Casa “Santa Maria Porto di Pace” di Arghillà: 10 anni dalla fondazione

figliedellachiesaLe Figlie della Chiesa a servizio della diocesi
La presenza nella diocesi di Reggio–Bova delle “Figlie della Chiesa” risale all’anno 1986. Da tempo papa Paolo VI chiedeva alla madre fondatrice, la venerabile suor Maria Oliva Bonaldo, di aprire dei “centri” per l’ adorazione eucaristica nelle diocesi del sud. Monsignor Aurelio Sorrentino, arcivescovo di Reggio, accolse la sollecitazione del pontefice di istituire, presso la chiesa di San Giuseppe al Corso, un “Centro Eucaristico” permanente affidandolo alle suore Figlie della Chiesa. Da allora, le religiose, ubbidendo al loro carisma ispiratore: «Contemplare, annunciare, adorare» presiedono l’adorazione eucaristica continua tutti i giorni della settimana esclusa la domenica. Trae ispirazione dal carisma delle Figlie della Chiesa, un’associazione di laici a carattere internazionale, regolarmente costituita, con un proprio statuto, con propri organismi operativi e che si articola in singole fraternità diocesane. La Fraternità di Reggio Calabria è costituita da laici seguiti da una guida spirituale e da un responsabile laico che fase attuale, è rappresentato da Marilena D’Agostino. Le Figlie della Chiesa interpretando con profonda sensibilità, l’esigenza della popolazione del mezzogiorno, hanno deciso di costruire un punto di riferimento più ampio, funzionale ed accogliente al fine di promuovere una formazione più approfondita del messaggio cristiano. In questa logica ispiratrice, il consiglio generale ha deciso di costruire la casa di spiritualità “Santa Maria Porto di Pace” in Arghillà. Alla posa della prima pietra è seguito un iter, anche economico, lungo e problematico, e finalmente, l’11 febbraio 2007, la costruzione è stata ultimata, benedetta e inaugurata da monsignor Vittorio Mondello, arcivescovo metropolita della diocesi di Reggio Calabria–Bova. Dai primi anni di vita, “Santa Maria Porto di Pace” ha costituito un punto di riferimento importante per il mondo associativo, per le parrocchie delle diverse diocesi del centro–sud e per tutti coloro che avessero necessità di momenti di studio, di riflessione e di preghiera su tematiche inerenti la loro vita sociale, morale e religiosa. La Casa di Arghillà, dunque, svolge la sua delicata ed importante funzione in una realtà complessa e difficile del territorio reggino. L’11 febbraio di questo anno è stato celebrato il decennale di attività della Casa con una concelebrazione eucaristica presieduta da don Stefano Ripepi. Presenti il parroco di Arghillà don Antonino Iannò, don Nuccio Santoro parroco della chiesa di San Giorgio al Corso, don Antonino Maesano, cappellano della chiesa di San Giuseppe al Corso e don Simone Gatto parroco di Salice. Dopo la Messa è seguito il concerto di musica sacra del Coro Polifonico “Santa Cecilia” diretto dal maestro Antonio De Matteis, accompagnato all’organo dal maestro Antonino Ripepi. Tutto si è concluso con un momento di intensa convivialità. (E.M.)

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