“Unica è la Sposa di Cristo”: le relazioni tra Chiesa Cattolica e Chiese Ortodosse

convegnoecumenicoIl racconto del Convegno di Bari promosso dall'Ufficio Ecumenismo della CEI: “al primato serve la sinodalità”
A Bari, città ponte fra Oriente e Occidente, si è tenuto dal 23-25 Novembre il Convegno di studio sulle relazioni tra la Chiesa Cattolica e le Chiese Ortodosse nel loro insieme.
A fare da filo conduttore alle tre giornate di studio il tema "Unica è la Sposa di Cristo".
Nel presentare il Convegno – ha detto il direttore dell'Ufficio CEI, don Cristiano Bettega - «L'appuntamento si inserisce in un percorso elaborato dalla Commissione episcopale per l'ecumenismo e il dialogo che è cominciato lo scorso anno guardando all'ebraismo, ossia alla santa radice del cristianesimo.


Ora ci confrontiamo con l'ortodossia an¬che in vista del Sinodo pan-ortodosso che si terrà nel 2016 a Costantinopoli, l'attuale Istanbul il prossimo anno ci soffer¬meremo sui rapporti con le Chiese riformate atta vigilia del quinto centenario della Riforma di Luterò.
E nel 2017 affron¬teremo la questione del dialogo con l'Islam».
Il Convegno di Bari ha toccato le dimensioni della riflessione biblica, della teo¬logia, della spiritualità, delle istituzioni, giungendo ad ana¬lizzare anche le esperienze pastorali.
Fra i relatori l'arcive¬scovo di Chieti-Vasto e presidente della Commissione epi¬scopale, Bruno Forte, il fondatore della Comunità di Sant'Egidio, lo storico Andrea Riccardi, insieme con vescovi e ar¬chimandriti delle varie Chiese ortodosse.
Presente anche il car¬dinale Walter Kasper, presidente emerito del Pontificio Con¬siglio per la promozione dell'unità dei cristiani.
Anche sen¬za clamori il dialogo con l'ortodossi prosegue in modo proficuo.
Si va dalla ricerca culturale al¬la collaborazione pastorale per la cura, ad esempio, delle mi¬gliaia di fedeli delle Chiese d'Oriente presenti in Italia.
L’incontro si è aperto con una riflessione biblica a due voci: una orientale del Metropolita del Patriarcato ecumenico e una occidentale sul brano di Mt 16: Pietro dice a Gesù: “Tu sei il Cristo!”; Gesù dice a Pietro: “Tu sei Pietro!”
Sono seguiti interventi che hanno preso in considerazione la teologia, la spiritualità, le istituzioni e le sfide sul dialogo tra la chiesa di Oriente e quella di Occidente nel mondo.
Di particolare interesse è stata la tavola Rotonda sul dialogo ecumenico in Italia tra la chiesa ortodossa e quella Cattolica.
Le tre giornate di con¬fronto sono servite a capire quanto è significativa la comunione che viviamo.
E non possia¬mo pensare che la comunione sia spez¬zata oppure sia al 50 o al 70 per cento: essa è una sola ed è in Cristo.
Lo hanno ribadito sia i rappresentanti cattolici, sia quelli dell'ortodossia. Caso mai è la manifestazione della comunione a non essere ancora umanamente piena.
Tut¬tavia ciò che ci unisce è di gran lunga maggiore di quanto ci divide.
Non esistono ostacoli insormontabili.
Nel Convegno il rapporto con i cristiani d'Oriente è stato affrontato anche nei gruppi tematici di interesse.
Non ci sono differenze di interpretazione del testo sacro. Anche l'impostazione teo¬logica è identica; basti citare i sacra¬menti o la successione apostolica.
La questione da approfondire è ecclesio¬logica e riguarda l'equilibrio fra il pri¬mato petrino e la sinodalità.
La Chiesa di Roma ha prediletto la prima dimensione; quelle orientali hanno mantenuto al centro la seconda.
Tuttavia occorre capire che non sia¬mo di fronte a due visioni contrap¬poste, bensì complementari, quin¬di accoglibili reciprocamente.
Al primato serve la sinodalità; e la sinodalità ha bisogno del concetto di primato.
Del resto questa è la base del Concilio Vaticano II come ben mostra la costituzione Lumen gentiurm.
La sinodalità è un tema caro a papa Bergoglio.
Durante il Convegno è stato più vol¬te evidenziato il grande impulso che Francesco "sta dando al recupero della sinodalità in ambito cattolico.
Tutto questo rappresenta uno stimolo all'in¬contro con le Chiese d'Oriente.
Eppure la storia ha diviso le due spon¬de del Mediterraneo.
Il passato ci con¬segna tensioni e contrasti.
Ci siamo scrutati con sospetto ed estraneità.
Però oggi è impossibile non pensarci insieme. Ce lo testimonia, ad esempio, l'ab¬braccio fra papa Francesco e il patriar¬ca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, che si vedono davvero come fratelli.
All’appuntamento di Bari han¬no partecipato vescovi e archimandri¬ti delle varie Chiese ortodosse presen¬ti in Italia.
È un esempio di quell'ecu¬menismo della fraternità e dell'amici¬zia di cui parla spesso Francesco.
E poi c'è l’ecumeni¬smo di base che nel nostro Paese è alimentato anche dalla collaborazione pastorale fra diocesi, parrocchie e co¬munità ortodosse: lo mostrano i nu¬merosi casi di chiese affidate alle con¬fessioni di rito orientale.
Nel 2016 si svolgerà il Sinodo pan-ortodosso a Istanbul.
Sarà un momento for¬te a cui anche noi cattolici guarderemo con interesse.
Saremo vicini ai padri nel¬la preghiera ma ci sarà anche una parte-cipazione teologica.
Dalle Chiese d'O¬riente possiamo imparare uno stile si¬nodale da declinare nelle nostre realtà.
Enzo Petrolino

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