesiali e l’attenzione alle fasce più vulnerabili. Il suo ministero ha interessato diversi ambiti della vita parrocchiale e cittadina, dalla catechesi al rilancio dell’Azione Cattolica e dello scautismo, fino all’impegno per le infrastrutture religiose, favorendo un costante dialogo tra la dimensione spirituale e quella civile della cittadina costiera.
L’arrivo a Scilla e l’attenzione per la catechesi
Molti a Scilla hanno amato e ameranno per sempre don Pippo, per l’incontro che la Comunità ha fatto con lui alla mensa del Signore. Non saranno mai dimenticate le Celebrazioni Eucaristiche con il suo zelo per la Santa Eucaristia e le sue omelie, tutti attenti, anche i bambini, nessun momento e nessuna parola del Sacrificio Eucaristico, veniva perduto. Don Pippo è stato parroco di Scilla dal 1978 al 1983, quando è stato chiamato dal Vescovo a ricoprire il ruolo di Rettore del Seminario Pio XI. Lui è apparso subito uno dalle idee abbastanza chiare e con dei principi ben precisi: chiarezza e lealtà, con un’ansia ed un desiderio indomabile di evangelizzare. Il suo primo impegno è stato quello della formazione dei catechisti, attraverso incontri e ritiri spirituali, fino all’organizzazione di una vera e propria scuola, tutto organizzato con grande entusiasmo, che ha dato alla Parrocchia di Scilla uno dei più bei gruppi di Catechisti della Diocesi.
Il rilancio dell’Azione Cattolica e l’impegno formativo
Nel suo impegno non vi è stato solo l’entusiasmo ma in lui c’è sempre stata la “professionalità” del Pastore, oltre alla carità ed alla fede che lo hanno sempre contraddistinto. Gli incontri del martedì e del venerdì, sono rimasti proverbiali nel cuore di molti, come dei momenti tra i più seri ed i più alti di formazione cristiana. Durante questi anni, massimo è stato il suo impegno profuso per il rilancio dei vari settori dell’Azione Cattolica che ha conosciuto un periodo di vero fervore. L’associazione delle Figlie di Maria ha trovato in lui un pastore stimolante ed un amico sincero.
La rinascita degli Scout e le opere caritative
Gli Scout, che mancavano da Scilla ormai da molti anni, sono rinati come per una promessa fatta ad un Amico. Lui li ha cercati, raccolti e come il Buon Pastore che sa, si è donato a loro perché crescessero nella fede. Forte è stato lo stimolo ed i contenuti che ha dato alla Caritas e alla Conferenza di San Vincenzo, come pure l’impegno per le innumerevoli occasioni di carità create. Non meno importante il ruolo di guida, sempre assunto in prima persona, per i vari Comitati Parrocchiali, il Gruppo Pro-salone e la Filodrammatica.
La promozione culturale e il Consiglio Pastorale
Quando ha ritenuto che la Comunità fosse matura si prodigò con tutto se stesso per la creazione del Consiglio Pastorale, luogo di amore per la verità e per la libertà, dove ciascuno veniva spronato a portare il proprio contributo di esperienza e di fede. La promozione umana e culturale della comunità di Scilla, in don Pippo, è stata preminente, spingendolo a realizzare, all’indomani del suo arrivo a Scilla, il giornale della comunità parrocchiale (sul) La Strada, insieme alla stampa del libro sulla Chiesa dello Spirito Santo ed all’inizio dei lavori per il museo parrocchiale. Frutto di una tensione intellettuale, unita profondamente ad una tensione morale, sempre protesa alla promozione umana.
L’animazione liturgica e il supporto ai più deboli
Don Pippo ci ha fatto riscoprire la bellezza di vivere pienamente tutto l’anno Liturgico, e ritmare così ogni tempo della nostra vita col cammino della Chiesa, alla luce degli insegnamenti di Cristo e, con lo stesso entusiasmo e la stessa fiduciosa certezza, ha trasformato le varie processioni in vere azioni liturgiche. Quotidiano è stato il suo impegno a favore degli ultimi e dei più lontani, che ha sempre cercato con particolare attenzione, costante il suo amore per la Casa della Carità, aprendola al volontariato, ed alla Casa del fanciullo.
I progetti strutturali e il dialogo con la società civile
Tra le tante cose che ha portato avanti, certamente merita un posto particolare il suo impegno per la ricostruzione della Chiesa di San Rocco ed il tanto amato e desiderato progetto dell’abside della Chiesa Matrice. In ogni momento della sua opera evangelizzatrice, ha sempre legato la parola alla vita concreta di ogni uomo, ciò gli ha permesso di non creare nessuna frattura tra la società civile di Scilla e la Comunità cristiana. Ha saputo portare ad unità ogni cosa nella pluralità di esperienze, di situazioni e di idee e ha sempre cercato il bene di tutti e di ciascuno, ricercando sempre ciò che univa e mettendo da parte tutto ciò che divideva, sempre nella verità e con spirito di Carità.
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