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A San Paolo l’apostolo delle genti letto attraverso gli occhi di Agostino

L’Arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova promuove un momento di approfondimento culturale e teologico dedicato alla figura dell’apostolo Paolo. La 44esima edizione dell’Incontro di lettura spirituale dei Padri della Chiesa, in programma nel capoluogo reggino, vede la partecipazione di Francesca Cocchini, docente emerita presso l’Università La Sapienza di Roma e dell’Istituto Patristico Augustinianum, chiamata a guidare una riflessione articolata sulla Lettera ai Romani.

L’incontro di lettura spirituale alla Rotonda

L’apostolo Paolo letto attraverso gli occhi di Agostino: è questo il tema conduttore che guiderà la 44esima edizione dell’Incontro di lettura spirituale dei Padri della Chiesa, in programma a Reggio Calabria sabato 9 e domenica 10 maggio nel salone del Santuario di San Paolo alla Rotonda. L’iniziativa, dal titolo «Il Paolo di Agostino», è promossa dalla Arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova, in particolare dalla Scuola Biblica Paolina, dal Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale e dalla Biblioteca Diocesana “Domenico Farias”.

A guidare le due giornate di lavori sarà Francesca Cocchini, docente emerita dell’Università La Sapienza di Roma e dell’Istituto Patristico Augustinianum. Il suo intervento si articola in due relazioni, entrambe centrate sulla Lettera ai Romani, il testo paolino che più di ogni altro ha segnato la riflessione del vescovo di Ippona. Sabato 9, alle 16:30, l’apertura sarà dedicata a «L’attesa della creazione», con riferimento al passo di Rm 8, 19-23, in cui Paolo descrive il cosmo intero in attesa della redenzione. Alle 19:30 seguirà la celebrazione eucaristica. Domenica 10, alle 9, la riflessione si sposterà su «Il tempo della storia», con uno sguardo più ampio ai capitoli 7 e 8 della stessa lettera, pagine decisive per la comprensione agostiniana della grazia, della libertà e della condizione umana ferita dal peccato.

L’influenza paolina nel pensiero di Agostino

La scelta di accostare Agostino a Paolo offre molti spunti di riflessione: buona parte dell’itinerario teologico del vescovo di Ippona, dalle Confessioni ai trattati antipelagiani, nasce dal confronto serrato con le lettere paoline, e in particolare con la Lettera ai Romani. Tornare su quelle pagine, nel quadro di un appuntamento ormai consolidato, è un modo per rileggere una delle conversazioni che più hanno segnato il pensiero cristiano, e che ancora oggi pone domande sulla fede, sulla storia e sul rapporto tra l’uomo e Dio.

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