L’arcivescovo di Reggio Calabria – Bova si rivolge ai quattro aspiranti sindaco alla vigilia del voto del 24 e 25 maggio. L’invito a una campagna elettorale schietta e a convergere, dopo le elezioni, sui temi che contano per la città.
L’appello ai candidati e il valore della politica come “carità”
A un mese esatto dalle urne, l’arcivescovo di Reggio Calabria – Bova, Fortunato Morrone, ha inviato una lettera ai candidati a sindaco (qui la versione integrale) del Comune di Reggio Calabria, proprio il 23 aprile, festa di San Giorgio Martire, patrono della Città dello Stretto. Il presule si è rivolto direttamente ai quattro candidati — Domenico Battaglia, Francesco Cannizzaro, Eduardo Lamberti Castronuovo e Saverio Pazzano — per consegnare loro alcune parole che hanno il tono del pastore. Prima, però, Morrone parte da un gesto di riconoscimento, esprime «stima e gratitudine» a chi si mette in gioco per la cosa pubblica, consapevole che si tratta di «un compito arduo ed esigente». In apertura del testo richiama il punto di vista di Pio XI e Paolo VI sulla politica come «forma più alta di carità», definendo la carità stessa come «la conversione dall’amore egoistico e distruttivo all’amore verso tutti», a fondamento della civiltà della Verità, della Giustizia e della Pace. Il contesto viene, poi, attenzionato dal presule: Morrone colloca la competizione elettorale reggina dentro uno scenario geopolitico che definisce «complesso e difficile», segnato da un «clima di ostilità e di contrapposizioni rissose e violente» e dalla «sofferenza dei deboli e degli innocenti mascherata da ragion di Stato e da ideali falsamente religiosi». Da questa analisi scaturisce una chiara esigenza di Morrone: chiede ai candidati «stili e posture di dialogo autentico, certamente dialettico, ma temperato e rispettoso delle posizioni diverse e delle persone».
Un invito alla sobrietà e il “Cantiere della passione politica”
Morrone, più avanti, precisa di credere che una campagna elettorale debba compiersi «puntando sulle poche cose realmente praticabili ed evitando di generare illusioni e delusioni nella nostra gente», mettendo da parte la «retorica politica fatta di slogan e promesse»; il suo invito alla sobrietà è fondato sulla sua esperienza: l’arcivescovo, infatti, ricorda di aver incontrato negli anni «non pochi sindaci» del territorio diocesano, convinto che la Chiesa debba «farsi compagna di strada nelle gioie e nelle sofferenze della gente e di coloro che sono chiamati ad amministrare un Comune». È in questa logica di accompagnamento che Morrone richiama l’esperienza sinodale del «Cantiere della passione politica», un laboratorio promosso dalla Chiesa reggina che ha messo insieme amministratori locali di tutti gli schieramenti per dialogare «liberamente e nella distinzione dei ruoli» sui bisogni del territorio. Da quel percorso, spiega l’arcivescovo, sono emersi alcuni punti concreti sui quali sarebbe auspicabile che tutte le forze politiche trovino «ispirazione e convergenza» una volta costituita la nuova amministrazione.
Giovani, beni comuni e capitale umano
Ne indica tre in particolare: una città pensata «a misura di ragazzi e giovani», capace di ascoltarli e coinvolgerli nella costruzione del loro futuro; la custodia del patrimonio naturalistico e artistico-culturale, con un’attenzione specifica ai «non-luoghi» abbandonati e vandalizzati che «chiedono una nuova vita»; la valorizzazione del «capitale umano», quella ricchezza di esperienze individuali e associative che fatica a trovare sintesi e che potrebbe far compiere alla città «un reale salto di qualità».
Nella parte conclusiva della lettera, Morrone allarga lo sguardo oltre la competizione elettorale, riprende le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, pronunciate alla Settimana sociale dei cattolici italiani di Trieste nel 2025, secondo cui la partecipazione democratica «non si riduce a un semplice aspetto procedurale» ma «presuppone lo sforzo di elaborare una visione del bene comune» in cui si intreccino «libertà individuali e aperture sociali, bene della libertà e bene dell’umanità condivisa».
L’augurio alla nuova amministrazione
L’arcivescovo chiude con un augurio che diventa preghiera: che la nuova amministrazione e le opposizioni «siano una vera benedizione per questa città, un esempio di alta e lungimirante politica per il territorio della nostra città e per la nostra Calabria». L’auspicio, insomma, è che il confronto elettorale trovi compimento in una capacità di governo e di opposizione all’altezza delle attese di una comunità che, come Morrone lascia intendere tra le righe, di promesse vane ne ha già ricevute abbastanza.
L’articolo Elezioni comunali a Reggio Calabria, l’arcivescovo Morrone scrive ai candidati: «Servono dialogo e rispetto» proviene da Avvenire di Calabria.















