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Festa della Madonna della Consolazione, l’arcivescovo Morrone: «Questa città non crescerà se non insieme»

Ai Overview: L’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, Fortunato Morrone, ha incentrato l’omelia del pontificale per la Madonna della Consolazione sul tema del perdono evangelico. Commentando il brano di Matteo, il presule ha evidenziato il contrasto tra la logica umana, spesso incline al rancore e alla vendetta, e la misericordia senza misura di Dio. La riflessione si è poi allargata alla dimensione civica, trasformando il perdono in un richiamo alla giustizia sociale. Morrone ha rivolto un preciso appello alla classe politica e ai cittadini, invitandoli a superare le sterili contrapposizioni per lavorare insieme, con corresponsabilità, allo sviluppo e al bene comune della città.

La riflessione sul perdono evangelico

L’arcivescovo Fortunato Morrone ha posto al centro dell’omelia del pontificale celebrato ieri mattina durante i festeggiamenti patronali della Madonna della Consolazione una domanda dell’apostolo Pietro: quante volte occorre perdonare chi ci fa del male? La pagina di Matteo propone il tentativo dell’apostolo di stabilire un limite, sette volte, ben oltre il massimo di tre previsto dalla tradizione giudaica. La risposta di Gesù, ha osservato il presule, «stravolge il modo di pensare di Pietro e pure il nostro», poiché sposta lo sguardo sulla magnanimità di Dio, il cui perdono resta senza misura.

Le dinamiche comunitarie e il rifiuto della vendetta

Il brano appartiene al capitolo 18 di Matteo, dedicato ai rapporti dentro la comunità cristiana, una comunità non al riparo dalla logica mondana del potere, che erode dall’interno i legami più significativi. Di qui la correzione fraterna, che salvaguarda la dignità di chi sbaglia: «Il peccato, va condannato e denunciato, ma il peccatore deve essere accolto e sciolto dagli esiti del male commesso». Ampio spazio ha avuto il desiderio di vendetta, perché l’espressione rancorosa «te la farò pagare», ha ricordato l’arcivescovo, dall’antichità a oggi ha prodotto morte e distruzione, e resta estranea a Dio. Nella parabola del Vangelo proclamato in Cattedrale, il re condona un debito enorme, centoquaranta tonnellate d’oro, mosso soltanto da compassione. Lo stesso servo, poco dopo, aggredisce un compagno di lavoro per una somma irrisoria, mezzo chilo d’argento…il contrasto risulta brutale, perché l’occhio per occhio resta radicato in ciascuno nonostante il perdono ricevuto da Dio.

L’impatto del perdono sulla giustizia sociale

Un altro spunto dell’omelia è arrivato dal termine con cui il re apostrofa il servo ingrato: malvagio, l’appellativo che in Matteo designa il diavolo e che ritorna nel Padre nostro: «Il maligno, che si contrappone al Dio della vita e della misericordia annunciato e vissuto da Gesù – ha dichiarato Morrone – può essere ciascuno di noi quando, per il cuore indurito, non si è più capaci di perdonare». Chi non riconosce il perdono ricevuto semina morte dentro le comunità ecclesiali, sociali, politiche e culturali. Quindi il passaggio alla città: il perdono diventa per i credenti «il propulsore di ogni giustizia sociale», e chiama in causa amministratori e politici, chi ha responsabilità nella cultura, nella scuola, nell’imprenditoria e nella sanità, insieme ai cittadini, chiamati a un senso civico all’altezza dell’orgoglio di abitare una delle città più belle del Paese. Ai politici cristiani Morrone ha chiesto di uscire «dal guscio autoreferenziale della sterile contrapposizione tra schieramenti» e di cercare i punti di contatto in vista del bene comune. Quindi, la conclusione del presule reggino è una diretta consequenza di quanto affermato in precedenza: «questa città non crescerà se non insieme nella corresponsabilità sociale, politica e culturale di tutti».

Il richiamo mariano alla misericordia

A poche ore dall’arrivo del Quadro della Madonna della Consolazione in Duomo, l’invito finale è arrivato direttamente dalle Maria, che nel Magnificat ha cantato la misericordia inesauribile di Dio, radice di ogni fraternità possibile: «Fate quello che Gesù vi dice».

L’articolo Festa della Madonna della Consolazione, l’arcivescovo Morrone: «Questa città non crescerà se non insieme» proviene da Avvenire di Calabria.