Bernadette incontra ancora la Madre nel volto dei sofferenti

La peregrinatio delle reliquie della Santa francese attraversa anche gli Ospedali Riuniti
Le Reliquie di Bernadette a Reggio CalabriaAccolte, nel pomeriggio di venerdì 6 marzo, nella Basilica Cattedrale, da don Gianni Polimeni, Vicario Generale e assistente spirituale regionale dell’UNITALSI, le Reliquie di Santa Bernadette, giunte in riva allo Stretto su iniziativa dell’UNITALSI regionale e reggina e delle parrocchie del Duomo e del SS. Salvatore, per ben cinque giorni hanno raccolto lacrime, annotato speranze, abbracciato sofferenze…

Nella mattinata di sabato 7 marzo tocca a Mons. Antonino Denisi, Decano del Capitolo Metropolitano, presiedere, in Cattedrale, la Celebrazione Eucaristica. All’omelia Mons. Denisi ha sottolineato come “la semplicità estrema di Bernadette ha attirato lo stile di Dio, che è lo stile del Vangelo.
Bernadette è stata intermediaria tra Dio e l’uomo, tra il Vangelo e ciascuno di noi, richiamandoci così a vivere una fede più profonda, un carità più concreta e fervorosa, una pietà più semplice”.
Nel pomeriggio è stato l’Arcivescovo Metropolita di Reggio Calabria-Bova, Padre Giuseppe Fiorini Morosini, a presiedere la solenne Concelebrazione Eucaristica. All’omelia, richiamando le letture della terza Domenica di Quaresima, l’Arcivescovo sottolinea che “lentamente stiamo prendendo l’abitudine di unire i riti religiosi con la mentalità corrente, che non è una mentalità religiosa.
E tutto ciò accade relativamente alla difesa della vita, alla morale che dovrebbe guidarci nei nostri comportamenti. Insomma: non possiamo andare appresso al Santo, in processione, ritenendoci purificati dai nostri peccati! Non possiamo sposarci in Chiesa e poi, in piazza, contrastare l’indissolubilità del Matrimonio o sponsorizzare l’aborto! La nostra fede va purificata!” Apparendo a Santa Bernadette, prosegue Padre Giuseppe, “la Madonna chiese all’umanità la conversione, esortò a ritornare a Dio. Poniamoci pertanto, per intercessione proprio di Santa Bernadette, dinanzi alla Parola di Dio con sincerità di cuore: sforziamoci di capire, di uniformare la nostra vita a ciò che Dio ci dice”.
Al tramonto del sabato le Reliquie di Santa Bernadette sono state accolte nella parrocchia del SS. Salvatore, rimanendovi fino a martedì 10 marzo.
Alle ore 9,30 di lunedì 9 marzo le Reliquie della Santa, accolte dal Cappellano don Stefano Iacopino, hanno varcato l’ingresso principale degli Ospedali Riuniti reggini, visitando ogni reparto del nosocomio. A mezzogiorno, nella Cappella, è stato Mons. Antonino Iachino, a presiedere la Concelebrazione Eucaristica. Subito dopo il Segno di Croce Don Stefano, ringraziando “Mons. Iachino per la sempre affettuosa disponibilità e don Antonio Bacciarelli per aver voluto portare in pellegrinaggio, in Ospedale, per la prima volta, le Reliquie di Santa Bernadette”, evidenzia che “Bernadette ha tanto amato gli ammalati. Il suo calvario, la sua sofferenza, si può sintetizzare in una frase che lei stessa ha scritto: obbedire e amare, soffrire tutto in silenzio per piacere a Gesù. E la sua semplicità, la sua sobrietà, sono monito e richiamo per quello che dovrebbe essere l’atteggiamento di ogni cristiano”.
All’omelia, Mons. Iachino, ricorda che “a Lourdes tutto ha inizio con la scelta che Dio ha fatto di questa piccola figlia povera, ai margini della società; consapevole e grata al Signore anche della sua povertà ed emarginazione. Diceva: Maria mi ha scelta perché sono la più ignorante di tutti. E Santa Bernadette, analfabeta, che non conosceva neppure il catechismo, è stata scelta per portare al Mondo un messaggio grande: solo Dio è importante. E terminate le apparizioni della Madonna Bernadette sparisce, entra in convento: lì morirà consumata dalla tubercolosi. Bernadette ha raccolto un messaggio di penitenza e di cambiamento del cuore. Nella vita del credente non sono essenziali le cose del Mondo ma la ricerca della fonte della Vita. Quanti, giunti a Lourdes in cerca della guarigione fisica, ritrovano invece la fede, la speranza, la fiducia”.
E nella Parrocchia dell’Ospedale, conclude Mons. Iachino, “la più importante della diocesi, per i sofferenti che la abitano e per la sofferenza che vela il volto di parenti e amici, dobbiamo ribadire che Dio ci salva non nello splendore dei miracoli ma nell’annullamento della Croce. Quando la sofferenza invade la nostra vita, tocca un familiare, un amico, non è un macigno che crolla sulla nostra strada ma … nell’ottica di fede, è Dio che bussa alla nostra esistenza, portandoci per mano fino al Calvario e poi alla gloriosa Risurrezione…”
Molti altri, spiritualmente forti e intensamente vissuti, gli eventi che hanno caratterizzato la sosta reggina delle Reliquie di Santa Bernadette: dalla peregrinatio all’Hospice e nelle Carceri alla Celebrazione Eucaristica presieduta, presso la Parrocchia del SS. Salvatore, dall’Arcivescovo Emerito Mons. Vittorio Mondello, dalla recita quotidiana del Santo Rosario ai momenti di riflessione e preghiera dell’Unitalsi reggina, curati dall’assistente spirituale nonché parroco del SS. Salvatore don Antonio Bacciarelli.
E nell’animo del popolo reggino, travagliato da eterni e sempre nuovi problemi sociali ed economici, Santa Bernadette lascia una dolce carezza, mentre mente e cuore intonano quell’antica e struggente nenia … “siam peccatori, ma figli tuoi, Immacolata prega per noi…”
Antonio Marino

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