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Formatori a confronto: a Salerno l’incontro nazionale su itinerari formativi nei Seminari

Si è tenuto a Salerno, dal 2 al 4 settembre, l’Incontro Nazionale dei Formatori dei Seminari, promosso dalla Commissione Episcopale per il clero e la vita consacrata della CEI. Tre intense giornate di studio, scambio e comunione, con relazioni e laboratori dedicati alla nuova Ratio Nationalis, alla sinergia tra formatori e alla personalizzazione dei percorsi vocazionali.

Formazione presbiterale e nuova Ratio Nationalis: un cammino condiviso

Salerno, 2-4 settembre 2025 – Si è svolto nella splendida cornice del Grand Hotel di Salerno, con il suo affaccio mozzafiato sul golfo, l’Incontro Nazionale per i Formatori dei Seminari. In un contesto di straordinaria bellezza che ha favorito un clima di riflessione e comunione, formatori e responsabili della formazione presbiterale si sono ritrovati per confrontarsi sul tema: «Costruire itinerari formativi secondo la nuova Ratio Nationalis».

Un tema centrale, che ha fatto da filo conduttore per l’intero evento, promosso dalla Commissione Episcopale per il clero e la vita consacrata della Cei, presieduta da monsignor Stefano Manetti, vescovo di Fiesole, che ha aperto i lavori con un intervento ricco di stimoli teologici e pastorali.

La partecipazione calabrese e il contributo dei seminari regionali

Tra i partecipanti, significativa è stata anche la presenza calabrese. Per il Seminario Regionale San Pio X di Catanzaro hanno preso parte all’incontro il rettore don Mario Spinocchio, accompagnato dagli educatori don Giovanni Marotta e don Antonio Gennaro. Dal Seminario Arcivescovile Pio XI di Reggio Calabria erano presenti il rettore don Simone Vittorio Gatto e il padre spirituale p. Gabriele Bentoglio. Per la diocesi di Locri-Gerace ha partecipato invece don Antonio Peduto, responsabile del percorso propedeutico.

Cinque sessioni di confronto tra teologia, psicologia ed educazione

L’agenda, articolata in cinque sessioni, ha ospitato interventi autorevoli e momenti di approfondimento tra teoria e prassi educativa. Il primo a prendere la parola, subito dopo l’introduzione, è stato don Domenico Cravero, sacerdote, psicologo e psicoterapeuta della diocesi di Torino, che ha riflettuto sul tema della sintesi umana e spirituale come cuore del processo formativo. La sua relazione ha sottolineato la necessità che il percorso del seminarista conduca a una maturazione interiore che lo renda «consapevolmente libero per Dio e per gli altri», come recita anche il documento La formazione dei presbiteri.

Nella mattinata del 3 settembre si è entrati nel vivo della seconda sessione, curata dall’Ufficio Nazionale per la pastorale delle vocazioni, che ha proposto una riflessione sulla dinamica del lavoro in équipe. È stato ribadito come la comunione presbiterale non sia solo un valore da insegnare, ma soprattutto da testimoniare all’interno delle comunità formative, con una logica di sinergia e formazione continua condivisa.

Progettazione educativa e comunità formative sinodali

La terza sessione, tra le più dense, ha affrontato il tema degli strumenti di progettazione in ambito educativo e comunitario. Don Gianni Caliandro, rettore del Pontificio Seminario Regionale Pugliese Pio XI, ha approfondito le caratteristiche di una comunità formativa capace di accompagnare i seminaristi in un’adesione libera e gioiosa alla sequela del Signore. Subito dopo, monsignor Daniele Gianotti, vescovo di Crema e presidente del Comitato Cei per gli studi superiori di teologia e scienze religiose, ha parlato delle relazioni tra seminari e strutture accademiche, sottolineando l’importanza di un’unità del sapere teologico centrata in Cristo.

Nel pomeriggio, don Michele Gianola, direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale delle vocazioni, ha illustrato il modello delle comunità vocazionali semi-residenziali per adolescenti, un’esperienza che si sta affermando in risposta ai cambiamenti culturali e alla crisi delle vocazioni. Infine, don Andrea Turchini, rettore del Seminario Pontificio Regionale Flaminio Benedetto XV, ha trattato il delicato tema della verifica delle esperienze pastorali, indicando la necessità di una circolarità tra vita pastorale, studio teologico, vita liturgica e discernimento personale.

Spiritualità e arte nel cuore di Salerno

A concludere la giornata è stata una visita spirituale e culturale nel cuore della città di Salerno. I partecipanti hanno potuto visitare la Cattedrale, con la cripta di san Matteo, luogo sacro e simbolico, dove si è tenuta anche la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Salerno, monsignor Andrea Bellandi. A seguire, la visita al Museo Diocesano, che conserva opere d’arte di valore inestimabile, tra cui gli avori salernitani e un prezioso rotolo miniato dell’Exsultet, si è conclusa con una cena conviviale negli stessi spazi del museo.

Personalizzazione dei percorsi e vocazione come unicità

Il terzo giorno, giovedì 4 settembre, ha segnato il momento di sintesi e rilancio. La quinta sessione ha visto protagonista il prof. Franco Vaccari, docente alla Pontificia Università Lateranense e presidente della comunità di Rondine – Cittadella della Pace. La sua relazione ha approfondito il tema della personalizzazione dei percorsi formativi, invitando i formatori a costruire itinerari capaci di valorizzare i talenti e le storie personali di ogni seminarista, nella consapevolezza che ogni vocazione è unica. I tavoli di lavoro successivi hanno permesso ai partecipanti di confrontarsi direttamente sui contenuti ascoltati.

Sintesi finale e rilancio della formazione presbiterale

A chiudere i lavori, ancora una volta, è stato monsignor Stefano Manetti, che ha offerto una visione sintetica dell’intero percorso compiuto durante le giornate di studio, ribadendo l’urgenza di una formazione presbiterale integrale, sinodale, dinamica e profondamente umana, capace di affrontare le sfide dell’oggi senza perdere il riferimento alla centralità di Cristo.

L’Incontro nazionale dei formatori si è confermato come uno degli appuntamenti più significativi per la formazione del clero in Italia. Un’esperienza che ha saputo coniugare la bellezza del luogo con la profondità dei contenuti, offrendo ai formatori strumenti concreti e rinnovato slancio per il loro delicato compito educativo.

L’articolo Formatori a confronto: a Salerno l’incontro nazionale su itinerari formativi nei Seminari proviene da Avvenire di Calabria.