Ottant’anni, 57 dei quali spesi al servizio della Chiesa, della cultura e del giornalismo: la vita di monsignor Filippo Curatola, don Pippo per tutti, è un intreccio di fede, filosofia e passione per la comunicazione che ancora oggi illumina la comunità.
Un compleanno che racconta una storia di servizio
Ottant’anni, 57 dei quali spesi al servizio della Chiesa, della cultura e del giornalismo. Monsignor Filippo Curatola, per tutti don Pippo, nato a San Lorenzo il 19 settembre 1945 e ordinato presbitero il 21 settembre 1968, è stato protopapa della Cattolica dei Greci. Oggi è canonico del Capitolo Metropolitano e rettore del Santuario di San Francesco di Sales di Reggio Calabria. Ma nella memoria collettiva rimane soprattutto lo storico direttore di Avvenire di Calabria, che ha guidato ininterrottamente per 34 anni, fino al 2015.
È uno speciale compleanno quello che don Pippo festeggerà domani, celebrando una Santa Messa alle 18:30 al Santuario di Sales in via Reggio Campi, di cui è rettore. Un’occasione per ricordare il lungo percorso intrapreso al servizio della verità, vissuto intrecciando il ministero sacerdotale e l’insegnamento della filosofia con la passione per la comunicazione e per la scrittura. Al suo congedo, il 1° marzo 2015, il settimanale diocesano gli dedicò un numero monografico dal titolo eloquente: “Tra giornalismo e poesia. Ogni pagina è Vita”.
Le testimonianze: un’eredità preziosa
Nelle parole dell’allora arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, si colse il senso di un’eredità preziosa: «Ho voluto dare a questo mio scritto come titolo Passaggio di testimone, proprio perché credo che tutto il lavoro di don Pippo in questi anni si sia sviluppato all’insegna della testimonianza di quella simbiosi tra fede e ragione, che gli ha consentito di saper leggere gli avvenimenti che si sono susseguiti lungo gli anni, da lui raccontati con intelligenza e passione, con la ragione dell’uomo che cerca, ma anche con la fede del sacerdote, che osserva e orienta a partire anche da Dio».
Anche l’emerito Vittorio Mondello volle sottolineare la portata ecclesiale di questo impegno: «È dovere mio personale, essendo stato Arcivescovo di Reggio Calabria – Bova per 23 anni, cioè quasi due terzi della sua guida del settimanale, sia come suo amico, ringraziarlo sinceramente per l’intelligente prolungato servizio reso alla comunità con passione, competenza e amore. La sua Direzione ha portato il nostro settimanale ad essere molto apprezzato non solo in diocesi, ma anche in tante regioni italiane».
Una direzione capace di innovare
Testimonianze che raccontano l’impronta di un direttore capace di unire competenza e umanità, di guidare il giornale nel passaggio dall’era della tipografia a quella digitale (Avvenire di Calabria è tra i primi giornali online, dal 2001 sul web proprio sotto la sua direzione), di formare generazioni di collaboratori.
A suggello della storia di monsignor Filippo Curatola, rimane il suo congedo dalla direzione annunciato attraverso la rubrica Pensieri per il Viandante: «Si chiude questa rubrica. Ma si chiude, con essa, una lunga pagina di storia. Porto nel mio cuore un insieme di volti – non solo quelli dei vescovi, da Ferro a Sorrentino, da Mondello a Morosini – ma i volti dei miei collaboratori… di quanti, specialmente, mi sono stati accanto per darmi una mano, con immenso affetto. E, con loro, custodisco nel silenzio una miriade di volti, noti e sconosciuti. I vostri, cari Lettori. Vi ho avuti sempre davanti quando scrivevo. Scrivere “guardando”, ascoltando, dialogando».
Una scelta non casuale, quella di congedarsi, proprio all’interno di quella rubrica che, pur in penultima pagina, era la prima ad esser letta dai lettori. Non che non si cogliesse, sin dalla prima pagina del giornale, l’armonia della buona ed efficace comunicazione, con gli editoriali, con la cronaca, i fatti della società, della cultura, della politica e della vita della Chiesa locale.
Punto di riferimento
Pur nel mutato scenario mediatico degli ultimi decenni, nell’orizzonte editoriale dell’Avvenire di don Pippo, è rimasta costante l’idea di venire a dialogo con la realtà e col mondo in cui la Chiesa si trova a vivere, nella consapevolezza che la comunicazione è un’esigenza nativa e interiore della Chiesa stessa.
La direzione di don Pippo ha traghettato il giornale da vecchio e glorioso organo d’informazione della diocesi, che ha avuto alla direzione altri illuminati e intelligenti pastori, verso un mondo moderno che richiedeva una capacità nuova nella guida, per affrontare nel modo giusto il cambiamento del linguaggio e l’innovazione tecnologica continua.
Ecco perché, ancora oggi, a ottant’anni, monsignor Curatola rimane un punto di riferimento discreto e luminoso non solo per la comunità reggina e calabrese, ma anche per quanti si avvicinano, o l’hanno già fatto da diversi anni, al mondo dell’informazione. Esempio di come il giornalismo possa diventare davvero missione e poesia e trasformare ogni pagina in vita.
Orizzonti a cui tendere e che l’allora direttore di Avvenire di Calabria faceva intravedere alla sua terra ma che immediatamente diventavano “avvenire” per tutti.
L’articolo Don Pippo Curatola compie 80 anni: una vita tra Chiesa, filosofia e giornalismo proviene da Avvenire di Calabria.














