Percorso Post-Convegno: Prima Tappa

Mons. Morosini: non possiamo pensare di vivere la fede solo con celebrazioni

Prima tappa del percorso post-convegno della Arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova Da sabato scorso è iniziato il Percorso di approfondimento Post-Convegno che guiderà la Comunità Diocesana a maturare meglio i contenuti espressi durante l'assise del 9 e 10 settembre.
L'Arcivescovo, durante i sabati mariani, analizzerà una delle tematiche della relazione di apertura del Convegno e sarà possibile vedere il video dell'omelia sul nostro sito diocesano. Di seguito proponiamo lo schema seguito dal Mons. Morosini durante la prima tappa del Percorso Post-Convegno:

OMELIA PRIMO SABATO MARIANO
20 settembre 2014

XXV Domenica del tempo ordinario
Is 55,6-9
Sal 144
Fil 1,20-24.27
Mt 20, 1-16

1. Per la diocesi questi sabati sono un'occasione di grazia, perché il vescovo può parlare alla diocesi a cuore aperto, per spiegare il cammino che è stato tracciato per questo anno pastorale.
2. Abbiamo avuto il convegno diocesano sul tema "Ripartire dall'evangelizzazione", e li ho dato delle indicazioni precise su come la comunità e tutti noi dobbiamo comunicare.
3. Approfitto di questi sabati per spiegarvi questo nuovo modo, chiedendo a voi l'atteggiamento di ricerca di ciò che Dio vuole darci, che spesso non corrisponde a quanto noi pensiamo. Abbiamo sentito dalla prima lettura: "I miei pensieri non sono i vostri pensieri, cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo mentre è vicino".
4. Questi sabati sono un occasione propizia per fare tutto questo. In verità abbiamo una immagine di Chiesa e celebriamo un modo di essere cristiano che non va più miei cari. Ve lo dico non per giudicare o condannare, ma per aiutare ad andare avanti. Noi facciamo troppo riti religiosi, una poca sequela di Gesù. Accendiamo la candela alla Madonna, la preghiamo per i figli, ma intanto essi scelgono tranquillamente di convivere senza sposarsi in Chiesa e poi chiediamo il battesimo dei loro figli.
5. Ci accorgiamo che attorno a noi c'è un modo di pensare la vita, che non corrisponde al vangelo di Gesù. Noi accettiamo questo modo di pensare e chiediamo alla Chiesa di adeguarsi, andando anche contro la Parola di Gesù.
6. San Paolo che ci ha scritto: per me il vivere è Cristo. Cioè, scrive Paolo, "io mi lascio illuminare dalla parola di Gesù". Anche voi, aggiunge, "comportatevi in modo degno del Vangelo di Gesù". È la nostra trasmissione della fede oggi come avviene?
7. Nasce un bambino: ci si preoccupa di battezzarlo, spesso un battesimo "al quale assistiamo" come spettatori. I genitori sono presenti, ma spesso non perché si sceglie Gesù e il Vangelo, ma perché si fa così per tradizione.
8. Spesso, condizionati dalla cultura che ci domina, confondiamo il battesimo con la liberazione dalle forze negative che stanno attorno a noi.
9. Le fede, invece, deve essere scelta di Gesù e del suo Vangelo. Noi dobbiamo cambiare in tal senso. Al di sopra delle nostre devozioni alla Madonna e ai santi, ci deve essere la volontà di seguire Gesù.
10. Noi dobbiamo riscoprire la fede in questo modo: i credenti sono come gli operai della vigna del Signore, secondo la parabola che noi abbiamo ascoltato. Il lavoro nella vigna è la trasmissione della fede, che noi facciamo sulla base della nostra testimonianza di vita e sulla base anche dell'annuncio.
11. Quale è il cambiamento che si chiede allora? Riscoprire la comunità cristiana di appartenenza e la nostra stessa famiglia come il luogo in cui si racconta la fede e si trasmette a chi viene dopo di noi.
12. Molto concretamente: Nelle famiglie non è sufficiente insegnare le devozioni varie, che sono belle ma insufficienti a fondare una fede vera, che deve reggere il confronto con la mentalità del mondo. Bisogna che nelle famiglie si parli di Gesù, si spieghi il suo Vangelo e si educhi ai valori che lui ci ha insegnato, che spesso sono contrari a quelli che il mondo insegna.
13. Genitori, educatori dovete insegnare ai vostri figli ed ai ragazzi e giovani a voi affidati ad andare controcorrente, con chiarezza, con coraggio, senza mezza misure. Se li volete educare alla famiglia, dovete dire che le convivenze non sono conciliabili con la fede. Dinanzi alle ripetute violenze delle donne, che hanno come unica causa il libertinaggio sessuale, dovete insegnare la castità nella crescita dei giovani. Questa è la fede controcorrente. Questa è la fede alla cui insegna dobbiamo crescere.
14. Durante questi sabati io vi esporrò quello che abbiamo detto nel convegno chiedendo a tutti voi che vi facciate portavoci dei valori cristiani presso tutte le famiglie in modo da creare una opinione pubblica comune su questi temi. In modo da onorare doverosamente la Madonna.
Vi chiedo proprio questo passo in avanti in questi sabati. Affideremo a Lei questa nuova mentalità che mi auguro nasca in noi e nelle nostre comunità. Consegnando questo auspicio a Maria come dono più bello che faremo nel suo viaggio di ritorno all’Eremo.

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