L’arcivescovo Morosini ha inaugurato la mostra iconografica su don Forno

donfornoA cento anni dalla sua nascita le Figlie di Maria Corredentrice lo ricordano
L’evangelista Giovanni annota che Maria sta presso la croce di Gesù. Sta: immobile, inchiodata alla sua fede nel Dio che vivifica ciò che fino ad allora appariva impossibile, Maria stava, straziata nell’umano cuore, facendo memoria delle parole che l’angelo, anni prima, le aveva sussurrato nella sua cameretta.

Quel volto di Madre, quella postura di corresponsabile della salvezza dell’umanità, riaffiorano nell’animo di Padre Vittorio Dante Forno, il prete che a metà anni Cinquanta, in Terra di Sicilia, avverte l’urgenza di dar vita alla "Congregazione delle Figlie di Maria Santissima Corredentrice".E a cento anni dalla nascita di don Forno, l’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova e la "sua" Congregazione, promuovono un calendario d’iniziative per rinverdire quel modo di vivere che fece di don Dante autentico Apostolo dell’Adorazione Eucaristica, tanto da divenir Rettore della Chiesa di Gesù e Maria e da offrire, proprio lì ed assieme alle sue figlie corredentrici, la possibilità perpetua d’adorar il Santissimo Sacramento.
Don Forno, venuto alla luce in Brasile il 2 giugno 1916 ed ordinato prete a Roma il 9 giugno 1940, vive il suo esser Sacerdote tra Sicilia e Calabria. È nel profondo italico Meridione che, venendo a contatto con alcune ragazze desiderose di vivere il proprio esser figlie di Dio fino all’estremo sacrificio, matura quella consapevolezza che colorerà ogni istante delle giornate che il Nazareno Risorto gli concederà fino al 15 dicembre 1975, allorquando rese l’animo a Cristo. Qual era la sua consapevolezza? Dare forma e contenuti ad un gruppo, dapprima pia associazione quindi Congregazione di diritto diocesano, che, come Maria ai piedi della Croce, consacra la propria vita a Dio, adorandolo nella Santissima Eucaristia, pregando fervidamente per la santificazione di ogni sacerdote, amando e servendo quanti, specialmente ragazzi e giovani, soffrono disagio e scarto. Ciascuna Figlia di Maria Corredentrice si riconoscerà non dal suo fare ma da quell’essere con Cristo, per Cristo e in Cristo, che ne contraddistingue movimenti, silenzi e parole.Ed il 14 ottobre 2016, all’alba di un anno pastorale che l’Arcidiocesi reggina-bovese dedica alle Vocazioni di speciale consacrazione, è l’Arcivescovo Padre Giuseppe Fiorini Morosini ad inaugurare, sotto le volte della Chiesa di Gesù e Maria, la mostra iconografica tutta dedicata a don Vittorio Dante Forno. Tocca a Suor Carla Nostro, direttrice vicaria della Congregazione, raccontare la "grande gioia della famiglia religiosa tutta per questa mostra, ricca di foto d’epoca del nostro archivio e di oggetti e carte appartenute al nostro fondatore, che prende il via a cento anni dalla nascita di Padre Forno".
E ricordando che fin Le suore corredentrici, che, come fatto notare dalla direttrice vicaria, non indossano l’abito che solitamente vestono le monache, han fretto di rientrare nella quotidianità missionaria. Villa Bethania, in via Eremo Condera diramazione Postorino, e la Domus Nazareth, in via Filippini, pullulano di anime e solitudini, sorrisi e lacrime, desideri d’apprendimento e difficoltà a districarsi tra la diabolica nebbia che imbratta il presente e fa scappare il futuro. È lì, tra carezze ed esempi, libri e panni da lavare, che le figlie spirituali di Don Dante offrono le proprie mani, le proprie menti, i propri cuori, le proprie energie quotidiane più fresche, a quel Cristo che non provò vergogna alcuna a sorseggiare fresca acqua con la Samaritana o ad intrattenersi con la Maddalena. Donne dalle quali star lontani, secondo regole e opinioni umane e correnti. Donne da amare e salvare, secondo quel Vangelo che in Padre Forno e nelle sue suore trova ogni giorno forma e attuazione.

Antonio Marino

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