"Cerco il lavoro che mi invento", tavola rotonda alla "Calipari"

Incontro fortemente voluto dall'arcivescovo di Reggio Calabria - Bova, monsignor Morosini, si terrà il prossimo 19 aprile, dalle 10.30, presso il Consiglio Regionale della Calabria e vedrà il coinvolgimento di associazioni di categoria e banche.

Cultura e lavoro, le due – uniche – “leve” per lo sviluppo della Calabria. Ne è consapevole l'arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova, che attraverso il suo pastore, padre Giuseppe Fiorini Morosini, e in comunione con tutte le chiese del Sud, sta cercando di stimolare un sano e costruttivo dibattito che investe direttamente il presente (prima ancora che il futuro) dei giovani del Mezzogiorno.

Per farlo occorre ricalibrare la focale ponendo l'accento sulla cultura del lavoro, inteso come autoimpiego. In questa direzione trova compimento l'incontro, dal titolo "Carco il lavoro che mi invento", del prossimo 19 aprile, dalle 10.30 presso l'auditorium “Nicola Calipari” del Consiglio regionale della Calabria nella città dello Stretto che è destinato a tutti i giovani e ai loro genitori, in particolare agli studenti delle classi quinte delle scuole superiori.
Un appuntamento fortemente voluto dal presule reggino; monsignor Morosini ha, infatti, già incontrato tanti rappresentanti delle associazioni di categoria che saranno al pari dei giovani i protagonisti della mattinata del 19 aprile alla “Calipari”.
Coldiretti, Camera di Commercio, Confindustria, Progetto Policoro, Istituto Diocesano Sostentamento Clero, Confcooperative, Confartigianato, Ismea, Banca Etica, Banca Prossima, Ep Turismo e Facoltà di Agraria hanno espresso la loro ferma volontà a tracciare un piano operativo al servizio dei giovani: non un vuoto simposio di “buoni propositi”, ma un appuntamento “di lavoro” tra le forze produttive del territorio e quanti – gli studenti delle quinte classi degli istituti superiori per l'appunto – intravedono nell'emigrazione l'unica chance per migliorare la propria condizione di vita.
«Può sembrare strano che un vescovo voglia incontrare altre persone per parlare di lavoro - ha dichiarato monsignor Morosini - Ma l’ho fatto perché sono convinto che il modo migliore per aiutare i giovani sia proporre loro una nuova mentalità rispetto al mondo occupazionale. È finito il tempo del “posto fisso”, oggi bisogna crearsi un posto di lavoro e soprattutto bisogna capire che non esistono lavori “nobili” e lavori “degradanti”»
Un'attenzione a trecentosessanta gradi, quella dell'arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova che oggi può contare su una serie di “buone prassi” maturate in seno all'esperienza vincente del progetto Policoro che incentiva nei giovani la voglia di mettersi in gioco attraverso la forma cooperativistica.
All'appuntamento del 19 aprile, alle 10.30, all'auditorium “Nicola Calipari” sono invitati anche i genitori: proprio dalla presa di coscienza della comunità educante – rispetto al mutare sostanziale del mercato del lavoro – passa la possibilità di scrivere pagine di eccellenza per il territorio metropolitano di Reggio Calabria che ha in modo insito molteplici peculiarità che solo minimamente vengono sfruttate dalla comunità. La strada – secondo l'arcivescovo monsignor Giuseppe Fiorini Morosini – è quella della «autoimprenditorialità» come via principale per l’impiego dei tanti ragazzi, molti dei quali altamente professionalizzati grazie all'azione accademica dell'Università Mediterranea.

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