Nella Basilica Cattedrale di Reggio Calabria si è tenuta la celebrazione del precetto pasquale interforze, un appuntamento liturgico dedicato alle Forze dell’ordine, ai Corpi militari e alle Istituzioni civili del territorio. La funzione religiosa è stata officiata dall’arcivescovo metropolita, monsignor Fortunato Morrone, alla presenza delle autorità locali. In rappresentanza dell’amministrazione comunale ha partecipato il sindaco facente funzioni Domenico Battaglia, il quale ha delineato l’importanza di una solida collaborazione istituzionale. Il suo intervento si è focalizzato sulla necessità di garantire la sicurezza e lo sviluppo civile, evidenziando il dovere di operare al servizio della collettività e ricordando la testimonianza di don Italo Calabrò in favore dell’inclusione sociale e del supporto ai più fragili.
La celebrazione del precetto interforze in Cattedrale
Celebrato nella mattinata di ieri nella Basilica Cattedrale il precetto pasquale interforze; consueta occasione liturgica in onore delle Forze dell’ordine, degli altri Corpi ed Istituzioni, civili e militari, dello Stato. La santa messa è stata celebrata dall’ arcivescovo metropolita della diocesi di Reggio Calabria-Bova: monsignor Fortunato Morrone. In rappresentanza del Comune era presente il sindaco ff Domenico Battaglia il quale ha voluto ribadire l’importanza del ruolo della presenza dello Stato sui nostri territori; a garanzia delle condizioni di sicurezza e di sviluppo civile, sociale e morale.
Il ruolo delle Istituzioni e l’impegno verso i giovani
«Siamo sempre grati – ha dichiarato- al lavoro quotidiano svolto dai vari Corpi in città, perché a loro è demandato un ruolo delicato che non si limita al far rispettare la legge ma a testimoniare il valore della convivenza civile attraverso un’opera instancabile di testimonianza di giustizia; soprattutto tra i giovani».
«Ecco perché oggi – ha continuato – la nostra presenza qui non può e non deve essere un presidio formale ma un supporto fattivo e collaborativo con l’insieme delle Istituzioni che diventa parte integrante di tutta la comunità educante».
L’eredità morale di don Italo Calabrò
«Dobbiamo fare nostra, per il ruolo che ricopriamo, l’eredità morale di Don Italo Calabrò – ha concluso Battaglia – i cui insegnamenti, anche ai nostri giorni, conservano intatta la loro attualità: l’invito ad amare tutti coloro che si incontrano lungo la propria strada, nessuno escluso, mai; richiamando così il comandamento del Signore. Lavoriamo, quindi, con questo valore a fondamento delle nostre azioni: servire la propria comunità non lasciando indietro nessuno».
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