Si è da poco concluso l’anno di esperienza missionaria dei due seminaristi di Reggio Calabria Giulio Lugarà e Antonio Scirtò. Per loro, l’anno formativo 2024/2025 è stato un anno dedicato alla missione. Un impegno fondamentale per i due seminaristi del Seminario Pio XI di Reggio Calabria, guidato da don Simone Gatto, per diffondere il messaggio del Vangelo.
Il Sermig di Torino: primo approdo della missione
Ed è stato il Sermig di Torino ad aprire per primo le sue porte per accogliere Antonio Scirtò e Giulio Lugarà. Il Sermig, Servizio Missionario Giovani, nacque nel 1964 dal sogno di Ernesto Olivero e sua moglie Maria, insieme a un gruppo di giovani decisi a sconfiggere la fame con opere di giustizia, a promuovere sviluppo e a vivere la solidarietà verso i più poveri.
Il 2 agosto 1983 entrano in quello che era stato l’arsenale militare di Torino con un sogno nel cuore. Grazie all’aiuto di migliaia di giovani, adulti, professionisti e gente comune, condividendo tempo ed energie, hanno reso possibile la trasformazione dell’arsenale.
Dalla guerra alla pace: l’Arsenale accoglie ogni giorno
Trasformazione che continua ancora oggi per accogliere tutti coloro che bussano alle porte di quello che è oggi l’Arsenale della Pace di Torino. Tanti i servizi svolti da Antonio e Giulio all’Arsenale. Tra questi: la scuola di italiano per adulti immigrati, aperta tutto l’anno per favorire l’inclusione dei più svantaggiati. Persone provenienti da ogni parte del mondo, ogni giorno, si recano all’Arsenale per lo studio della lingua italiana grazie all’aiuto di tanti docenti volontari che, per tutta la settimana, si alternano nel servizio al fine di favorire un buon percorso di integrazione ed inclusione sociale.
Il doposcuola è un progetto del Sermig per seguire e supportare nel percorso scolastico i minori residenti nel quartiere multietnico di Porta Palazzo. Tra i servizi di accoglienza svolti, non è mancata la partecipazione di Giulio e Antonio all’Emporio Speranza, un servizio rivolto alle persone in difficoltà dove la distribuzione di beni di prima necessità è alla base dei servizi offerti. Un emporio dove, attraverso l’esposizione tipica di un negozio, le famiglie che vi accedono possono scegliere i prodotti che preferiscono. Un servizio, questo, che permette di rispettare ancora di più la dignità della persona.
Accoglienza “Come noi” e momenti di spiritualità
E infine, la partecipazione al servizio di accoglienza “Come noi” maschile, l’accoglienza notturna rivolta agli uomini senza fissa dimora.
Non sono mancati i ritiri spirituali guidati da Rosanna Tabasso, presidente del Sermig, e da fra Sabino Chialà, priore della Comunità monastica di Bose, come pure l’incontro con la Pastorale Giovanile di Torino, guidato dal cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino.
Condivisione, fraternità e cambiamento possibile
Momenti intensi quelli vissuti da Antonio e Giulio durante l’esperienza all’Arsenale della Pace. Accompagnati da Alberto Brigato e da altri membri della Fraternità del Sermig, hanno avuto modo di immergersi maggiormente nella bellezza del servizio, insieme a un numeroso gruppo di giovani volontari presenti all’Arsenale.
Con loro hanno anche trascorso momenti belli di condivisione e fraternità. Un’esperienza unica che ha permesso a Giulio e ad Antonio di vedere come il servizio gratuito di migliaia di persone ha permesso di trasformare un arsenale di guerra in un luogo di fraternità aperto a tutti. Segno, questo, che quando lo si vuole, il cambiamento è veramente possibile.
L’articolo Antonio e Giulio, un anno in missione tra fraternità e servizio proviene da Avvenire di Calabria.














