Falcomatà e Dattola a confronto, quale futuro per Reggio?

Falcomatà e Dattola a confrontoL'incontro-dibattito promosso dall'Istituto Diocesano di formazione politico-sociale "Mons. Lanza"
L’Istituto superiore di formazione politico-sociale “Mons. A.Lanza” dell’Arcidiocesi Reggio Calabria-Bova, diretto dal Prof. Antonino Spadaro – che svolge gratuitamente le sue attività da più di 25 anni – ha organizzato il 29 febbraio 2016 un incontro-dibattito con il sindaco di Reggio Calabria, Avv. Giuseppe Falcomatà e il capo dell’opposizione in Consiglio Comunale Dott. Lucio Dattola, per consentire ai corsisti e agli altri cittadini presenti di poter porre domande sul «Presente e futuro della città», a più di un anno di distanza dall’insediamento dell’attuale governo locale.


Il direttore ha ricordato, fra gli altri, una serie di problemi (riforma dell’amministrazione; stato dell’aeroporto; servizi e società partecipate; bilancio partecipato; periferie e rioni minimi; stato della città metropolitana; trasformismi e trasversalismi politici), non senza segnalare i limiti di un’opposizione spesso frammentata e non incisiva.
Dattola, facendo riferimento agli ultimi dati Istat sullo stato di salute della città e della provincia, segnala che purtroppo nell’ultimo anno e mezzo non ci sono stati miglioramenti in campo economico ed occupazionale, sicché i giovani spesso costretti ad emigrare anche all’estero. Per non parlare dello stato di abbandono del Porto di Gioia Tauro e dell’Aeroporto, con un evidente disimpegno delle forze nazionali ed internazionali nei confronti della Provincia reggina. A sua volta, il sindaco Falcomatà rileva subito l’importanza del continuo confronto con la cittadinanza: dopo due anni di commissariamento del Comune per contiguità con la criminalità organizzata, la prima operazione da compiere è la restituzione della fiducia nelle istituzioni. In questo senso, nell’ultimo anno si sono ottenuti dei risultati positivi con i Patti per il sud, con il decreto Reggio e nell’ambito dei rapporti con le altre Istituzioni.
Sono seguiti diversi interventi con domande dei corsisti (S. Giordano, D. Festa, T. Virdia, U. Campanella, N. Nicosia, G. Pedà, V. Bagnato).
Dattola ha lasciato intendere che l’opposizione non può tanto adoperarsi per fare proposte, quanto solo vigilare sui progetti della maggioranza. Rileva che, nonostante il commissariamento, gli sviluppi giudiziari sono stati minimi. Permane anzi inspiegabilmente invariata l’amministrazione, con gli stessi dirigenti e gli stessi impiegati amministrativi. Segnala infine, come dato positivo del contrasto alla criminalità organizzata, un mutato atteggiamento da parte degli imprenditori che iniziano finalmente a ribellarsi.
Falcomatà spiega come, allo stato attuale, il Comune riesca a stento a garantire i livelli essenziali di assistenza e non può affrontare spese che non siano strettamente necessarie. È in discussione il c.d. “baratto amministrativo” e si sta lavorando anche per un protocollo d’intesa con il Tribunale di Reggio Calabria per il reinserimento sociale di persone condannate per reati minori. Si sta inoltre investendo tantissimo nei beni confiscati, basandosi sul principio indicato nel codice antimafia che prevede il loro riutilizzo a fini sociali nella piena legalità, anche per sopperire all’emergenza abitativa. Reggio Calabria è il primo Comune a mettere assieme beni comuni e beni confiscati. Il Sindaco ricorda il progetto di riqualificazione del fortino di Pentimele e della strada d’accesso ad esso, in attesa di immaginarne un futuro utilizzo. È prevista anche l’istituzione di una commissione toponomastica, l’adesione di Rc al Patto dei Sindaci per il clima e l’energia, l’inizio di adeguamento delle scuole agli standard energetici attraverso gli incentivi previsti dai PON, il progetto di sostituzione dei vetusti punti luce per ridurre il consumo elettrico degli edifici e dell’illuminazione pubblici. Si sta ragionando anche su proposte di agevolazione nell’utilizzo dei servizi pubblici per i cittadini che utilizzeranno automobile ibride a basso tasso d’inquinamento. Si pensa pure di sistemare la pista ciclabile, riqualificare il Lido Comunale, il waterfront e, attraverso il decreto Reggio, riprendere i lavori per l’arena lido. Riguardo l’istituzione degli Sportelli Sociali si rilevano problematiche di natura economica e strutturale; si potrebbe pensare alla possibilità di utilizzare a tal fine alcuni beni confiscati.
Tra gli interventi del pubblico presente, si segnalano quelli di A. Velonà (sprechi derivati dalle opere pubbliche realizzate senza progettualità, al solo scopo di inseguire finanziamenti pubblici e situazione finanziaria del Comune), di V. Musolino (riforma della macchina burocratica e razionalizzazione degli uffici), A. Stellino (città vivibile e eliminazione delle barriere architettoniche), S. Silivestro (servizi sociali e Piazza Duomo).
Falcomatà ricorda che il piano di riequilibrio, necessario per ripianare il disastroso passivo di bilancio della precedente gestione, aveva inizialmente previsto un mutuo, con relativi interessi, della durata di dieci anni, poi esteso a trenta, con la previsione del massimo livello di tassazione. Le novità sono state la predisposizione di un vero bilancio, non più alterato da artifici contabili, e il Documento Unico di Programmazione, che stabilisce le somme stanziate per ciascun settore. Essendo dunque ora possibile la programmazione, si può ragionare anche sulla fattibilità di un bilancio partecipato. In riferimento al problema delle barriere architettoniche è in corso la ricognizione delle criticità, e la messa a norma di diverse scuole.
L’utilità dell’iniziativa è confermata dal fatto che lo stesso Sindaco, in conclusione, chiede un ulteriore incontro per continuare il confronto pubblico su ulteriori tematiche quali la pianificazione territoriale e la politica culturale.
Al termine del dibattito i partecipanti si sono quasi tutti recati al presidio di solidarietà riunitosi spontaneamente davanti al luogo dell’ennesimo attentato ai danni dell’imprenditore reggino Tiberio Bentivoglio, tra i pochi in città ad essersi ribellato al racket delle estorsioni.

Stefania Giordano

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