Le relazioni...tra amore e perdono

La Lectio biblica nel Seminario di Reggio CalabriaIl secondo appuntamento della Lectio per adulti
Il brano scelto per il secondo appuntamento della lectio per adulti, svoltasi al seminario lo scorso 20 novembre, è quello di Lc 7, 36-50: una scelta che mira a proporre e approfondire l’immagine di un Dio che si fa prossimo all’uomo, circondandolo “di bontà e misericordia”.
Si comincia dal v. 47: Gesù afferma l’ambivalenza del rapporto tra l’amore e il perdono, resa dalla parola greca ȍτι, che acquista un valore sia causativo (l’amore genera il perdono) che consecutivo (l’amore è conseguenza del perdono).

Con questa risposta a Simone egli vuole esortarci a intercettare le domande dell’uomo e metterci in cammino anche là dove sembra che le sovrastrutture culturali e sociali allontanino le persone da Dio; Gesù, infatti, non rifiuta l’invito di Simone, sebbene sappia che egli è un fariseo, anzi la sua presenza lo aiuta a comprendere quanto la sua fede sia viziata dall’osservanza di precetti sterili perché non vivificati dalla sympatheia, ossia dalla vicinanza alle fragilità dell’uomo.
Alla figura di Simone si contrappone quella della “peccatrice della città”, probabilmente una prostituta, la quale decide di aprire il suo cuore a Gesù, consapevole che questo l’avrebbe esposta all’espiazione della propria colpa; l’amore della donna vince la paura tanto da spingerla, ormai pentita, ad entrare nella casa di Simone. “Stando dietro, presso i piedi di lui”, in un atteggiamento di umiltà e sequela, compie i quattro gesti di un amore ormai lontano da una concezione disumanizzante del proprio corpo. Per prima cosa ella bagna di lacrime i piedi di Gesù, ossia purifica il suo amore; solo da questa purezza può scaturire una seduzione, simboleggiata dallo scioglimento dei capelli della donna, che non ha nulla a che fare con la svendita di sé, ma è bellezza piena e dono; infine, l’amore è anche espresso dalla tenerezza dei baci della donna e dalla gratuità con cui cosparge di profumo i piedi di Gesù. Dovremmo chiederci allora se sappiamo essere capaci di amare gratuitamente come fa questa donna, che riserva il profumo a Gesù ma permette che la sua fragranza possa essere percepita da tutti. Il Maestro fa notare a Simone, contrapponendo i suoi atteggiamenti a quelli della donna, quanto ognuno di noi abbia bisogno di essere perdonato; tuttavia, perché ciò avvenga, è necessario perdonare sé stessi (come fa la donna) e gli altri (come fa Gesù), poiché è proprio dal perdono che si può recuperare la differenza tra senso del peccato, salvifico, e senso di colpa, che non permette all’uomo di sentirsi amato e riscattato da Dio.
Erminia Foti

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