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Arrivo reliquia San Francesco Bisignano: l’intervista al Ministro Provinciale Mario Chiarello illustra i dettagli dell’evento di fede promosso dai Frati Minori

Un itinerario che unisce la spiritualità francescana alla devozione popolare sta per attraversare la regione, portando con sé un frammento fisico e simbolico della storia del Poverello d’Assisi. L’iniziativa, voluta e organizzata dai Frati Minori di Calabria, si presenta come un momento di riflessione comunitaria che va oltre la semplice ostensione di un oggetto sacro, puntando a ravvivare il messaggio evangelico attraverso il contatto con la memoria del Santo. Al centro dell’evento vi è la “Terra del Transito”, la nuda terra che accolse le spoglie di San Francesco nel momento del suo addio al mondo terreno, un segno tangibile proveniente direttamente dalla Porziuncola di Assisi. Il percorso, che prenderà il via tra poche settimane, toccherà diverse realtà ecclesiali calabresi, offrendo ai fedeli l’opportunità di meditare sul significato profondo della vita e della morte secondo la visione cristiana. Per approfondire le ragioni e le modalità di questo pellegrinaggio, che inizierà significativamente dal Santuario del Beato Umile a Bisignano, è stato interpellato il Ministro Provinciale, guida della comunità dei frati in Calabria, il quale ha illustrato i dettagli di questo tempo di grazia.

Il senso della devozione

Grazie all’iniziativa dei Frati minori di Calabria, tra meno di un mese potremo vivere un eccezionale evento: la peregrinatiodella reliquia della Terra del Transito del serafico padre san Francesco. Venerare una reliquia ha senso ancora oggi? Sì, se quel frammento di passato diventa scintilla capace di accendere nel presente il fuoco della passione evangelica. La radice etimologica del verbo “venerare” è la stessa delle parole amore, desiderio, bellezza. Chi venera, in sostanza, esprime un desiderio: essere e diffondere armonia e bellezza, perché ciò che resti di sé – reliquia – sia segno di amore totale, rinvii a Cristo; così come è stato per colui (o colei) che si venera. La reliquia di san Francesco sarà ponte tra ciò che siamo e ciò che possiamo diventare se sogniamo con Dio. Abbiamo chiesto a Fr. Mario Chiarello, Ministro Provinciale dei Frati Minori di Calabria, d’introdurci in questo particolare anno di grazia, presentandoci brevemente i caratteri dell’iniziativa che coinvolgerà le città calabresi.

Padre Mario, da dove nasce questo cammino?

Il pellegrinaggio nasce dal desiderio dei frati di Calabria di poter offrire alla nostra Terra, alla nostra gente qualcosa di ciò che si vivrà ad Assisi.

Da dove arriverà la reliquia del Transito?

Partirà dalla Basilica di Santa Maria degli Angeli, in particolare dalla Cappella del Transito, nella Porziuncola, lì dove la sera del 3 ottobre del 1226, Francesco spirò; e giungerà direttamente in Calabria. L’accoglienza avverrà il 14 febbraio presso il Santuario del Beato Umile a Bisignano, alle ore 11.

Quale reliquia ci farà visita?

La Terra che accolse il corpo di san Francesco. Da una botola collocata dietro l’altare nella Cappella del Transito, i frati hanno prelevato la terra delle origini. Come testimoniano le Fonti, Francesco chiese che il suo corpo nudo venisse deposto nella nuda terra. Proprio una porzione di quella terra che ha avvolto il corpo del Santo è stata raccolta in una piccola teca che arriverà fino a noi.

Una reliquia legata al momento tragico della morte è tuttavia narrazione di vita. Persino la morte di Francesco è racconto gioioso, il suo passaggio è una vera lode a “Sora Morte”.

Francesco – leggiamo nelle Fonti – “accolse la morte cantando” (FF 804). Tommaso da Celano scrive che Francesco, sentendosi vicino alla morte anzi, alla “vera vita”, chiamò a sé i frati perché “a piena voce cantassero le Lodi al Signore con animo gioioso” (FF 509). A Frate Elia che si stupisce di tanta letizia risponde: “Fratello, lascia che io goda nel Signore e nelle sue Laudi in mezzo ai miei dolori, poiché, con la grazia dello Spirito Santo, sono così strettamente unito al mio Signore” (FF 1614). Ricordiamo che Dio per Francesco è Padre che elargisce “con generosissima bontà” (FF 1130); lo chiama “il grande Elemosiniere, colui che “dona largamente e con bontà a tutti, degni e indegni” (FF 665). Anche la morte è dono perché diventa intima unione con l’Amato.
La morte per Francesco è, infatti, il momento atteso, il luogo dell’abbraccio, il tempo dell’incontro con quel Dio che gli ha cambiato la vita, per il quale ha cessato di essere cavaliere e si è spogliato di ogni cosa: è il Dio a cui ha dato tutto sé stesso e a cui deve tutto, insieme al quale ha reso piena la sua vita.

Quali tappe toccherà la peregrinatio?

Visiterà le undici Diocesi calabresi e l’Eparchia di Lungro. Sosterà nei Monasteri e in alcune chiese diocesane, dal 14 febbraio al 19 marzo. Sarà un’occasione di grazia per la Calabria intera.

 “Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni!” (FF 804): sono queste le parole che san Francesco pronuncia poco prima di morire ai suoi confratelli.

Quello di Francesco è un dono: consegna ai suoi fratelli – e idealmente anche a noi – ciò che ha ricevuto da Dio, perché possano -e possiamo – continuare a realizzare il sogno del Padre sull’umanità.

L’articolo Arrivo reliquia San Francesco Bisignano: l’intervista al Ministro Provinciale Mario Chiarello illustra i dettagli dell’evento di fede promosso dai Frati Minori proviene da Avvenire di Calabria.