Mons. Denisi ricorda il prof. Franco Mosino

MosinoHa svolto un ruolo determinante nell'apostolato della cultura
Ricordare il prof. Franco Mosino, sul sito del nostro giornale, in occasione del suo passaggio alla vita eterna, significa rendere testimonianza all’amico e collega non soltanto a titolo personale, ma anche in rappresentanza delle istituzioni culturali e socio-religiose delle quali, è stato membro nei diversi periodi della sua lunga e proficua esistenza.
Significa far memoria di un educatore e di un maestro di vita, che ha messo le sue competenze scientifiche e la sua passione di studioso a servizio del territorio e della comunità calabrese.


La lettera agli Ebrei afferma: “Ricordatevi dei vostri maestri che vi hanno trasmesso la sapienza e la pietà”. Altri lo faranno per quanto riguarda il suo impegno di docente di materie classiche presso il Liceo-ginnasio “Campanella”, la sua partecipazione come deputato alle attività della Deputazione di Storia Patria della Calabria ed alle molteplici associazioni nazionali e regionali, nella qualità di ricercatore in campo glottologico, filologico e storico.
In questa sede mi limito a ricordare la sua collaborazione alle iniziative culturali dell’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, a cominciare dal settimanale diocesano “L’Avvenire di Calabria”.
Numerosi anche gli articoli e le note pubblicate sulla rivista culturale diocesana “La Chiesa nel tempo”, sempre su argomenti attinenti alle origini cristiane in Calabria e ad avvenimenti di storia ecclesiastica, di vescovi e santi italo-greci.
Mi sembra interessante qui richiamare l’impegno di Franco Mosino (assieme a Domenico Minuto e Maria Mariotti) nella promozione ed organizzazione degli “Incontri Bizantini” per l’esplorazione delle tracce indelebili e del ricco patrimonio culturale che quella civiltà ha lasciato in terra Calabra, e soprattutto nella provincia reggina, nei settori più svariati della teologia e della liturgia, nei diversi ambiti artistici e letterari, nella vita monastica e della spiritualità.
Ispirandosi al maestro Gherard Rohlfs, di cui è stato amico carissimo, ha prediletto la lingua, la storia e la cultura dei greci antichi, medievali e moderni, dedicando saggi nelle isole ellenofone dell’Aspromonte reggino, dando un contributo qualificato al mantenimento della lingua e delle tradizioni grecofone.
In questi incontri si è ritrovato in stretta collaborazione con gli studiosi stranieri come Andrè Guillou e Vera von Falkenhunsen, dell’Università Cattolica del S. Cuore di Milano Agostino Pertusi ed Enrica Follieri e tanti altri italiani e locali.
Anche per questo ha ricevuto la cittadinanza onoraria del comune di Bova.
Numerosi i libri e gli articoli pubblicati, che spaziano dalla linguistica alla storia, dall’onomastica alla toponomastica. Nel 1987 ha curato per la SEI di Torino, l’edizione degli “Annali del Monastero della Visitazione di Reggio Calabria.
Antonino Denisi

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