Ai Overview: Il 9 luglio la chiesa di Santa Maria di Monserrato, nel rione Ferrovieri di Reggio Calabria, ha ospitato la celebrazione eucaristica per i 65 anni di sacerdozio di don Gianni Latella. Ordinato nel 1961 dall’allora Arcivescovo Giovanni Ferro, don Latella ha partecipato a una funzione presieduta dal decano del capitolo metropolitano, monsignor Antonino Denisi, insieme a diversi confratelli, diaconi e fedeli. La cerimonia è stata accompagnata dalla lettura della benedizione apostolica del Papa. Nel corso del suo intervento, il presbitero ha ricordato i quasi trent’anni trascorsi a servizio di monsignor Ferro e ha espresso gratitudine verso i vescovi che hanno segnato il suo percorso pastorale, sottolineando inoltre l’importanza delle sue radici familiari nella propria formazione.
La celebrazione al rione Ferrovieri e la benedizione del Papa
È ancora vivido il ricordo, in don Gianni Latella, di quando 65 anni addietro, l’allora Arcivescovo di Reggio, Mons. Giovanni Ferro, impose le mani per ordinarlo sacerdote. Erano le sette del mattino del 9 luglio 1961. Una ricorrenza che don Gianni ha celebrato «in famiglia», in quella piccola, ma gremita chiesetta di Santa Maria di Monserrato al rione Ferrovieri con una concelebrazione eucaristica presieduta dal decano del capitolo metropolitano, Mons. Antonino Denisi, e numerosi altri confratelli: Don Umberto Lauro, don Antonino Pangallo, don Demetrio Sarica, don Marco Scordo, don Teo Tuyishime, con i diaconi, Mario Casile, Giuseppe Rotilio e l’accolito Clemente Bellocco. Una cerimonia suggellata dalla benedizione apostolica di Papa Leone XIV che ha invocato «copiosi beni e conforti celesti» per mons. Gianni Latella, «auspicando che il suo Ministero sia sempre icona e trasparenza del Volto di Cristo».
Il ricordo di monsignor Giovanni Ferro e la gratitudine verso i vescovi
«Mons. Ferro, oggi Servo di Dio, mio maestro e mio Signore», dice Mons. Giovanni Latella, che per 27 anni è stato accanto al Vescovo che tutti oggi vogliono sia proclamato Santo. «Risuonano ancora nel mio cuore le parole – ha raccontato – che hanno accompagnato, sin dall’inizio, il mio Ministero. Un pensiero di profonda riconoscenza va al Santo Vescovo monsignor Giovanni Ferro. Che come sapete io ho servito per ventisette anni. Lui, con molta pazienza accettava i miei limiti e mi correggeva. Ma non subito, quando avevo quando sbagliavo, e sbagliavo spesso. Mi incoraggiava ad andare avanti. Desidero inoltre esprimere la mia gratitudine ai Vescovi che ho avuto la grazia di conoscere e con i quali ho condiviso il mio cammino pastorale: l’Arcivescovo Aurelio Sorrentino, Mons. Luigi Mondello, Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, e l’Arcivescovo Fortunato Morrone, che ieri è venuto a trovarmi. Ringrazio il Signore per avermi chiamato sacerdozio e per aver di avermi accompagnato, passo dopo passo, lungo questi sessantacinque anni aiutato a sorretto dal mio grande maestro spirituale, figlio di ferroviere come lo sono io, l’Arcivescovo Giuseppe Agostino, mio maestro, mio sostegno, mio educatore negli anni della mia adolescenza. A ciascuno di loro devo senz’altro qualcosa della mia crescita umana e sacerdotale».
Le radici familiari e la formazione spirituale
65 anni di presenza e di impegno pastorale, che Don Gianni ha elargito a piene mani. «L’impronta che mi è stata data è quella del cuore, sia per quanto ho appreso fin da ragazzo nella mia parrocchia di origine, del S. Cuore di Gesù – ha spiegato – e la testimonianza di mia madre, donna dal cuore grande, con tutta la ricchezza della sua umanità. Grazie perché hai rilasciato Signore nella mia vita una infinità di doni, molto più grandi dei miei meriti».
Il ringraziamento dei confratelli e i frutti del ministero sacerdotale
«Un uomo che con il suo ministero ha saputo essere un ponte tra Dio e gli uomini; ha saputo portare Dio agli uomini e gli uomini a Dio», ha detto di lui il suo fedele diacono, Clemente Bellocco, mentre Mons. Antonino Denisi, accomunando tutti i confratelli presenti alla concelebrazione, ha inserito il sacerdozio in quell’atto di fiducia verso la parola di Gesù. «E il Signore – ha aggiunto Denisi – è stato ugualmente generoso nei loro confronti. Perché il Signore non si lascia mai vincere in generosità ed ha dato loro, nella vita, la soddisfazione di raccogliere pochi frutti del loro ministero, del loro servizio sacerdotale, ma alcuni frutti li abbiamo raccolti per la presenza vostra, che è la dimostrazione dei meriti acquistati che stanno depositati nella banca di Dio, in cielo e che si ritroveranno quando il Signore si degnerà di chiamarli a loro e a tutti noi dopo di aver completato il nostro cammino conservando la fede e immolandoci fino al dono dell’ultima goccia del nostro sangue per la gloria di Dio».
L’articolo 65 anni di sacerdozio per don Gianni Latella: la celebrazione al rione Ferrovieri proviene da Avvenire di Calabria.














