Un momento di raccoglimento comunitario ha segnato l’inizio del percorso quaresimale per la Chiesa reggina. Nella Cattedrale, l’arcivescovo Fortunato Morrone ha presieduto la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri, offrendo ai fedeli una chiave di lettura profonda per vivere queste settimane di preparazione alla Pasqua. Lontano dall’essere un mero adempimento rituale o una somma di privazioni, il tempo forte che si apre viene descritto dal presule come un’opportunità per riorientare radicalmente la propria esistenza. Al centro della riflessione non vi è l’accumulo di opere meritorie, ma la necessità di ristabilire una connessione autentica con il messaggio evangelico, ponendo Cristo come unico vero punto di riferimento per non smarrire la direzione nel cammino della vita quotidiana.
L’avvio dei quaranta giorni
Il Mercoledì delle Ceneri apre il tempo di Quaresima di questo 2026. In Cattedrale la celebrazione officiata dall’arcivescovo monsignor Fortunato Morrone. «Con l’imposizione della cenere sulla nostra testa abbiamo avviato questi quaranta giorni di conversione» spiega monsignor Morrone.
Cambiare prospettiva
«Questa parola anche nel nostro linguaggio ecclesiale e religioso viene tante volte ridimensionata, o banalizzata. Ma la sostanza è questa: siamo chiamati a convertirci al Signore, al Vangelo. Perché Gesù ha iniziato la sua predicazione con queste parole che troviamo nel Vangelo di Marco, “convertitevi”». Questo non vuol dire solo cambiare modo di pensare ma «cambiare prospettiva di vita, di sguardo». Ma aderire alla «novità di vita che è Gesù, questa è la novità. Il resto viene dopo».
Il primato di Cristo sulle opere
Perché «Gesù non ci chiede di compiere opere buone, questo è già nel cuore dell’uomo che è capace di compiere opere buone così come anche di compiere il male addirittura. La conversione non è compiere gesti clamorosi che siano benefici o religiosi in sé, ma volgere il nostro sguardo, la nostra intelligenza, la nostra vita a Gesù, a tenere lo sguardo fisso su di lui. Perché se perdiamo lui come riferimento della nostra vita prima o poi sbaglieremo direzione, falliremo la nostra esistenza».
Da qui l’augurio dell’arcivescovo per questo cammino di Quaresima: «che noi cristiani riprendiamo il Vangelo nelle mani perché entri di più nel nostro cuore. È come metterci ai piedi del Signore e imparare da lui a vivere da cristiani, non solo da uomini e donne bravi. Anche chi non ha la nostra speranza compie opere belle, ma c’è una bellezza più grande che da senso a tutto che è il volto di Gesù, il suo stile di vita, il suo Vangelo che ci ha offerto un mondo diverso, completamente nuovo di immaginare Dio. Un Dio della misericordia, un padre che non smette mai di farci ripartire settanta volte sette».
Strumenti per la volontà e l’invito del Papa
Penitenza, digiuno, preghiera sono certo associati a questo tempo forte «strumenti per rafforzare i muscoli della nostra volontà, della nostra libertà, del nostro cuore perché il cammino dietro Gesù non è scontato. Bisogna sempre ripartire perché lui è sempre davanti e non dobbiamo in qualche modo in-seguirlo». Dunque conclude monsignor Morrone: «convertiamo il nostro sguardo al Signore Gesù, il resto viene dopo» quindi l’invito «ad ascoltare, a leggere quello che Papa Leone ci sta comunicando soprattutto in questi ultimi interventi all’inizio della Quaresima. Questo ci da forza e insieme come Chiesa, come singoli, camminiamo dietro Gesù autore della nostra fede. Colui che da speranza e da sostanza al nostro amore dentro al nostro quotidiano».
L’articolo Ceneri, monsignor Morrone: «Convertirsi significa volgere lo sguardo a Gesù, non solo compiere opere buone» (video) proviene da Avvenire di Calabria.















