Ai Overview: Il progetto teatrale “I giovani raccontano Francesco e Chiara”, nato nell’Area Grecanica della provincia di Reggio Calabria come risposta alle fragilità sociali del territorio, fa tappa in Campania. Dopo una preparazione che ha coinvolto cinquantuno persone, diverse associazioni e il mondo della scuola nella rilettura del noto musical “Forza venite gente”, lo spettacolo va in scena anche ad Avellino venerdì 21 agosto. L’evento si inserisce all’interno di un gemellaggio tra l’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova e la diocesi di Avellino, promosso dai rispettivi pastori, Monsignor Fortunato Morrone e Monsignor Arturo Aiello. L’iniziativa, che si aggiunge al percorso formativo per l’occupazione giovanile “Hub Porto”, ha lo scopo di creare un confronto diretto tra le due comunità del Mezzogiorno, mettendo al centro del progetto il contributo pratico dei giovani e l’applicazione attuale del messaggio francescano.
L’impegno nell’Area Grecanica attraverso il teatro
Cinquantuno persone, cinque associazioni, una scuola, un anno di prove, quattro laboratori e mille spettatori ad assistere alla prima: il progetto «I giovani raccontano Francesco e Chiara» è nato così, nell’Area Grecanica di Reggio Calabria, tra i comuni di Melito di Porto Salvo e Roghudi, un territorio segnato da fragilità sociali, spopolamento giovanile e dalla presenza della ‘ndrangheta. Il messaggio francescano è stato ripreso e utilizzato come «monito» per sollecitare la comunità a contrastare ogni forma di sopruso. I cinque partner coinvolti (Arcadia Aps, Etoile dance, Kronos Arte, Professional Music Academy, Giovani per la Pace – Comunità di Sant’Egidio e l’Istituto di istruzione superiore “Familiari”) hanno scelto di rileggere «Forza venite gente», il musical dei fratelli Castellacci, come occasione educativa e sociale.
Il gemellaggio tra le diocesi e l’arrivo in Irpinia
Venerdì 21 agosto, alle 21:00, quello stesso spettacolo approda al Parco Palatucci di Avellino, nella rassegna «Teatro al Parco»: l’iniziativa nasce da un gemellaggio voluto dalle due diocesi rappresentate, rispettivamente, dall’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, Monsignor Fortunato Morrone, e dal vescovo di Avellino, Monsignor Arturo Aiello, con l’appoggio della Caritas diocesana. Una collaborazione che non si esaurisce nella serata teatrale: i giovani reggini avevano già portato nel capoluogo irpino «Hub Porto», percorso di formazione e sviluppo ideato da Morrone per accompagnare i ragazzi del territorio verso competenze concrete e opportunità di lavoro. Il musical rappresenta un passo ulteriore di un cammino comune, fondato sulla convinzione dei due presuli di costruire con i giovani momenti di comunione tra realtà diverse che hanno deciso di confrontarsi per affrontare insieme difficoltà e responsabilità.
I ragazzi sul palco tra inclusione e volontariato
Nella versione portata a teatro sono gli stessi ragazzi a raccontare la vita di Francesco e di Chiara, dalla scelta della povertà sino all’incontro tra i due. Nel cast sono stati inseriti ragazzi con bisogni speciali, coinvolti nelle attività creative e artistiche, e il volontariato ha rappresentato il motore di tutte le attività organizzative: ogni fase, infatti, è stata curata e resa possibile da persone che hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro competenze. Il “linguaggio universale dell’arte”, tradotto in un musical dove i giovani sono i protagonisti, in effetti, permette di raccontare in modo ancora più suggestivo quella che può essere definita una vera e propria “storia senza tempo” e di trasmetterne l’insegnamento.
Un confronto tra le comunità del Sud
Il teatro diventa il luogo in cui due comunità del Mezzogiorno si incontrano, si riconoscono nelle stesse fatiche e scelgono di condividere un’esperienza nata dal basso, all’insegna della speranza: lo scopo resta quello di far emergere l’attualità del messaggio francescano di fraternità e pace fondato sulla cura reciproca e sulla scelta del Bene, sull’attenzione verso le fragilità e sull’amore per il creato.
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