Marziale: "Sull'Unitas una denigrazione mediatica eccessiva ed ingiustificata"

Antonio Marziale, presidente Osservatorio sui MinoriIl presidente dell'Osservatorio sui diritti dei minori: "servono i fondi della Regione non gli insulti"
Diffusione di “notizie false”, “esagerate” e “tendenziose”. Così l’avv. Aurelio Chizzoniti definisce le notizie pubblicate sul sito di un settimanale a diffusione nazionale e relative ad una struttura dedita all’accoglienza di minori, gestita dall’Unitas Catholica di Reggio Calabria e guidata da don Antonello Foderaro. Nel servizio si parla di “stanze stipate di letti che si toccano l’uno con l’altro. Corridoi sporchi. Impianti a vista. Vasche da bagno usate per lavare piatti e stoviglie”.


”Intervengo – scrive il legale - per il recupero della oggettiva verità”: “nel contesto della notizia costruita si appalesa il riferimento al funzionamento della struttura, ad oggi, al 100% laddove invece la stessa ne conclama ‘motu proprio’ l’intervenuta chiusura” dimenticando di aggiungere che “il sequestro (avvenuto qualche giorno fa, ndr) in parte infatti è letteralmente irrilevante ai fini dell’espletamento delle attività di istituto poiché riguarda quattro stanze insistenti nella palazzina principale da tempo non utilizzate e l’intero complesso ove vengono ospitati non 30 ragazzi ma quattordici concedendo allo stesso Foderaro, nominato custode giudiziario, la facoltà d’uso! Anche il riferimento al rifornimento alimentare quanto riferito è completamente difforme rispetto al vero poiché trattasi – spiega l’avvocato Chizzoniti - della reazione di qualche assistente sociale alla soppressione del banco alimentare prima gestito all’interno della Fondazione con criteri non condivisi dal Prof. Foderaro che ne ha disposto la chiusura optando per la corresponsione delle rette da parte della Regione Calabria”. Nell’articolo del settimanale si fa riferimento anche alla mancata consegna dei bilanci che Don Foderaro, nonostante l’ordine del TAR reggino, si rifiuterebbe di consegnare ai dipendenti, “ignorando - scrive il legale del sacerdote - che gli stessi sin dal 3 agosto andante sono stati trasmessi direttamente alla Procura della Repubblica e quindi messi a disposizione dei richiedenti che ne hanno estratto copia in data 11 agosto u.s., in perfetta sintonia con il termine indicato dal TAR che scade il 14 agosto 2015. Ne deriva – conclude - che la notizia, pur basandosi su un fondamento di verità risulta smisuratamente amplificata, ingrandita, iperbolica, tale da ingenerare una diversa situazione oggettiva sicuramente deformata mediante espedienti giornalistici quali l’enunciazione soltanto di parte degli avvenimenti tutt’altro che secondari e marginali, tralasciando o minimizzando altri sicuramente idonei a spiegare o giustificare quelli riferiti”.
Nei giorni scorsi la struttura è stata visitata dal presidente dell’Osservatorio sui diritti dei Minori, Antonio Marziale. Si tratta – dice di “una struttura che abbisogna certamente di qualche ritocco, ma dignitosa nella zona dove i bambini vivono, mangiano e dormono. Servono soldi, la struttura vanta un credito di almeno 1milione di euro da parte della Regione, come spiegatomi da Mons. Antonello Foderaro, cifra che permetterebbe di poter intervenire sulle lacune della struttura e soprattutto sugli stipendi dei dipendenti”.
“I bambini, che ho incontrato – ha aggiunto - sono curati, hanno interagito con me senza palesare alcun disagio, davvero sorridenti e mai mollato da due educatrici offese nell'animo per la denigrazione mediatica, che personalmente ritengo non solo eccessiva ma ingiustificata. Davvero c'è da chiedersi che epoca stiamo vivendo. E c'è da chiedersi come mai la stampa non sia stata utilizzata per amplificare le denunce e i bisogni di chi oggi gestisce la struttura e sia stata invece usata per demolire”.
“Resta il fatto – conclude - che c'è bisogno di risorse economiche, non di insulti”.
Raffaele Iaria

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