Nel cuore dell’area grecanica, dove le pietre raccontano secoli di storia e di spiritualità, la comunità ha saputo ritrovare se stessa attraverso un gesto di memoria condivisa. È in questo contesto di riscoperta delle proprie origini che ha preso forma il Presepe Vivente a Palizzi Superiore, un’iniziativa capace di trasformare i vicoli del borgo in un palcoscenico di fede autentica. Non si è trattato soltanto di una rievocazione scenica, ma di un vero e proprio laboratorio di socialità che ha riaperto porte ormai chiuse da tempo, riaccendendo la luce in angoli del paese che rischiavano l’oblio.
La manifestazione ha rappresentato un ponte tra le generazioni, unendo l’entusiasmo dei giovani alla saggezza degli anziani sotto la guida pastorale attenta e partecipe. In un tempo in cui spesso prevale l’individualismo, la risposta corale della popolazione ha dimostrato come la parrocchia e le tradizioni possano ancora fungere da collante sociale formidabile. Attraverso la cura dei dettagli e la fatica condivisa, il sacro si è fatto strada nella quotidianità, offrendo ai visitatori e ai residenti un’esperienza di bellezza che va oltre la semplice rappresentazione folkloristica, toccando le corde della spiritualità più profonda.
Un nuovo inizio per la comunità
E iniziammo a scrivere una nuova storia. Inizia così l’idea di alcuni di noi giovani, insieme al Parroco, Mons. Can. Leone Stelitano, di riscrivere la storia del nostro piccolo borgo: Palizzi Superiore, posto unico per tutti noi, pieno di ricordi e di luoghi da rivivere. Una rappresentazione che abbiamo definito un’opera d’arte collettiva, un prodotto dell’impegno e della passione di tutta la comunità locale. L’evento ha coinvolto dai più piccoli ai più grandi. Lo spirito che ha animato tutti, dalla fase organizzativa, alla realizzazione e allo svolgimento è stato veramente eccezionale: armonia, collaborazione, condivisione, gioia e serenità, hanno fatto trascorrere giorni indimenticabili.
L’impegno per la realizzazione delle scene
Eh si, giorni, perché proprio in poco tempo abbiamo cercato di dar vita al presepe. Con tutte le nostre forze e soprattutto la nostra volontà, ci siamo adoperati, sin da subito, a sistemare nel migliore dei modi tutto il percorso e le locande che hanno ospitato la rappresentazione. Tanta fatica ma anche tanta gioia nel rivedere tante case aperte, sentire le voci di tutti tra le vie o dentro le case che avevano le porte aperte come succedeva una volta, quando in quelle viuzze giocavamo da piccoli per poi trascorrere le nostre domeniche dai nonni. Tanta emozione e dolci ricordi hanno tirato fuori, in noi, quella voglia di ridare vita a luoghi del paese che forse erano quasi dimenticati.
Il significato spirituale e i figuranti
Il Presepe Vivente, ma in particolare la rappresentazione della Natività, incarna la fede, la tradizione e la connessione tra le persone e la loro spiritualità. Un’esperienza che parla direttamente al cuore. Molti i figuranti, adeguatamente vestiti con abiti che rievocavano i tempi antichi, supportati dalle musiche degli zampognari e dalla voce incantevole di Delia Traclò e dal coordinamento server del professore Rocco Saccà.
Dal percorso nel borgo antico allo spettacolo dei Mattanza
Alle h. 18:00 si è aperto il percorso per ammirare le varie postazioni: entrare nella parte bassa del paese tra case vecchie, catoi, grotte, palmenti, viuzze strette tra rocce e antiche abitazioni, quasi ruderi. Alle h. 20:00 l’arrivo dei Re Magi alla grotta e a seguire in Piazza Umberto I°, l’associazione culturale dei Mattanza (patrocinata dal comune di Palizzi), ha eseguito la rappresentazione della vita di San Giovanni Battista. Lo spettacolo ha esordito grande successo e gradita è stata la presenza di tutti, con tanti bambini che in piazza giocavano e si divertivano in un clima che io definisco “festa di paese”: una festa che scalda i cuori e unisce tutti.
Momenti di convivialità e ringraziamenti
Al termine della manifestazione, la serata è proseguita con la degustazione, nei vari stand, di prodotti tipici locali: zeppole, maccheroni, panini, vino e dolci. La serata si è conclusa a notte inoltrata, con grande soddisfazione da parte di tutti noi e con il grande desiderio di proporre altre iniziative aggregative che permettono di radunare, accogliere e far vivere tutti in armonia, gioia e comunione. Mi sento, inoltre, di rivolgere un caloroso ringraziamento a Mons. Can. Leone Stelitano per averci dato l’opportunità di organizzare assieme questa meravigliosa rappresentazione. Un enorme grazie va a tutti i partecipanti e a coloro che hanno lavorato sodo e che mi hanno dato la gioia di condividere, insieme, idee e novità rappresentative nel poter dare, insieme, al nostro paese un volto nuovo, un cuore caldo che palpita di ricordi e voglia di progresso sempre insieme.
L’articolo Il Presepe Vivente a Palizzi Superiore unisce fede e memoria nel borgo che rinasce proviene da Avvenire di Calabria.














